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La posizione russa sull’espansionismo USA in Groenlandia

In 3 sorsi – Negli ultimi giorni a livello nazionale e internazionale si sta discutendo sempre più della chiamata tra Trump e Putin. A tal proposito è opportuno chiedersi se dietro al placet del Presidente USA alle richieste di Putin ci sia qualcos’altro, ad esempio la Groenlandia.

1. LE DICHIARAZIONI DI KORCHUNOV SULLE MIRE USA VERSO LA GROENLANDIA

È risaputo come la corsa allo sfruttamento delle risorse artiche sia un’imminente sfida per le super-potenze mondiali e la Groenlandia, con i suoi giacimenti e le sue terre rare, non può di certo considerarsi meno appetibile. È in questa intemperie geopolitica che devono essere inserite le fortissime dichiarazioni di Trump riguardanti l’annessione o l’acquisto della Groenlandia, le quali secondo l’ambasciatore russo in Norvegia, Nikolai Korchunov, porteranno crescenti tensioni nelle zone artiche. Il diplomatico russo ha poi osservato come le dichiarazioni esplicite del Presidente americano siano semplicemente l’ultimo passo in avanti degli USA verso la Groenlandia, poiché ormai da diversi anni Washington avrebbe aumentato la propria presenza in quella zona in chiave anticinese. Solo per citare un episodio, agli inizi del 2020 gli USA hanno inaugurato una nuova sede consolare presso Nuuk, capitale della Groenlandia, e contemporaneamente hanno annunciato ampi programmi scientifici e di investimento. L’ambasciatore russo ha anche sottolineato come le pesanti pressioni USA sull’Artico si siano rafforzate a partire dal 2019, quando l’allora Segretario di Stato, Mike Pompeo, aveva criticato Russia e Canada per la regolamentazione nazionale della navigazione lungo la rotta del Mare del Nord.

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Fig. 1 – La controversa visita in Groenlandia di Donald Trump Jr., successiva alle dichiarazioni del padre sulla sua intenzione di annettersi l’isola, 7 gennaio 2025

2. LA POSIZIONE UFFICIALE DEL CREMLINO

Riguardo alle dichiarazioni di Trump è interessante esaminare anche ciò che è stato affermato da Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino: “L’Artico è una regione che rientra nei nostri interessi strategici e nazionali. Siamo e rimarremo presenti nel territorio artico. Siamo interessati a mantenere una atmosfera di pace e stabilità e siamo pronti a cooperare con tutti i Paesi per garantire la pace e la stabilità ovunque, incluso nell’Artico”. Le dichiarazioni ufficiali del Cremlino collidono con le criticità messe in evidenza dall’ambasciatore russo ed è opportuno chiedersi il perché.

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Fig. 2 – Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov durante l’ultima conferenza stampa di fine anno tenuta da Putin, 19 dicembre 2024

3. I POSSIBILI RISVOLTI TRA UCRAINA E GROENLANDIA

Le motivazioni principali di quest’apertura russa verso l’espansione USA in Groenlandia sono dettate sostanzialmente da due ragioni: da una parte la Groenlandia non costituisce una zona artica di interesse diretto russo, dall’altra un’apertura verso gli USA sulle mire in Groenlandia potrebbe essere maggiormente propiziatoria a un’apertura USA sull’espansione russa in Ucraina. Ciò non vuol dire però che la Russia abbia messo da parte le mire artiche. La guerra in Ucraina, infatti, ha sancito la sospensione dei lavori del Consiglio Artico: “Dal 2021 fino a maggio 2023 la Presidenza del Consiglio Artico è spettata a Mosca, perciò con lo scoppio del conflitto Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia e Stati Uniti hanno concordato di interrompere gli incontri ufficiali e le attività dell’organismo. La Russia sta portando avanti da sola i progetti sull’Artico e le sue mire in tutta la zona si accendono sempre più”. La Russia, dopo l’invasione dell’Ucraina, si è trovata isolata geopoliticamente e si è vista costretta a condividere le proprie strategie artiche con la Cina, unico partner possibile. L’elezione di Trump alla Presidenza USA ha però sancito la riapertura del dialogo e ciò porta a pensare che la Russia possa nuovamente riavvicinarsi agli USA e riallontanarsi dalla Cina. Ucraina e Groenlandia avranno un ruolo chiave in tutta questa strategia.

Riccardo Renzi*

*Istruttore direttivo presso Biblioteca civica “Romolo Spezioli” di Fermo e membro del comitato scientifico della rivista Il Polo – Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti”

Photo by Barni1 is licensed under CC BY-NC-SA

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Perchè è importante

  • La reazione dell’ambasciatore russo in Norvegia alle affermazioni di Trump sulla Groenlandia.
  • La versione ufficiale del Cremlino.
  • La Groenlandia come possibile moneta di scambio per l’Ucraina.

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Riccardo Renzi
Riccardo Renzi

Laureato in Ricerca storica (LM-84) presso l’Università di Macerata, lavora, in seguito alla vittoria del concorso pubblico presso il IV settore del Comune di Fermo, come Funzionario presso la Biblioteca civica Romolo Spezioli di Fermo. È membro dei comitati scientifici e di redazione delle riviste Scholia, Il Polo e Menabò online, è inoltre vicedirettore della rivista di filologia greca e latina Scholia. È inoltre socio dell’Aib, della Società Dantesca Fermana, del Centro Studi Sallustiani, dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia e della Deputazione di Storia Patria per le Marche. Ha all’attivo oltre 500 pubblicazione tra scientifiche e di divulgazione culturale. Per quanto concerne la politica e la geopolitica collabora con Dissipatio, Politicamag, Il Polo e Libro Aperto.

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