In 3 Sorsi – L’8 marzo è stato eletto Motjaba Khamenei, figlio di Ali Khamenei, come terza Guida Suprema dell’Iran. Si tratta di una figura sfuggente, ma già profondamente legata al regime islamico. A giorni dall’elezione, la sua mancata apparizione in pubblico è sempre più evidente.
1. L’ELEZIONE
Pochi giorni dopo l’attacco combinato di Stati Uniti e Israele che ha ucciso il leader iraniano Ali Khamenei il 28 febbraio 2026, Mojtaba Khamenei è stato eletto come terza Guida Suprema della Repubblica Islamica dell’Iran, succedendo a Ruhollah Khomeini (1979‑1989) e al padre Ali Khamenei (1989‑2026). La decisione è stata presa l’8 marzo dall’Assemblea degli Esperti, organo incaricato dell’elezione del leader supremo in caso di morte, incapacità o dimissioni, come previsto dall’art.107 della Costituzione iraniana. Si tratta di un’assemblea composta da 88 membri che vengono eletti dal popolo ogni otto anni. Formalmente, dunque, la Guida Suprema può considerarsi scelta attraverso un meccanismo elettorale indiretto. Tuttavia, i candidati, per diventare membri dell’Assemblea degli Esperti, devono prima essere approvati dal Consiglio dei Guardiani, che è più o meno direttamente sotto il controllo della Guida Suprema. Secondo quanto riferito da un membro dell’Assemblea degli Esperti, uno dei criteri che avrebbe dovuto orientare la scelta del nuovo leader era che fosse “temuto e odiato dal nemico“, ovvero gli Stati Uniti.
Embed from Getty ImagesFig. 1 – Folle sventolano bandiere durante una manifestazione del Giorno di Quds il 13 marzo 2026 a Teheran, Iran
2. COSA SAPPIAMO DI MOTJABA KHAMENEI
Nato l’8 settembre 1969 a Mashhad, Mojtaba Khamenei è il secondo dei sei figli di Ali Khamenei. All’età di 17 anni, durante il conflitto tra Iran e Iraq (1980-1988), prestò servizio militare nel battaglione Habib, dove sviluppò stretti legami con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRCG). La sua formazione e i suoi studi si sono svolti tra Teheran e Qom, città santa e uno dei principali centri della teologia sciita. Mojtaba è considerato un allievo del religioso ultraconservatore Mohammad‑Taqi Mesbah‑Yazdi, figura chiave nell’elaborazione ideologica del Paydari Party, un partito che si colloca nell’ala più radicale dello spettro politico iraniano. Gli analisti sottolineano che, sebbene il nome di Mojtaba Khamenei possa risultare poco familiare al grande pubblico, è da tempo noto agli osservatori della politica iraniana, essendo apparso per la prima volta nel dibattito pubblico durante le elezioni presidenziali del 2005, concluse con la vittoria di Mahmoud Ahmadinejad, esponente populista della linea più dura. In una lettera aperta indirizzata all’allora Guida Suprema Ali Khamenei, il candidato riformista Karroubi accusò Mojtaba di aver interferito nel processo elettorale attraverso membri del IRGC e della milizia Basij, che avrebbero distribuito denaro a gruppi religiosi per favorire Ahmadinejad. Le stesse accuse riemersero nel 2009, quando la conferma del Presidente scatenò proteste di massa in tutto il Paese, note come Green Movement. Mojtaba fu indicato da molti come una delle figure chiave dietro la repressione di tali manifestazioni, tanto che le piazze furono attraversate dal grido: “Mojtaba, possa tu morire prima di vedere la leadership.”
Embed from Getty ImagesFig. 2 – L’ex Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad durante una punto stampa dopo essersi registrato come candidato alle elezioni presidenziali, Teheran, 18 giugno 2021
3. ASPETTI CONTROVERSI
L’elezione di Mojtaba Khamenei resta controversa e solleva diversi interrogativi. Per anni è rimasto lontano dai riflettori, pur esercitando una notevole influenza negli apparati di sicurezza del regime, evitando conferenze pubbliche, sermoni del venerdì o discorsi politici. Anche dopo la sua designazione come nuova Guida Suprema, la sua assenza ha alimentato dubbi sulle sue condizioni di salute e perfino sulla sua sopravvivenza, dato che era presente durante l’attacco nel quale sono stati uccisi suo padre Ali Khamenei, sua moglie e uno dei suoi figli. Il primo messaggio attribuito a Motjaba è stato trasmesso dalla televisione di Stato solo il 12 marzo, letto da un presentatore. La sua ascesa è inoltre criticata perché la Repubblica Islamica prevede che la Guida Suprema venga scelta per prestigio religioso e leadership, non per successione dinastica o nepotistica. Molti analisti ritengono infatti che Mojtaba debba la sua posizione soprattutto agli stretti legami con l’apparato di sicurezza e l’IRCG, alimentando tensioni tra clero e pasdaran. La situazione politica in Iran resta delicata, dato che il conflitto con Stati Uniti e Israele è ancora in corso, ma secondo alcune letture l’elezione di Mojtaba Khamenei segnala una continuità del regime e riduce le probabilità di cambiamenti sostanziali nei suoi assetti fondamentali.
Giuditta Fassina


