Come gli Stati Uniti stanno ridefinendo la rivalità tra Marocco e Algeria

In 3 Sorsi La rivalità tra Marocco e Algeria non è più solo regionale: il Sahara Occidentale è diventato il fulcro di un equilibrio più ampio, in cui il crescente ruolo degli Stati Uniti contribuisce a ridefinire le posture diplomatiche globali dei due Paesi.

1. UNA RIVALITÀ CONSOLIDATA

Il Sahara Occidentale ha cristallizzato un antagonismo storico tra Rabat e Algeri, trasformando una disputa territoriale nel perno di una rivalità strategica più ampia. La chiusura del confine terrestre dal 1994 resta il simbolo più evidente di una frattura mai ricomposta. A ciò si aggiunge la decisione dei due Paesi di aumentare progressivamente la spesa militare: con stanziamenti pari a 17,1 miliardi di dollari per il Marocco e circa 24 miliardi per l’Algeria nel 2026. Negli ultimi anni questa rivalità si è ulteriormente internazionalizzata. Nel 2020 Rabat ha normalizzato le relazioni con Israele aderendo agli Accordi di Abramo, a seguito del riconoscimento da parte dell’Amministrazione Trump della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale. Una scelta che ha accentuato la frattura con l’Algeria, storicamente sostenitrice del principio di autodeterminazione del Popolo sahrawi e del Fronte Polisario, e che nel 2021 ha portato alla rottura delle relazioni diplomatiche. Parallelamente, Algeri ha rafforzato una proiezione esterna autonoma, consolidando i rapporti con la Tunisia, con cui sono state intensificate la cooperazione economica e il coordinamento in materia di sicurezza, e approfondendo le relazioni con Cina, oggi partner strategico centrale nei settori infrastrutturali ed energetici, e Russia, che resta un interlocutore chiave nel settore della difesa.

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Fig. 1 – Da oltre 30 anni, diverse decine di migliaia di rifugiati sahrawi vivono nella regione di Tindouf, in Algeria, nel cuore del deserto, in quattro campi profughi. Sono rimasti bloccati qui in seguito al conflitto tra il Marocco e il Fronte Polisario per l’ex colonia spagnola del Sahara Occidentale, dopo il ritiro della Spagna nel 1975

2. IL RITORNO AL NEGOZIATO E IL PESO DI WASHINGTON

Il sostegno politico e diplomatico degli Stati Uniti a Rabat ha contribuito a legittimare la proposta marocchina di autonomia per il Sahara Occidentale, restringendo progressivamente i margini di manovra algerini. Marocco e Algeria hanno accettato di partecipare a un nuovo round di negoziati riservati,sostenuti da Washington e basati sulla Risoluzione 2797 del 2025 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Rabat interpreta il documento come un’apertura verso il proprio piano di autonomia sotto sovranità marocchina, mentre l’Algeria continua a sostenere il Fronte Polisario, mantenendo un ruolo centrale anche attraverso il supporto ai rifugiati sahrawi nei campi di Tindouf. Il ritorno di Algeri al tavolo negoziale rappresenta una svolta significativa. Più che un cambiamento di principio, esso riflette un adattamento al nuovo equilibrio: il crescente sostegno internazionale alla posizione marocchina e il rafforzamento dell’asse tra Rabat e Washington hanno infatti reso più costoso per l’Algeria restare ai margini del processo. Di fronte al rischio di marginalizzazione, la leadership algerina ha adottato una strategia più pragmatica: partecipare ai negoziati per continuare a influenzarne gli esiti, nel tentativo di contenere sia l’iniziativa diplomatica marocchina sia il peso crescente degli Stati Uniti nel dossier sahariano.

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Fig. 2 – Manifestazione a Madrid l’11 novembre 2006 a sostegno dell’autodeterminazione del Sahara Occidentale

3. IL SAHARA OCCIDENTALE COME VINCOLO NELLE CRISI GLOBALI

Il conflitto nel Sahara Occidentale incide anche sulle posture dei due Paesi rispetto a crisi internazionali apparentemente distanti. Di fronte agli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran del 28 febbraio, sia Rabat, sia Algeri hanno adottato un profilo di “silenzio strategico”, pur partendo da posizioni differenti. Per il Marocco, la cautela riflette una scelta eminentemente strategica: mantenere saldo il rapporto con Washington in una fase in cui il sostegno statunitense resta cruciale per il negoziato sul Sahara Occidentale. Pur ribadendo la vicinanza ai partner del Golfo e criticando il ruolo iraniano nella regione, Rabat ha evitato prese di posizione che potessero compromettere questo equilibrio. Anche l’Algeria, tradizionalmente più vicina a Teheran e ferma nel sostegno all’autodeterminazione sahrawi, ha evitato un’esposizione diretta contro gli Stati Uniti. Più che un mutamento di linea, si tratta di un esercizio di equilibrio: preservare i propri principi senza compromettere la capacità di incidere nel negoziato ed evitare un ulteriore isolamento diplomatico. Nel prossimo futuro, fintanto che il dossier del Sahara Occidentale resterà irrisolto, la competizione tra Rabat e Algeri difficilmente potrà tradursi in una cooperazione reale. Essa è invece destinata a ridefinirsi lungo nuove linee geopolitiche, sempre più influenzate dagli equilibri globali e, in particolare, dal ruolo degli Stati Uniti.

Immagine di copertina: “Trump” by IoSonoUnaFotoCamera is licensed under CC BY-SA

Indice

Perchè è importante

  • Marocco e Algeria tornano al negoziato sul Sahara Occidentale, riattivando una rivalità che intreccia sicurezza, alleanze e leadership regionale.
  • Il crescente peso degli Stati Uniti nel dossier sahariano sta ridefinendo gli equilibri del Maghreb e le strategie di Rabat e Algeri.

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Chi lo ha scritto

Florjn Recchia
Florjn Recchia

Classe 2001, Roma. Laureanda in Relazioni Internazionali all’Università La Sapienza di Roma, attualmente mi trovo a New York, come tirocinante presso la Rappresentanza Italiana alle Nazioni Unite, dove seguo le attività del Consiglio di Sicurezza con particolare attenzione ai dossier africani. Da sempre sono appassionata di geopolitica e diritti umani, ho nel tempo maturato un forte interesse per il continente africano, arricchito altresì da un’esperienza di volontariato in Kenya.

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