Ristretto – Una tregua di sessanta giorni allontana il rischio di una nuova escalation in Medio Oriente e riporta il dossier nucleare iraniano al centro dei negoziati.
Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un memorandum d’intesa che estende il cessate il fuoco per sessanta giorni e apre una nuova fase di colloqui sul programma nucleare iraniano. L’intesa, annunciata dal Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif dopo una mediazione condotta insieme al Qatar, dovrebbe essere formalmente firmata venerdì 19 giugno in Svizzera. Il principale risultato immediato dell’accordo appare politico e strategico: evitare una nuova escalation regionale e creare le condizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio attraverso cui prima del conflitto transitava circa il 20% del commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto. La normalizzazione, tuttavia, non sarà immediata. Operazioni di sminamento, ripristino delle infrastrutture e garanzie di sicurezza potrebbero richiedere settimane prima di consentire il ritorno ai livelli di traffico precedenti alla guerra. Nonostante queste incognite, i mercati hanno reagito positivamente all’annuncio: il prezzo del petrolio è diminuito sensibilmente nelle ore successive all’accordo, riflettendo le aspettative di una graduale normalizzazione dei flussi energetici attraverso uno dei passaggi marittimi più strategici del mondo.
Il memorandum lascia irrisolte le questioni più delicate. Nei prossimi sessanta giorni Washington e Teheran dovranno negoziare il futuro del programma nucleare iraniano, in particolare l’arricchimento dell’uranio e la gestione delle scorte di quello già arricchito. Sul tavolo vi saranno anche l’alleggerimento delle sanzioni statunitensi e il possibile sblocco di fondi iraniani congelati all’estero, misure che gli Stati Uniti intendono subordinare ai progressi sul dossier nucleare. Il cessate il fuoco si estenderà a tutti i fronti del conflitto, incluso il Libano, dove l’offensiva israeliana contro Hezbollah ha provocato oltre un milione di sfollati e rappresentato uno dei principali ostacoli durante i negoziati. Proprio la richiesta iraniana di una cessazione delle ostilità anche sul fronte libanese è stata a lungo uno dei nodi più complessi delle trattative. L’intesa arriva al termine di ore di forte tensione. Nelle ore precedenti all’annuncio, nuovi attacchi israeliani contro obiettivi di Hezbollah a Beirut avevano alimentato il rischio di un collasso dei negoziati. Secondo fonti statunitensi e israeliane citate da Axios, l’Iran aveva persino predisposto i preparativi operativi per una possibile risposta contro Israele, poi sospesa grazie all’intervento dei mediatori.
Il vero banco di prova deve ancora arrivare. Raggiungere un’intesa tecnica sul nucleare in appena due mesi appare un obiettivo ambizioso. Il rischio è che il cessate il fuoco congeli il conflitto senza risolvere le questioni che lo hanno generato, rinviando soltanto una nuova crisi.
Florjn Recchia
“The Strait of Hormuz” by NASA Johnson is licensed under CC BY-NC-ND


