Ceuta, tensioni geopolitiche e strumentalizzazione dei flussi migratori

In 3 Sorsi – Le recenti tensioni alle frontiere europee e i drammatici eventi di Ceuta riportano al centro del dibattito l’uso dei flussi migratori come strumento di pressione geopolitica. Questa pratica di “guerra ibrida” spinge molti Governi dell’UE a inasprire e securizzare le politiche di frontiera, rischiando però di compromettere i diritti fondamentali delle persone migranti, rifugiate e richiedenti asilo. 

1. COSA È SUCCESSO A CEUTA?

Il 30 e 31 luglio scorsi, circa 60mila persone hanno attraversato via terra e via mare il confine dal Marocco ai territori spagnoli di Ceuta. L’arrivo improvviso di così tante persone aveva scatenato una crisi umanitaria – con 57 decessi registrati – che ha spinto la maggior parte di loro a tornare indietro ben presto, secondo quanto dichiarato dal Governo spagnolo. Le spiegazioni alla base di questo evento sono molteplici e vi sono diverse chiavi di lettura. Molte di esse si riferiscono alla teoria legata alla rivalità tra Marocco e Algeria e a una recente visita del Primo Ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ad Algeri – la prima di questo tipo da parte di un capo del Governo spagnolo in quattro anni. Va notato che l’ultima traversata di massa del confine, nel maggio 2021, è avvenuta dopo che il Marocco aveva rilassato i controlli di frontiera durante una disputa diplomatica con la Spagna, che si è conclusa nel 2022, quando Madrid ha ribaltato la propria storica politica di neutralità e ha sostenuto il piano del Marocco per il Sahara Occidentale.

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Fig. 1 – Nuove tende in fase di installazione accanto alla Ceuta Food Bank, il 5 settembre 2026, a Ceuta, Spagna

2. COS’È LA MIGRAZIONE COME STRUMENTO DI PRESSIONE INTERNAZIONALE?

Quando parliamo di migrazione come “strumentalizzazione”, nel contesto regionale europeo recente, Mirko Forti, ricercatore post-dottorato in Diritto dell’Immigrazione presso la Scuola Superiore Sant’Anna, cita le situazioni dove Paesi extra-UE hanno istigato flussi migratori verso le frontiere esterne dell’UE con l’obiettivo di destabilizzare l’Unione o uno Stato membro, mettendo in pericolo le funzioni essenziali dello Stato. Come riporta Michael McManus, questa pratica si posiziona nella zona grigia che caratterizza il conflitto moderno: azioni ostili progettate per danneggiare un avversario rimanendo appena al di sotto della soglia della guerra aperta. I migranti non sono gli aggressori, sono il mezzo attraverso cui viene portata avanti l’aggressività. L’autrice Natalia Banulescu-Bogdan approfondisce quest’idea sostenendo che l’aumento dell’uso della minaccia di manipolare i flussi migratori attraverso i confini condivisi, adoprata da alcuni Paesi, è un modo per sovvertire le dinamiche di potere tradizionali, dando vita a ciò che l’UE ha definito “guerra ibrida”. Inoltre, l’autrice stabilisice che Stati quali Russia, Bielorussia, Turchia, Libia e Marocco abbiano usato questa pratica nei confronti dell’UE per estorcere concessioni o distrarre l’attenzione politica da altre questioni.

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Fig. 2 – Un soldato dei Regulares dell’Esercito Spagnolo, posizionato lungo la costa dell’enclave di Ceuta, osserva l’arrivo dei migranti che tentano di accedere al territorio spagnolo

3. QUALI SONO LE CONSEGUENZE NEGATIVE?

In seguito, è accaduto che vari Paesi dell’UE abbiano preso decisioni tali da influenzare la mobilità delle persone nel contesto europeo. Chiara Cartelli, responsabile dell’advocacy presso la Piattaforma per la Cooperazione Internazionale sui Migranti Senza Documenti (PICUM), ha infatti commentato che la reintroduzione dei controlli di frontiera dell’Italia con la Spagna – proposta dalla Prima Ministra italiana Giorgia Meloni – è volta a trasmettere una linea dure del Governo sulla migrazione, ponendo però delle insidie per i turisti o chi è in movimento. In uno scenario in cui la maggior parte dei Paesi europei si sposta verso misure di frontiera e d’asilo più rigide, le politiche migratorie più liberali del Governo spagnolo – orientate all’ integrazione economica e sulle vie legali – hanno generato una risposta alla crisi di Ceuta più politica che pratica. Forti avverte che normalizzare le deroghe delle leggi europee in materia di migrazione e asilo può andare a minare le tutele dei diritti fondamentali dei migranti. Ciò comporta che la prospettiva, adottata dall’UE, che concepisce tale categoria come una “potenziale minaccia” per la sicurezza nazionale e che lo descrive come “armi” contribuisce alla sua sostanziale disumanizzazione.

Candelaria Rettaroli

Prime Minister Sanna Marin ja Spanish Prime Minister Sánchez met in Helsinki 3.3.2023” by FinnishGovernment is licensed under CC BY.

Indice

Perchè è importante

  • Gli attraversamenti di massa al confine tra Marocco e Ceuta hanno provocato una grave crisi umanitaria e riacceso le tensioni geopolitiche evidenziando come i flussi migratori possano essere strumentalizzati per esercitare pressione politica.
  • La risposta europea, sempre più orientata al controllo delle frontiere e alla sicurezza, rischia di indebolire la tutela dei diritti fondamentali delle persone migranti e di contribuire alla loro disumanizzazione.

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Candelaria Rettaroli
Candelaria Rettaroli

Sono nata a Córdoba, in Argentina, dove ho studiato Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Córdoba. Dopo nel 2023 mi sono trasferita a Roma con il sogno di conoscere l’Europa e ho deciso di proseguire i miei studi iscrivendomi al Master in Migrazione e Sviluppo presso La Sapienza. Ho una grande passione per il Medio Oriente, i diritti umani, la scrittura e le attività di advocacy. Attraverso tutte le mie esperienze cerco di sostenere la mia convinzione che l’informazione sia potere: se il mondo sceglie di ignorare un tema, io mi sento chiamata a scriverne.

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