In 3 sorsi – Il Parlamento colombiano approva la nuova riforma fiscale, dopo che un tentativo di riforma era stato ritirato lo scorso maggio a causa delle ingenti proteste che avevano travolto il Paese. Crescita e stabilitĂ economica sono gli obiettivi.
1. OBIETTIVO: FAR RIPARTIRE L’ECONOMIA
Martedì 7 settembre è stata approvata a larga maggioranza dal Congresso colombiano la nuova riforma fiscale. Il progetto prevede di raccogliere circa 15mila miliardi di pesos colombiani (poco meno di 3,5 miliardi di euro) con l’obiettivo di garantire la stabilità delle finanze pubbliche e il rilancio dell’economia. Per questo si propongono programmi di sussidi per le famiglie più in difficoltà , ma anche strategie di austerità per quanto riguarda la spesa pubblica. La riforma prevede, tra le altre cose, una sovrattassa di tre punti percentuali per il settore finanziario fino al 2025, e un contributo di solidarietà per finanziare gli investimenti sociali attraverso l’aumento dell’imposta sul reddito delle imprese. La riforma è stata fortemente voluta dal Ministro delle Finanze José Manuel Restrepo come risposta alla crisi economica e sociale derivante dalla pandemia. Il Ministro Restrepo spera in una crescita del prodotto interno lordo colombiano del 4,3% entro la fine dell’anno, dopo che nel 2020 l’economia del Paese aveva avuto una contrazione del 7%. Il Presidente Iván Duque si gioca molto in questo periodo, visto che le elezioni presidenziali si avvicinano e la sua popolarità sembra essere in rapida discesa.
Embed from Getty ImagesFig. 1 – Il Presidente colombiano Iván Duque. Per lui inizia una fase critica in vista delle elezioni presidenziali del 2022
2. FORTI PROTESTE HANNO ACCOMPAGNATO L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE
A fine luglio migliaia di persone sono scese in piazza, ancora una volta, per protestare contro questa riforma tributaria, che era in fase di discussione. Già ad aprile 2021 la Colombia era stata investita da un’ondata di manifestazioni contro il Governo proprio a seguito di un’altra proposta di legge di riforma fiscale che poi il Presidente Duque era stato costretto a ritirare e che ha provocato le dimissioni dell’allora Ministro delle Finanze Alberto Carrasquilla. Questa nuova riforma ha eliminato alcuni aspetti impopolari della precedente proposta, come ad esempio la tassazione dei generi alimentari, e ha aumentato gli aiuti alle famiglie in difficoltà . Gli aggiustamenti non sono serviti però a placare il malcontento di parte della popolazione, che soprattutto nelle grandi città ha deciso di manifestare nuovamente. Dietro alle proteste per la riforma fiscale c’è molto di più: ci sono problemi di povertà estrema sempre più diffusi, indignazione per vicende di corruzione che hanno coinvolto anche questo Governo e ritardi nella campagna di vaccinazione di massa. Come successo nelle manifestazioni di aprile e maggio, anche questa volta la polizia non ha esitato a usare la forza contro i manifestanti, tanto che Duque e il Ministro della Difesa Diego Molano hanno nuovamente dovuto giustificare un uso spropositato della violenza contro i civili da parte dei corpi di sicurezza nazionali.
Embed from Getty ImagesFig. 2 – Proteste antigovernative a Bogotá il 20 luglio 2021
3. LA VIOLENZA NON SI PLACA
Nel frattempo la Colombia si sta preparando alle elezioni presidenziali e parlamentari della primavera del 2022 in un clima tutt’altro che sereno. Le violenze legate alla campagna elettorale in vista del voto sembrano essere una costante, provocando anche diversi morti. Secondo un rapporto della Peace and Reconciliation Foundation, tra il 13 marzo e il 23 agosto 2021 ci sono stati 29 episodi violenti che hanno portato alla morte di sei persone. La maggior parte delle vittime era composta da funzionari pubblici eletti come Sindaci e consiglieri comunali di partiti di sinistra tipo Alianza Verde e Colombia Humana. Dopo l’accordo del 2016 tra il Governo e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), la violenza nel Paese latinoamericano è decisamente diminuita. Restano comunque delle aree nelle quali l’uso della violenza è diventato parte del meccanismo di competizione elettorale. Con il progressivo avvicinarsi alla data delle elezioni, c’è da aspettarsi addirittura un peggioramento della situazione per quanto riguarda la violenza per fini politici.
Matteo Barbanera
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