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    Mosca e Pechino, un’alleanza di energia, ambizioni e antiamericanismo

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    In 3 sorsi A dicembre è stato inaugurato Forza della Siberia, il mega gasdotto che salda il partenariato strategico tra Mosca e Pechino. Un partenariato fatto non solo di energia, ma anche di commercio, ambizioni artiche e un pizzico di antiamericanismo.

    1. LA FORZA DELLA SIBERIA

    Lo scorso 2 dicembre, in videoconferenza rispettivamente da Sochi e Pechino, il Presidente Putin e il Presidente Xi Jinping hanno assistito all’inaugurazione del gasdotto Forza della Siberia e simbolicamente rilanciato le relazioni commerciali e politiche tra i loro Paesi. Il nuovo gasdotto, la più grande infrastruttura dell’Estremo Oriente russo, trasporterà il gas dai centri di produzione di Irkutsk e Yakutia ai consumatori dell’Estremo Oriente russo e della Cina. Costruito dal colosso Gazprom per un valore di 55 miliardi di dollari e lungo 3mila chilometri, fornirà al Paese del Dragone circa 38 miliardi di metri cubi di gas all’anno.
    Il prezzo del gas rimane un segreto commerciale, ma fonti confermano che il valore complessivo del contratto (valido per i prossimi 30 anni) si aggira sui 400 miliardi di dollari. Indubbiamente un bell’affare per Mosca, che basa gran parte della sua economia sull’export di risorse naturali, e per Pechino, ovviamente, che per mantenere produttiva la propia macchina economica ha un costante bisogno di energia. Secondo una stima dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) fra il 2018 ed il 2024 Pechino conterà per circa il 40 % dell’intera crescita globale nel consumo di gas naturale.
    Sebbene in passato le relazioni tra i due Paesi siano spesso state animate da sentimenti contrastanti, i progetti russi per la costruzione di gasdotti verso i mercati asiatici hanno rappresentato un obiettivo sin dai tempi della prima presidenza Eltsin. Vladimir Putin può ora dire di aver raggiunto tale obiettivo e, cosa più importante, di aver spinto “il partenariato strategico russo-cinese nel settore energetico a un livello completamente nuovo”, per usare le parole dello stesso Presidente russo.

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    Fig. 1 – Il Presidente Xi Jinping durante la videoconferenza con il Presidente Putin per inaugurare il nuovo gasdotto “Forza della Siberia”, 2 dicembre 2019

    2. TRA COMMERCIO E POLAR SILK ROAD

    Ma l’energia rappresenta solo una parte della partnership strategica russo-cinese. Oltre a gasdotti ed esercitazioni militari congiunte, Russia e Cina puntano anche a rafforzare i loro legami commerciali. L’anno scorso il volume degli scambi commerciali sino-russi ha raggiunto per la prima volta la cifra di 100 miliardi di dollari, e si punta al raddoppio entro il 2024.
    Prima però c’è la Via della Seta Polare. La regione artica è ricca di risorse e ha un grande valore politico e commerciale. Idealmente connette Asia, Europa e Nord America, cioè le regioni dove si concentra il 90% del commercio internazionale. I cambiamenti climatici e lo scioglimento dei ghiacci, in particolare nei mesi estivi, potrebbero aprire un nuovo ventaglio di opportunità che sia Russia e Cina sono ansiose di esplorare. La Russia, membro del Consiglio Artico, ha già da tempo iniziato a sfruttare le risorse della regione e potrebbe rivelarsi un partner molto importante per le ambizioni artiche cinesi. Come ha sottolineato Zhixing Zhang, analista senior di Stratfor: “Questa cooperazione si focalizza principalmente sullo sviluppo energetico. Mentre Mosca offre alla Cina l’accesso alle risorse, Pechino può offrire in cambio il capitale necessario per lo sviluppo artico”.

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    Fig. 2 – La nave rompighiaccio russa Viktor Chernomyrdin. La Russia, membro del Consiglio Artico, ha da tempo ambizioni nell’Artico

    3. RUSSIA, CINA E L’ORDINE MONDIALE

    Volenti o nolenti, a guidare le relazioni russo-cinesi sono anche gli Stati Uniti. Mosca e Pechino hanno infatti subito entrambe delle “sanzioni” da Washington, sia di tipo politico che economico.
    Entrambi i Paesi contestano l’egemonia statunitense e cercano di trovare nuove alternative all’attuale ordine mondiale, seppur ovviamente con mezzi e modalità diverse. Pechino per i suoi affari ha enormemente beneficiato dell’attuale ordine economico, ma ora sta cercando di dare al “vecchio ordine” una sua impronta personale.
    Chiave del segreto del successo degli Stati Uniti è stata però la sua abilità di creare solide alleanze. Quella tra Russia e Cina sembra invece, almeno per adesso, una relazione utilitaristica che mira solo a servire gli interessi immediati di entrambi. Vedremo se il 2020 rafforzerà o meno l’intesa tra Mosca e Pechino.

    Rocco Forgione

    Rocco Forgione
    Rocco Forgione
    Classe 1992, campano di origine ma cittadino del mondo. Da sempre innamorato delle lingue e della politica internazionale, nel 2015 conseguo la laurea triennale in Lingue e Mediazione Linguistico-Culturale presso l’Università degli Studi di Roma Tre, con una tesi sul nazionalismo cinese durante gli anni di Deng Xiaoping e Jiang Zemin. Il primo incontro con il “paese di mezzo” avviene nel 2016 quando mi reco a Shanghai per svolgere un tirocinio nel campo del marketing. Di ritorno in patria, mi iscrivo alla laurea magistrale in Relazioni Internazionali presso l’Università di Torino con un programma di double degree che mi permette di trascorrere il secondo anno accademico presso la Zhejiang University in Cina.
    Quando non bevo caffè…o tè (rigorosamente cinese), mi piace molto leggere e praticare sport.

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