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    Dall’Austria un esempio per l’Unione Europea?

    In breve

    • L’Austria ha un nuovo Governo, guidato da Sebastian Kurz e basato sull’alleanza tra conservatori e Verdi.
    • L’esecutivo dovrà basarsi sull’accettazione delle reciproche priorità da parte dei membri della coalizione, anche a fronte di divergenze marcate.
    • Il Governo Kurz è per certi versi un esperimento politico, perché nel resto d’Europa i Verdi sono generalmente in coalizione con forze progressiste: un precedente da considerare per la futura Germania post-Merkel?

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 2 min.

    In 3 sorsi Vienna ha un nuovo Governo formato da conservatori e verdi. Su cosa si basa quest’alleanza?

    1. LA SITUAZIONE POLITICA

    Dopo diverse settimane di trattative e mediazioni, agli inizi di gennaio, è entrato in carica il nuovo Governo austriaco, che ha giurato davanti al Presidente federale Alexander Van der Bellen.
    Il nuovo esecutivo si basa su un’alleanza che non ha precedenti in tutto il Vecchio Continente, ovvero l’accordo tra il Partito Popolare austriaco (OVP) e i Verdi.
    Dopo i recenti scandali che hanno stoppato il precedente Governo tra i popolari e l’estrema destra del Partito della Libertà austriaco (FPO), l’Austria è andata al voto a settembre, ma solamente il mese scorso è riuscita a superare lo stallo.
    Il Partito Popolare, con il suo giovane leader Sebastien Kurz, che mantiene la carica di Cancelliere federale, ha ottenuto la maggioranza dei voti austriaci con il 37,5% dei consensi. I Verdi hanno invece incassato il 13,9% dei voti.

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    Fig. 1 – Sebastien Kurz, Cancelliere federale della Repubblica d’Austria

    2. IL NUOVO GOVERNO

    Il nuovo esecutivo è composto da 15 ministri, di cui 10 conservatori e 5 verdi, con una rappresentanza maggioritaria femminile. All’OVP vanno, tra gli altri, il Ministero delle Finanze ed Economia, quello degli Affari europei, gli Interni e la Difesa. I Verdi ottengono il Ministero delle Infrastrutture e Ambiente, oltre che gli Affari sociali e la Giustizia.
    Al fianco di Kurz, il più giovane Capo di governo dell’Unione Europea, troviamo il leader dei Verdi Werner Kogler, che assume la carica di vice Cancelliere e Ministro della Cultura e dello Sport.
    Il programma di questo Governo, retto da due forze con differenti ideologie, è basato sull’accettazione degli ambiti prioritari degli altri per raggiungere i propri obiettivi. I Verdi dovranno saper accogliere le politiche restrittive su migrazione e sicurezza volute dai popolari. Dal canto loro, l’OVP dovrà saper accettare un nuovo approccio su infrastrutture e trasporti, oltre che tasse mirate per salvaguardare l’ambiente.

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    Fig.2 – Werner Kogler, leader dei Verdi e vice Cancelliere

    3. LABORATORIO POLITICO D’EUROPA

    Il messaggio che è arrivato dall’insediamento del nuovo Governo austriaco è superare le fratture ideologiche dei vari partiti per affrontare le sfide contemporanee.
    Coerentemente con l’importanza delle politiche ambientali, testimoniata anche dall’ambizioso Green Deal della nuova Commissione Von der Leyen, l’Austria punta a diventare un pioniere in Europa in campo ambientale. Il Governo, infatti, mira ad aumentare i costi delle emissioni inquinanti e a predisporre incentivi per migliorare l’efficienza energetica.
    Tutta Europa guarda con curiosità a questo nuovo esperimento politico che mette insieme forze politiche diverse come conservatori ed ecologisti. I Verdi sono al Governo assieme a compagini progressiste in alcuni Paesi europei come Svezia e Finlandia, ma è la prima volta che scelgono di allearsi con un partito conservatore di centro-destra.
    Diversi analisti politici esprimono scetticismo su questo nuovo Governo, mettendo in dubbio la capacità di arrivare alla fine della legislatura, prevista per il 2024. Se, invece, le due forze politiche saranno in grado di smentire queste previsioni e di portare avanti le loro agende politiche si potrà aprire una nuova fase politica in Europa, basata su alleanze inedite. E il primo Paese a seguire questo nuovo esempio potrebbe essere la Germania post-Merkel, con un nuovo governo CDU-CSU-Verdi che sopperisca all’assenza di nuovi leader e all’avanzata dell’estrema destra.

    Luca Rosati

    Luca Rosati
    Luca Rosati

    Laureato in scienze politiche e relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Torino. Ho svolto un periodo di studio presso la facoltà di Scienze Sociali di Parigi nell’ambito del programma Erasmus. Ho lavorato due anni presso la pubblica amministrazione francese dove mi sono occupato di programmi e fondi europei.

    Attualmente sono impiegato presso il dipartimento Affari Europei della Regione Valle d’Aosta dove mi occupo di progettazione europea e di comunicazione sulle attività dell’Unione Europea. Frequento inoltre il Diploma in Affari Europei dell’Ispi (Istituto Superiore di Politica Internazionale) di Milano.

    Faccio parte dell’Associazione Italiana Giovani per l’Unesco – sezione Valle d’Aosta – con il ruolo di tesoriere.

    Collaboro con Il Caffè Geopolitico in quanto appassionato al tema della relazioni internazionali, al processo di integrazione europea e al rapporto tra gli Stati membri.

     

     

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