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    In breve

    • Il nuovo accordo permetterebbe a un gran numero di imprese dell’Unione Europea di esportare i loro prodotti senza dazi doganali verso il Messico.
    • Nonostante il testo dell’accordo sia già pronto, il Presidente López Obrador non si è dimostrato aperto a politiche mercantilistiche.
    • La pandemia Covid-19 rischia di far slittare ulteriormente l’approvazione del nuovo accordo sia in Messico, sia nell’Unione Europea.

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 5 min.

    Analisi Nell’aprile del 2018 si sono conclusi i negoziati bilaterali tra il Messico e l’Unione Europea che in seguito hanno dato vita al testo finale dell’accordo per la creazione di una grande area di libero scambio. Sono passati ormai quasi due anni dall’approvazione del suddetto testo, definito TLCUEM (Tratado de Libre Comercio entre la Unión Europea y México), ma ancora non si vede all’orizzonte una data probabile della ratifica. Il TLCUEM rinnova il precedente accordo di collaborazione commerciale, stipulato nel lontano 1997 ed entrato in vigore nel 2000.

    STORIA DELLE RELAZIONI COMMERCIALI BILATERALI TRA L’UE E IL MESSICO

    Correva l’anno 1997 quando l’allora Comunità Europea, divenuta poi ufficialmente Unione Europea con il Trattato di Lisbona, decise di firmare e ratificare un accordo di partenariato economico e cooperazione politica con gli Stati Uniti del Messico per la creazione di un’area di libero scambio, accordo che sarebbe poi entrato in vigore nell’anno 2000. Questo accordo iniziale di cooperazione fra l’UE e il Messico diede la possibilità a un gran numero di imprese con capitale europeo di investire nel Paese latinoamericano e produrre merce a basso costo per il mercato del Nord America, specialmente per quello statunitense. Le imprese dell’Unione hanno trovato un terreno fertile dove investire: infatti, il Messico offre una manodopera abbastanza economica, ha il vantaggio della vicinanza con il grande mercato degli USA e del Canada e possiede una gran quantità di risorse naturali che hanno attratto numerosi investimenti da parte di imprese del settore energetico. Secondo i dati riportati da DG Trade (la Direzione Generale per il Commercio dell’UE), solo nell’anno 2018 le esportazioni europee verso il Messico hanno raggiunto quasi i 40 miliardi di euro, con una bilancia commerciale a favore dell’UE di circa 13 miliardi. I settori che maggiormente esportano verso il Messico sono quelli del manufatturiero-automotive e dei macchinari per l’industria pesante, che equivalgono a circa la metà dei 40 miliardi summenzionati. Per quel che concerne, invece, il settore dei servizi, l’ammontare totale delle esportazioni nel 2017 ha raggiunto quasi gli 11 miliardi di euro. Inoltre la stessa DG Trade sottolinea, nel suo report sul Messico, che l’Unione Europea si è posizionata al secondo posto per investimenti diretti dall’estero (IED) verso il gigante centroamericano, i quali ammontano a circa 8 miliardi di euro, prevalentemente provenienti dalla Spagna. Nonostante i dati risultino essere estremamente positivi, l’accordo entrato in vigore nel 2000 non prevede un’eliminazione completa dei dazi sulle merci esportate verso il Messico, circostanza che ha frenato possibili nuovi investimenti nel Paese, oltre al fatto che tuttora molte imprese europee lo ritengono poco sicuro per via della scarsa sicurezza interna e la bassa presenza dello Stato sul territorio. Dunque, ciò ha portato l’allora Amministrazione Peña Nieto (ex Presidente del Messico) e la Commissione Juncker a negoziare un nuovo accordo, il TLCUEM, per incoraggiare ulteriori investimenti.

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    Fig. 1 – Il summit UE-Messico del 2015

    QUALI SONO I PUNTI DEL TLCUEM PIÙ INTERESSANTI PER LE IMPRESE EUROPEE

    Il TLCUEM “modernizzato” ha come obiettivo principale quello di far aumentare progressivamente gli investimenti delle imprese dell’UE in Messico. Come tutti i nuovi accordi commerciali che l’Unione stringe con Paesi terzi, anche questo ha come pilastri la protezione della proprietà intellettuale dei prodotti europei, la protezione relativa a ben 340 prodotti alimentari con denominazione di origine, l’applicazione di politiche bilaterali per contrastare il cambiamento climatico e la protezione dei diritti umani e del lavoratore sul territorio del Messico. Per quel che concerne, invece, i vantaggi delle imprese che esportano in Messico, il TLCUEM prevede un’eliminazione progressiva, nei prossimi sette anni, di tutti i dazi doganali su un gran numero di prodotti alimentari, come ad esempio il cioccolato e i formaggi, risultati essere molto richiesti dal consumatore messicano. Altro punto molto importante per l’export europeo è quello riguardante i settori manufatturiero-automotive e dei macchinari per l’industria pesante, i quali non saranno più soggetti a dazi doganali a partire dall’entrata in vigore dell’accordo, come d’altronde il 98% dei prodotti dell’UE esportati in Messico. Ottime notizie per le PMI europee che hanno trovato nel Messico un partner importante per le loro esportazioni. Inoltre, è anche necessario menzionare che nel TLCUEM c’è un’intera sezione dedicata alla lotta e all’eliminazione della corruzione, un problema molto grave in Messico, e che ha progressivamente frenato gli investimenti europei nel Paese dopo l’impennata iniziale dovuta all’entrata in vigore dell’accordo del 2000. Nonostante le previsioni possano sembrare rosee per il mercato messicano, ci sono due incognite che in questo momento potrebbero seriamente far slittare l’entrata in vigore del TLCUEM, vale a dire il Presidente Andrés Manuel López Obrador (AMLO), del partito Movimiento Regeneración Nacional, che si è dimostrato essere più vicino a politiche protezionistiche e, in secondo luogo, la neo-dichiarata pandemia del Covid-19.

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    Fig. 2 – Anche il Governo messicano sta prendendo misure contro la pandemia da Covid-19

    LE INCOGNITE LÓPEZ OBRADOR E COVID-19 SULL’ENTRATA IN VIGORE DELL’ACCORDO

    È essenziale che il TLCUEM entri in vigore, dato che molte imprese con capitale europeo stanno iniziando a guardare verso altri mercati, oltre a quello cinese, per delocalizzare la loro industria – e il Messico fa parte di questa cerchia ristretta di Stati che comprende anche l’India e il Brasile. Ma sull’entrata in vigore dell’accordo c’è l’ombra del Presidente López Obrador, il quale sta risultando essere un protezionista, e del nuovo coronavirus, che sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale in questo periodo. Per quel che concerne le politiche di AMLO, si possono definire vicine al suo omologo statunitense. Tra le sue decisioni più eclatanti in tema di protezionismo c’è la cancellazione del progetto per la costruzione del Nuovo Aeroporto del Messico (NAIM), che avrebbe incrementato enormemente il turismo e gli investimenti nel Paese. Di fatto l’attuale aeroporto di Città del Messico (Aeropuerto Internacional Benito Juárez) risulta essere obsoleto e incapace di gestire il flusso di persone che dal Nord si spostano in Sud America e che dall’Europa e dall’Asia si dirigono verso il Messico. Ma la costruzione del NAIM, iniziata nel 2014, era un progetto messo in atto della precedente Amministrazione Peña Nieto, dunque, secondo la linea politica di AMLO, “da cancellare”. La preoccupazione più grande, quindi, è proprio il fatto che il TLCUEM appartiene all’agenda politica della precedente Amministrazione ed è soggetto, purtroppo, a un probabile accantonamento. Ad ogni modo l’incognita AMLO sull’accordo non è la principale preoccupazione dell’Unione Europea. La diffusione a livello globale della pandemia Covid-19 sta letteralmente fermando la maggior parte dei settori produttivi, e in questo momento l’approvazione del TLCUEM non risulta essere in primo piano né per il Governo del Messico, né per l’UE, la quale si trova a fronteggiare una crisi sanitaria senza precedenti nella sua storia.

    Antonino Galliani

    Antonino Galliani

    Sono nato a Palermo nel 1990. Mi sono laureato in Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Bologna, prima di trasferirmi in Messico, ha lavorato a Bruxelles per l’Ambasciata del Messico presso l’UE nell’area relazioni politiche. Vivo in Messico dal 2017, dove ha lavorato per la Camera di Commercio Italiana come Responsabile Area Internazionalizzazione e Progettazione fino al dicembre del 2018. Dal 2019 mi occupo della gestione dell’ufficio della CCIM di Querétaro per le aziende italiane della regione del Bajío.

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