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    Francia: Macron e l’arte dell’impensabile

    In breve

    • Dopo alcune incertezze iniziali, Emmanuel Macron ha varato pesanti misure per contrastare l’emergenza di Covid-19.
    • La partita geopolitica di Macron si gioca su più fronti. Quello interno, ma soprattutto quello europeo.
    • Macron proietta la Francia sullo scenario globale acuendo le tensioni con la Cina.

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 sorsi – Emmanuel Macron affronta la sfida della Covid-19 su più fronti. Rilanciare la propria immagine interna e scommettere il proprio futuro politico nella grande partita a scacchi delle alleanze che deciderà le sorti dell’UE. Cambiare per sopravvivere.

    1. L’EMERGENZA

    Il 15 marzo 2020 milioni di cittadini francesi sono stati chiamati alle urne per le elezioni comunali. La decisione di Macron di non sospendere il turno elettorale, nonostante l’emergenza sanitaria che divampava in Europa e mostrava i primi segni anche in Francia, aveva suscitato perplessità e polemiche. Nelle settimane successive il Presidente francese ha corretto il tiro, varando forti misure restrittive per limitare la crisi che sta già presentando numeri pesantissimi per l’economia francese, con profonde ricadute sociali. Di fronte a uno scenario drammatico, Macron ha assunto toni da tempo di guerra, facendo ampio ricorso a metafore belliche e tracciando un futuro tutto da riscrivere del capitalismo e della globalizzazione. Un futuro che prevederà, secondo Macron, una riduzione del peso della finanza, un maggior impegno nel contrasto ai cambiamenti climatici e profondi investimenti in settori quali alta tecnologia e sanità, ad ora troppo dipendenti dalla produzione cinese. Una virata decisa, per non rimanere intrappolato nella palude dell’indecisione e dell’incertezza.

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    Fig. 1 – Macron in visita all’ospedale militare di Mulhouse

    2. VIE D’USCITA

    I tavoli su cui sta giocando Macron sono almeno tre. Sul piano interno, sta cercando di rilanciare la propria immagine mostrandosi comprensivo con la cittadinanza e conciliante con l’opposizione, ampliando l’agenda di riforme per il futuro e dimostrando sensibilità ad ampio spettro. Ma è sul piano internazionale che Macron si gioca gran parte del proprio futuro politico. In Europa la partita è decisiva, c’è in ballo il destino dell’UE. Macron lo ripete ai principali quotidiani internazionali mentre tesse un’inedita rete di alleanze mediterranee con Spagna, Portogallo e Italia per cercare di scardinare le resistenze olandesi e tedesche. In questa spasmodica ricerca di un nuovo posizionamento si inserisce anche il tentativo di forzare la mano di Angela Merkel per mettere in campo le tanto agognate riforme necessarie secondo Macron a trasformare la UE da progetto di mercato a progetto politico, come il completamento dell’unione bancaria, la costruzione di una Difesa comune e l’introduzione di un bilancio unico per l’Eurozona. Sull’onda di questa promessa Macron è stato eletto, non riuscendo sin qui però a scalfire il muro di resistenza opposto dalla Cancelliera.

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    Fig. 2 – Il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron

    3. FRANCIA GLOBALE

    Ma come ogni degno Président de la République, Macron non pensa la Francia se non in termini mondiali. E mentre cerca di rilanciarsi in patria e di spostare l’asse di potere europeo in suo favore, persegue un preciso disegno geopolitico volto ad affermare il ruolo globale della Francia e, in secondo piano, della UE. Anche a costo di scontrarsi con dei pesi massimi. Da qui la tensione accresciuta e non evasa con la Cina, oggetto di frequenti uscite polemiche dello stesso Macron e dei suoi collaboratori. Ritenuta reticente, opaca e poco sincera sulla gestione del virus. Accusata di aver nascosto elementi sensibili utili agli europei e di utilizzare ora la politica degli aiuti sanitari per riscrivere la narrazione di questa crisi. Mascherine e respiratori offerti con generosità non bastano, secondo il j’accuse macroniano, per nascondere le responsabilità. Rappresenterebbero invece solo un tentativo di acuire le divisioni e le tensioni interne al fronte europeo. Aiuti in cambio di influenza, egemonia da espandere con il sorriso e la mano tesa. Esattamente quanto sta facendo, in misura minore, la Russia di Putin. Esattamente il contrario di quanto sta facendo Trump, con cui pure Macron cerca una sponda nonostante la riluttanza del Presidente americano a soccorrere i vecchi alleati europei.
    In una recente intervista al Financial Times, il Presidente francese ha parlato con toni profetici della necessità di “pensare l’impensabile” per uscire da questa crisi. Non è la prima volta che Macron ricorre a parole finemente cesellate o a categorie di pensiero elevate per descrivere le sfide future, utilizzando la propria parabola come dimostrazione delle possibilità dell’imponderabile. Tuttavia, la crisi che si staglia davanti a Macron stavolta richiederà tutta la sua padronanza dell’arte dell’impensabile.

    Luca Cinciripini

    Immagine di copertina: “Palais de l´Elysee” by gula08 is licensed under CC BY-ND

    Luca Cinciripini
    Luca Cinciripini

    Nato nel 1991, laureato in Giurisprudenza e attualmente dottorando in Istituzioni e Politiche presso l’Università Cattolica di Milano. I miei interessi di ricerca sono concentrati in particolare sulle politiche di sicurezza e di difesa europee, i rapporti tra NATO e UE e la politica estera comunitaria. Da grande amante del mondo anglosassone, seguo anche tutte le vicende rilevanti della politica e della società britannica.

    Ma, soprattutto, tre cose non possono mancare mai per me: l’Inter, il cinema e gli U2.

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