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    In breve

    • Nonostante la maggior parte dei lavori si svolga a Bruxelles, le sedi del Parlamento Europeo si trovano anche a Strasburgo e Lussemburgo
    • Nel corso degli anni, dalla fondazione delle Istituzioni Europee, Bruxelles è divenuta sempre più centrale
    • Spetta al Consiglio Europeo decidere se modificare questa situazione – oppure no.

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 Sorsi Come mai le riunioni del Parlamento Europeo avvengono in diverse città? Nel dibattito politico si parla di Parlamento Europeo facendo riferimento a Bruxelles e Strasburgo. Ma qual è la sua vera sede?

    1. LE SEDI DEL PARLAMENTO EUROPEO

    Il Parlamento Europeo è il cuore della democrazia europea, visto che rappresenta circa 500 milioni di persone ed è, allo stato attuale, l’unica Istituzione comunitaria direttamente eletta dai cittadini europei. Conta 705 membri ed è il solo organo democraticamente eletto ad avere 3 sedi diverse (in 3 Nazioni differenti): Bruxelles, Lussemburgo e Strasburgo. Il Parlamento Europeo si occupa di assicurare la legittimità democratica dell’UE approvando la maggior parte dei provvedimenti normativi europei ed esercitando una attività di controllo sulle altre Istituzioni comunitarie. Per arrivare al suo status attuale ha attraversato una lunga evoluzione e trasformazione dagli anni Cinquanta ai giorni nostri.

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    Fig. 1 – L’emiciclo del Parlamento europeo a Bruxelles

    2. UN PO’ DI STORIA

    Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale i principali Paesi Europei posero le basi per un processo di integrazione europea con la creazione della CECA (Comunità europea del carbone e dell’acciaio). Inizialmente le sue Istituzioni si insediarono in Lussemburgo per, successivamente, spostarsi a Strasburgo “ospiti” dell’emiciclo del Consiglio d’Europa. La città francese divenne così la sede principale delle sessioni plenarie dell’allora Assemblea Parlamentare della CECA. Quest’ultima assunse poi, a seguito dei Trattati di Roma del 1958, la denominazione di Assemblea Parlamentare Europea.
    Nel 1958, con la creazione della Comunità economica europea (CEE), buona parte dei lavori della Commissione europea e del Consiglio dei Ministri iniziò a concentrarsi a Bruxelles. Per questo motivo i deputati europei cominciarono a organizzarsi per svolgere una parte del loro lavoro a Bruxelles e restare in contatto con le altre Istituzioni. Nel 1962, inoltre, l’Assemblea Parlamentare Europea cambiò nome, diventando ufficialmente Parlamento Europeo. Nel 1974, inoltre, la Conferenza di Parigi stabilì che dal 1978 si sarebbero tenute elezioni dirette per la nomina dei membri del Parlamento Europeo. Prima di allora i membri del PE erano designati dai singoli Governi nazionali.
    Questa situazione ha generato contrasti tra Belgio e Francia per la sede del Parlamento. A tal proposito, il Consiglio Europeo di Edimburgo del 1992 ha stabilito che Strasburgo diventasse la sede ufficiale delle 12 sessioni plenarie annuali e Bruxelles diventasse la sede delle altre attività politiche (riunione delle Commissioni e dei gruppi politici). Decisione ratificata dal Trattato di Amsterdam del 1999. Il Lussemburgo ha mantenuto invece la sede del Segretariato generale del PE.

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    Fig. 2 – David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo

    3. COME SBLOCCARE LA SITUAZIONE?

    Questa tripla sede genera un evidente imbarazzo per l’immagine dell’Unione Europea, sia in termini di costi che di impatto ambientale. Il Parlamento Europeo, tra funzionari, agenti contrattuali e temporanei, conta circa 8mila dipendenti. I lavori svolti tra Bruxelles e Strasburgo obbligano quindi a un enorme spostamento mensile di persone e faldoni di documenti. Uno studio del 2013, commissariato dal Parlamento stesso, ha quantificato in 103 milioni di euro il risparmio che potrebbe essere generato se tutti i lavori parlamentari fossero trasferiti da Strasburgo a Bruxelles.
    I deputati europei hanno tentato diverse volte di fare pressioni per modificare la sede dell’emiciclo. La questione non è comunque delle più semplici, visto che la doppia sede è sancita da un trattato europeo. Il trattato non può essere modificato dal Parlamento, ma la decisione spetta al Consiglio Europeo, pertanto è necessario il parere unanime di tutti gli Stati per modificarlo. Appare quindi difficile che la Francia possa rinunciare ad avere una sede sul suo territorio e tutto l’indotto che essa genera per la città di Strasburgo e la sua Regione. Riuscire a portare la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles potrebbe comunque aiutare l’UE a migliorare la propria immagine agli occhi dei cittadini europei.

    Luca Rosati

    Photo by Capri23auto is licensed under CC BY-NC-SA

    Luca Rosati
    Luca Rosati

    Laureato in scienze politiche e relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Torino. Ho svolto un periodo di studio presso la facoltà di Scienze Sociali di Parigi nell’ambito del programma Erasmus. Ho lavorato due anni presso la pubblica amministrazione francese dove mi sono occupato di programmi e fondi europei.

    Attualmente sono impiegato presso il dipartimento Affari Europei della Regione Valle d’Aosta dove mi occupo di progettazione europea e di comunicazione sulle attività dell’Unione Europea. Frequento inoltre il Diploma in Affari Europei dell’Ispi (Istituto Superiore di Politica Internazionale) di Milano.

    Faccio parte dell’Associazione Italiana Giovani per l’Unesco – sezione Valle d’Aosta – con il ruolo di tesoriere.

    Collaboro con Il Caffè Geopolitico in quanto appassionato al tema della relazioni internazionali, al processo di integrazione europea e al rapporto tra gli Stati membri.

     

     

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