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venerdì 29 Maggio 2020
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    La Grecia ai tempi del Covid-19

    In breve

    • La Grecia registra un numero relativamente basso di contagi, nonostante le fragilità del suo tessuto sociale ed economico.
    • Sono state adottate misure di contenimento tempestive, sul modello italiano.
    • La già fragile economia greca rischia una pesante recessione dopo segnali di ripresa nel 2019.

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 SorsiLa Grecia risulta a oggi essere uno dei Paesi in Europa col minor numero di casi di persone affette da coronavirus e un numero ancora inferiore di morti. Tuttavia, dopo dieci anni di austerity, si riaffaccia lo spettro di una ancor più grave recessione economica.

    1. IL CONTAGIO IN GRECIA

    Al 3 di maggio, la Grecia contava un totale di 2.626 individui positivi alla Covid-19 e di 144 deceduti, con una concentrazione più elevata nella capitale, Atene. I numeri della penisola ellenica sorprendono, soprattutto a causa dell’elevata percentuale di popolazione anziana (la seconda per numero nell’Unione Europea), ma anche per quanto riguarda il sistema sanitario greco, segnato da un decennio di importanti tagli alla sanità pubblica. Un ulteriore elemento di fragilità è costituito dalla presenza di un consistente numero di campi profughi, che ospitano circa 40mila persone in situazioni precarie e di sovraffollamento.

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    Fig. 1 – Lockdown per le strade di Atene

    2. LE MISURE ADOTTATE DAL GOVERNO ELLENICO

    La curva dei contagi pare avere tuttavia un andamento ben diverso da quelle dei vicini Stati europei. Ciò, a detta di molti, grazie anche alla tempestività dell’adozione delle misure restrittive di contenimento. La Grecia ha messo in campo i primi provvedimenti già con numeri di contagio bassi, a differenza di alcuni Paesi europei, fra cui il Regno Unito. A fine febbraio è stato segnalato il primo caso di coronavirus, al quale è seguita qualche giorno dopo la chiusura di scuole e università e la sospensione delle manifestazioni pubbliche, a partire da quelle per il carnevale. Subito dopo hanno chiuso bar, ristoranti e di qualsiasi altro esercizio o attività aperta al pubblico. Il 23 marzo la decisione di imporre il lockdown totale, seguendo l’esempio italiano. Le misure, all’attivo almeno sino al 4 di maggio, prevedono: il divieto di circolazione sul territorio, a eccezione di spostamenti per lavoro e comprovate necessità (quali recarsi al supermercato, in farmacia, dal medico, a curare familiari malati), con autocertificazione; la possibilità di fare esercizio fisico e portare a spasso il proprio animale domestico, ma solo nei pressi della propria abitazione; la sospensione dei collegamenti aerei e marittimi con alcuni Paesi (fra cui Italia, Spagna, Gran Bretagna), salvo quelli adibiti al trasporto merci; l’autoisolamento obbligatorio di quattordici giorni per chi giunge dall’estero.

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    Fig. 2 – Il Presidente greco Mitsotakis

    3. L’ECONOMIA DOPO L’EMERGENZA SANITARIA

    Nel 2019 l’economia greca, provata da dieci anni di austerity e da una pesante recessione seguita alla crisi del 2008, aveva finalmente cominciato a vedere una lenta ripresa. Il Governo di centrodestra di Kyriakos Mitsotakis, dopo aver vinto le elezioni a luglio, aveva sin da subito agito nell’ottica di ripristinare la fiducia nei confronti del Paese, cercando di attirare investimenti e imprese estere, risanando il sistema bancario, privatizzando, tagliando le tasse e attuando riforme per la classe media. L’epidemia giunta in Europa nei primi mesi del 2020, dunque, è piombata come un fulmine a ciel sereno, con conseguenze economiche devastanti per un sistema fragile come quello greco. Il primo settore colpito è quello turistico, cui l’economia greca è fortemente dipendente, con un calo di turisti atterrati all’aeroporto di Atene del 62% nel mese di marzo, rispetto allo stesso periodo del 2019. Inoltre, secondo la Federazione delle imprese greche, circa il 90% delle aziende è già stato colpito dalla crisi e rischia pesanti conseguenze economiche. Anche il sistema bancario e quello immobiliare sono gravemente esposti. Il Governo ellenico ha provveduto a misure a sostegno dell’economia, e anche in merito a tasse e contributi sociali. Questi provvedimenti dovrebbero costare circa il 3,5% del PIL, ma tale percentuale è destinata a salire. Le prospettive dunque, sono tutt’altro che incoraggianti, e molti stimano già che quest’anno il PIL greco registrerà una perdita del 10%, una delle performance peggiori d’Europa.

    Federica Barsoum

    Photo by Bernhard_Staerck is licensed under CC BY-NC-SA

    Federica Barsoum

    Sono una ragazza di 22 anni, da sempre appassionata di politica internazionale e dinamiche socio-economiche. Dopo il diploma al liceo economico-sociale, ho proseguito i miei studi all’Università Statale di Milano, facoltà di Mediazione Linguistica e culturale, dove spero di laurearmi presto, per proseguire poi nel campo delle relazioni internazionali . Sono nata e cresciuta nell’internazionale Milano in una famiglia mista, e il mio ambiente mi ha resa una persona aperta e curiosa nei confronti del mondo.

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