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    Le strade del Coltan

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 4 min.

    Il Coltan è necessario per la fabbricazione delle sempre più diffuse apparecchiature hi-tech: ovunque ci sia bisogno di immagazzinare energia è ormai necessario il “prezioso” minerale. Ottimizzazione del consumo energetico racchiusa in pochissimo spazio: questi sono i vantaggi dell’impiego del Coltan. Dietro il suo approvvigionamento però si celano affari di portata mondiale tra nazioni e multinazionali, a tutto discapito delle nazioni minerarie.

    COLTAN, CHI E’ COSTUI? – Quello che colloquialmente chiamiamo Coltan, o Coltano, è una miscela complessa di due ossidi, la columbite e la tantalite. Pur essendo un minerale duro, quindi difficilmente scalfibile, è molto fragile, tanto che è molto facile trovarlo sotto forma di sabbia rosso-bruna. Il Coltan è il minerale di estrazione primario del Tantalio: la quasi totalità della produzione mondiale del Tantalio viene dalla raffinazione del Coltan. Proprio il Tantalio è usato sotto forma di polvere metallica nell’industria elettronica e dei semiconduttori per la costruzione di condensatori ad alte prestazioni e di piccole dimensioni. Più tantalite c’è nel Coltan, più aumenta il valore di quest’ultimo.

    DAI VIDEOGAMES AI MISSILI – Qualsiasi oggetto alimentato elettricamente ha bisogno di un condensatore che, in breve, è un dispositivo che permette di immagazzinare energia. Il Tantalio, per la sua capacità di resistere ad alte temperature e frequenze, è divenuto uno dei materiali privilegiati per la costruzione proprio dei condensatori (è considerato un superconduttore): il suo utilizzo aumenta del 10% ogni anno. Basti pensare a come i cellulari diventino sempre più piccoli ed efficienti, così come i Pc portatili, i lettori mp3, ecc…. Tutto grazie ai condensatori passivi che regolano il voltaggio ad alte temperature. Il tantalio, ancora prima degli smartphone, era diventato necessario per la costruzione di apparecchiature chirurgiche e protesi mediche. Prima di tutti, però, erano state l’industria bellica e quella aereonautica a riconoscerne l’importanza, nella produzione di sistemi missilistici controllati a distanza, armi nucleari e altre tecnologie militari come i visori notturni, anche per via della sua leggera radioattività.

    COLTAN-CONGO – In questo discorso entra la Repubblica Democratica del Congo, paese ricco di materie prime: petrolio, gas, legno pregiato, cotone, olio di palma, gomma, avorio, numerosi giacimenti di oro (valore stimato: 1 miliardo di dollari all’anno), diamanti, rame, cobalto, tungsteno oltre a un 40-50% delle risorse mondiali di Coltan (il resto concentrato principalmente in Brasile e Australia). In particolare è la regione orientale del Kivu a nascondere nel suo sottosuolo un vero e proprio tesoro. In questa zona, particolarmente distante dalla capitale Kinshasa e priva di collegamenti, trasporti e infrastrutture, l’International Peace Information Center ha censito 200 miniere,  contese dal 2004 fino al 2009 nel cosiddetto Conflitto del Kivu. Da una parte c’erano le truppe, disorganizzate e demotivate, del Presidente congolese Joseph Kabila, aiutato dall’Angola, dello Zimbabwe ma anche dai caschi blu dell’ONU. Dall’altra c’erano i ribelli del Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo (CNDP) di Laurent Nkunda ai quali si unì l’Esercito di Resistenza del Signore di Joseph Kony, tristemente famoso criminale “contro l’umanità” ugandese. Nella questione è entrato anche il Rwanda con una posizione assai ambigua, sostenendo di fatto Nkunda almeno nella fase iniziale del conflitto ed esponendosi maggiormente a fianco del Congo (proprio per mantenere un’influenza nella regione) solo dal 2008.

    Minerale di Columbite e Tantalite
    Minerale di Columbite e Tantalite

    GUERRA ETNICA O POST-IDEOLOGICA – Negli ultimi anni le offensive ribelli sono riprese con nuovo vigore. Così come l’esercito di Nkunda, nel 2004, si ergeva a difensore dell’etnia Tutsi, già sterminata in Rwanda da quella Hutu, anche il Movimento del 23 Marzo di Sultani Makenga e Bosco Ntaganda, che ha preso le armi nel 2012 e si è solo recentemente arreso, era formato prevalentemente da rwandofoni di etnia tutsi e disertori dell’esercito regolare del Congo: diverse inchieste dell’ONU hanno dimostrato come il Rwanda stesso ne finanziasse le operazioni. Tuttavia è l’interesse internazionale per il minerale a finanziare il conflitto.Le guerre africane possono essere considerate guerre tribali solo se consideriamo le multinazionali delle tribù”: questo il pensiero di Jean Leonard Touadi, giornalista, ex deputato e docente di Geografia dell’Africa. Touadi sottolinea che “I Signori della Guerra che dominano queste terre di nessuno sono estremamente modernizzati: hanno telefoni satellitari, connessioni con grandi banche occidentali e collegamenti con paradisi fiscali, dove i soldi vengono versati direttamente sui conti esteri (rapporti ufficiali dell’Onu hanno certificato questa triangolazione). Vi è un circolo vizioso tra materie prime che escono, fornitura delle armi e la guerra che continua perché nessuno ha interesse a fermarla”.

    CENTRO DEL MONDO – Il Coltan non è un’esclusiva congolese, si trova anche in Australia, Nigeria, Canada, in Portogallo o al confine tra Brasile, Venezuela e Colombia, ma nella Repubblica Democratica del Congo si può trovare a costi più bassi: chi “possiede” il Congo, controlla una parte importante del flusso di minerale. Al momento le miniere nel Nord-Est del Paese sono quasi esclusivamente nelle mani dell’esercito regolare, mentre Nkunda prima e l’M23 poi (anche grazie all’aiuto del Rwanda) gliene contendevano lo sfruttamento. Anche se M23 è stato sconfitto, rimangono tuttavie numerose milizie minori e ribelli più o meno definiti, che spesso usano anche vecchi, donne e bambini per estrarre il Coltan, esponendoli a pericoli (frane, caduta di rocce, assenza di ventilazione) e radiazioni e spesso senza pagarli. Una volta raccolto viene trasportato e parzialmente raffinato: i compratori stranieri possono acquistarlo in Congo oppure aspettare che gli aerei ne trasportino fino a 8 tonnellate al giorno, spesso destinandolo alla Cina dove viene lavorato per estrarre il Tantalio e quindi utilizzato nella manifattura hi-tech locale o riesportato altrove. Questa dinamica è particolarmente temuta in Occidente dato che Beijing si trova nell’invidiabile posizione di controllare di fatto gran parte dei flussi del minerale e, dunque, di poterlo potenzialmente bloccare.

    Guglielmo Sano

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    Guglielmo Sano
    Guglielmo Sano

    Nato nel 1989, ho conseguito la Laurea Triennale in “Filosofia, conoscenza e comunicazione”, presso l’Università di Palermo, con un lavoro sulla filosofia del linguaggio di Michel Foucault. Adesso frequento il corso di Laurea Magistrale in “Scienze Filosofiche” all’Università di Bologna, al momento approfondisco in particolare le questioni che ci pone la “biopolitica”. Un sogno… poter, un giorno, finalmente, dire: “sono un giornalista”. Qualcuno diceva che “si comincia a sognare quando si aprono gli occhi”, allora, da due anni ho cominciato a barcamenarmi nel mondo della cronaca: mi occupo di politica e attualità per vari blog e testate giornalistiche. Nutro, anche, una grande passione per tutto ciò che riguarda le culture e i territori “altri” da “noi”, per le dinamiche, non sempre esplicite, che in genere chiamiamo “politica internazionale”.

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