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venerdì 30 Ottobre 2020
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    Speciale COVID-19

    Covid-19 e il futuro della mobilità

    In breve

    • La crisi sanitaria mondiale ha bloccato tutti i movimenti di merci e persone, causando una grave crisi dei trasporti.
    • Lo scenario più atteso e temuto nel post-pandemia è un massiccio ritorno all’auto privata.
    • Le conseguenze sull’ambiente di questa prospettiva, richiedono azioni immediate per la realizzazione di una mobilità sostenibile e sicura.

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    In 3 sorsi – Una delle più evidenti conseguenze della recente emergenza sanitaria è stato l’impatto che ha avuto sul settore dei trasporti, che, afflitto da una crisi senza precedenti, necessita di essere urgentemente ripensato. Ma questa è un’occasione anche per l’ambiente.

    1. I TRASPORTI E LA CRISI

    La pandemia da coronavirus ha arrecato una frenata senza precedenti al settore della mobilità. Improvvisamente milioni di persone in tutto il mondo hanno dovuto smettere di utilizzare i trasporti pubblici e i mezzi privati, come messo in evidenza da un interessante articolo del Guardian sui livelli di traffico in varie parti del globo. Una delle conseguenze più evidenti di questa situazione è stato il drastico calo dei livelli di anidride carbonica nelle città più congestionate. L’infrastruttura europea ICOS (Integrated Carbon Observation System) ha osservato una diminuzione del 75% delle emissioni di CO2 su sette città europee  (Basilea, Berlino, Firenze, Pesaro, Helsinki, Heraklion e Londra). Lo studio sottolinea un chiaro collegamento tra la fase di lockdown a la riduzione dell’inquinamento. Anche i trasporti pubblici vivono un momento di grande difficoltà, principalmente per la necessità di mantenere le distanze di sicurezza in ambienti generalmente affollati. La UITP (Union Internationale des Transports Publics) a febbraio 2020 ha immediatamente pubblicato delle linee guida indirizzate ai gestori per affrontare l’emergenza COVID. Infine, in seguito alla chiusura dei confini nazionali, anche il settore dei trasporti via aerea ha subito un duro contraccolpo. Nelle prime due settimane di marzo il livello del traffico aereo globale è sceso del 41% rispetto ai livelli dello stesso periodo nel 2019.

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    Fig. 1 – Cartelli per il distanziamento sociale nei trasporti pubblici a Londra

    2. TRASPORTI, LA RISPOSTA DEI GRANDI CENTRI URBANI

    I tempi di questa emergenza sono incerti ma lunghi. Il timore maggiore è un massiccio ritorno all’utilizzo dell’auto privata, con conseguenze drammatiche sull’ambiente. Micromobilità, auto elettriche, mobilità attiva e un profondo ripensamento dei trasporti pubblici sembrano essere le risposte a questo pericolo. Milano ha introdotto uno dei progetti più ambiziosi a livello europeo per sconfiggere un ritorno agli stessi livelli di inquinamento del periodo pre-COVID (Strade Aperte), che vedrà la riqualificazione di 35 chilometri di strade. L’obiettivo sarà una maggiore attenzione ai pedoni e ai ciclisti e un notevole ampliamento dei percorsi pedonali. A livello internazionale ci sono altri esempi eccellenti. Berlino sta già intervenendo sulle piste ciclabili esistenti per garantire le distanze di sicurezza e il Governo tedesco ha stanziato incentivi fino a 6mila euro per l’acquisto di auto elettriche. In California la città di Oakland, con il progetto Slow Streets, ha chiuso al traffico intenso varie strade della città, per migliorare le condizioni di chi utilizza altri mezzi, come bici, sedie a rotelle, monopattini o semplicemente si muove a piedi. A Parigi la sindaca Anne Hidalgo ha dichiarato di volere rendere la città 100% ciclabile entro il 2024.

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    Fig. 2 – Una cliente testa una bici elettrica nella città di Asheville, North Carolina, USA

    3. TRASPORTI, GLI SCENARI FUTURI

    La pandemia avrà un termine, mentre l’emergenza climatica potrà solo peggiorare se tutte le persone torneranno a muoversi unicamente in auto. Per questo gli amministratori devono dare soluzioni sostenibili, di medio termine e che siano in grado di mantenere i cittadini in sicurezza. In un interessante approfondimento di Deloitte sul settore dei trasporti, si evidenzia come il futuro di questa industria si decida adesso. Un’efficace gestione della pandemia da parte del settore pubblico, la necessità di un maggiore intervento di imprese private, un particolare successo dei Paesi asiatici in questa emergenza, o ancora, la persistenza della crisi sanitaria, sono tutti fattori che influenzeranno in maniera importante alcune variabili chiave del settore, quali l’investimento in nuove tecnologie o l’utilizzo dei dati personali. In questa fase di incertezza si possono però delineare dei trend che persisteranno: la digitalizzazione che sostituirà gli spostamenti (lavoro remoto, didattica a distanza ecc.), una definizione più ampia di sicurezza (legata ad adeguati standard igienico-sanitari), un crescente affidamento all’e-commerce e alle consegne a domicilio e una nuova configurazione del panorama della mobilità, con l’uscita e l’entrata di vecchi e nuovi protagonisti. Chi si occupa di sostenibilità si augura che la crisi odierna dia un impulso forte verso una vera rivoluzione nel settore dei trasporti, per il bene della collettività e del pianeta.

    Ilaria Messori

    Photo by Pexels is licensed under CC BY-NC-SA

    Ilaria Messori
    Ilaria Messori

    Classe 1984, ho due lauree in ambito linguistico e economico. Sempre in cerca di nuovi progetti, viaggiatrice per hobby e per lavoro, cerco di capire la diversità culturale e amo comunicare con persone di tutti gli angoli del pianeta. Il Caffè Geopolitico è una grande opportunità per approfondire tematiche che mi appassionano, quali ad esempio l’emergenza climatica e la tutela dei diritti dei popoli nativi.

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