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martedì 4 Agosto 2020
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    Speciale COVID-19

    Taiwan corre in aiuto di Hong Kong

    In breve

    • Taiwan si è schierata accanto a Hong Kong, istituendo un ufficio che si occuperà di fornire assistenza e sussidi economici ai cittadini dell’ex colonia inglese intenzionati a fuggire dalla città per ragioni politiche.
    • Intanto continua la stretta repressiva di Pechino nei confronti dei manifestanti hongkonghesi scesi in piazza per protestare contro la legge sulla sicurezza nazionale approvata dal Governo cinese.
    • La recente legislazione è stata accolta con aspre critiche dalla comunità internazionale, soprattutto da Stati Uniti e Gran Bretagna.

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    In 3 sorsi – In seguito all’approvazione della legge sulla sicurezza nazionale da parte del Governo cinese, Taiwan si è schierata accanto ai cittadini di Hong Kong istituendo un organismo che mira ad aiutare i residenti dell’ex colonia britannica intenzionati ad abbandonare la propria terra per motivi politici. 

    1. TAIWAN E IL PROGETTO UMANITARIO A SOSTEGNO DI HONG KONG 

    Quando a fine maggio il Comitato permanente del Congresso Nazionale del Popolo cinese ha proposto una legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong, la Presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, ha risposto pubblicando una direttiva nella quale si delineava un piano di aiuti umanitari per i residenti dell’ex colonia britannica intenzionati a richiedere asilo per ragioni politiche presso l’isola di Formosa. A tal proposito, a fine giugno il Governo di Taipei ha iniziato ad allentare le misure di contenimento del coronavirus in atto da metà marzo, proprio per favorire l’ingresso nell’isola dei cittadini hongkonghesi in fuga. Il 1° luglio, in seguito all’approvazione della controversa legge da parte di Pechino, nella capitale taiwanese è stato così inaugurato un ufficio che si occuperà di fornire assistenza e sussidi economici a tutti gli hongkonghesi che, per il loro coinvolgimento nelle proteste anti-Pechino del 2019, potrebbero rischiare di essere arrestati e processati. L’ufficio sarà sovvenzionato dal Governo centrale taiwanese e lavorerà a stretto contatto con varie ONG e organizzazioni per i diritti umani.

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    Fig. 1 – Conferenza stampa della Presidente taiwanese Tsai Ing-wen, 30 giugno 2020

    2. LA LEGGE SULLA SICUREZZA NAZIONALE

    Approvata in appena sei settimane, la legge sulla sicurezza nazionale è entrata in vigore il 1° luglio – una data scelta non casualmente, poiché proprio in quello stesso giorno del 1997 Hong Kong ritornava sotto la sovranità della Repubblica Popolare Cinese dopo 156 anni di dominio coloniale britannico.  La legge, firmata dal Presidente Xi Jinping, introduce condanne dai 3 anni fino all’ergastolo per reati di secessione, sovversione e collusione con forze straniere che tentino di interferire negli affari interni di Hong Kong. Prevede inoltre l’istituzione da parte di Pechino di un ufficio di sicurezza sul territorio hongkonghese, ma sotto diretta giurisdizione del Governo centrale cinese. Pechino potrà a tutti gli effetti avviare azioni penali per i casi ritenuti più gravi, riservandosi il diritto di svolgere processi a porte chiuse, qualora lo reputi necessario. In sostanza, introducendo nuovi e ampi poteri che consentiranno al Dragone di controllare le fonti di opposizione, la legislazione indebolisce così il principio “Un Paese, due sistemi” alla base dello status di regione amministrativa speciale di cui Hong Kong gode dal 1997.

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    Fig. 2 – Manifestazione di protesta a Hong Kong contro la nuova legge sulla sicurezza nazionale, 6 luglio 2020

    3. LE REAZIONI DELLA COMUNITA’ INTERNAZIONALE 

    L’iniziativa umanitaria è stata vista come un tentativo della leader taiwanese di interferire nella questione politica di Hong Kong ed è stata per questo criticata dalla Cina. Zhu Fenglian, portavoce cinese dell’Ufficio per gli Affari di Taiwan, ha infatti dichiarato che questa presa di posizione potrebbe, a lungo andare, rivelarsi deleteria per gli stessi cittadini dell’isola e che qualsiasi tentativo di promuovere l’indipendenza di Taiwan e di Hong Kong sarà destinato a fallire. Per contro è arrivato il supporto della comunità internazionale, in particolare di Gran Bretagna e Stati Uniti, che hanno condannato duramente la mossa di Pechino, accusata di aver infranto l’accordo sottoscritto nel 1984, in base al quale Hong Kong avrebbe preservato un alto grado di autonomia per almeno 50 anni. La risposta del Governo centrale cinese non si è fatta attendere: Pechino ha aspramente criticato l’ingerenza degli Stati stranieri nei suoi affari interni. Ma, a preoccupare la comunità internazionale e la stessa Taiwan è il timore che il Dragone, incoraggiato dal successo della stretta repressiva su Hong Kong incentivata dalla recente legge sulla sicurezza, possa usare il pugno di ferro anche con Taipei con l’obiettivo di portare l’isola sotto il proprio controllo

    Federica Ingrosso

    04.17 總統發表「同心永固之旅」行前談話,說明此行「兩國同心,邦誼永固」的重要任務” by Taiwan Presidential Office is licensed under CC BY

    Federica Ingrosso
    Federica Ingrosso

    Classe 1990, ho conseguito la Laurea Triennale in Scienze della Mediazione Linguistica presso l’Università del Salento. Successivamente mi sono trasferita a Milano dove ho ottenuto la Laurea Specialistica in Comunicazione e Cooperazione Internazionale presso l’Università Statale, con una tesi comparativa sulla Corporate Social Responsibility in Occidente e in Cina.
    Da sempre appassionata di lingue straniere, ho vissuto in Cina durante e dopo il percorso accademico. Le mie più grandi passioni, oltre al Regno di Mezzo e alle lingue, sono i viaggi, la storia e la musica. Attualmente mi occupo di E-Commerce e Digital Marketing per il mercato cinese.

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