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martedì 11 Agosto 2020
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    La lunga strada verso la stabilità

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 2 min.

    Nella nostra nuova puntata in collaborazione con l’Associazione NOVA ONLUS, andiamo a osservare come, nei Paesi che seguiamo, alcune situazioni critiche degli ultimi mesi si siano avviate alla normalizzazione, mentre altre mostrino invece qualche segno di peggioramento. La strada verso la stabilità e la sicurezza rimane lunga.

     

     

    BRASILE – Il presidente Dilma Rousseff è stata una delle personalità più vocali nel condannare le attività di spionaggio della NSA americana, che secondo le rivelazioni di Edward Snowden hanno colpito anche lei. Rousseff ha perfino annullato una visita di Stato in USA. Né Washington, né Brasilia possono permettersi di chiudere i rapporti per sempre, ma intanto il Paese sudamericano sta guardando alla Russia per le forniture militari che garantiranno la sicurezza dei Mondiali di calcio 2014 e delle Olimpiadi 2016.

     

    COLOMBIA – Secondo l’agenzia stampa MISNA, la notizia che i guerriglieri delle FARC cercassero di uccidere l’ex-Presidente colombiano Alvaro Uribe ha provocato numerose polemiche, oltre a spingere il capo negoziatore del Governo, Humberto de la Calle, a dichiarare che, in caso di conferma della circostanza, il processo di pace potrebbe essere fermato. Uribe si è sempre detto contrario all’accordo e critico nei confronti della scelta del presidente Juan Manuel Santos di raggiungere una mediazione. I colloqui di pace dovrebbero comunque riprendere il 18 novembre all’Avana (Cuba).

     

    BURKINA FASO – Da agosto a oggi il Paese ha visto numerose proteste contro il presidente Blaisé Compaoré: secondo molti analisti la rabbia popolare non sembra essere rivolta alla deriva dittatoriale in atto da tempo, ma piuttosto ai numerosi problemi economici. Nonostante le grandi ricchezze d’oro, la disoccupazione è infatti alta tra i giovani (“The Economist” stima che il 70% dei disoccupati siano sotto i 30 anni), la corruzione rampante e il costo della vita in crescita. Al momento, comunque, sembra improbabile che la protesta possa guadagnare sufficiente forza per spodestare il Presidente.

     

    La capitale del Burkina Faso Ouagadogou
    La capitale del Burkina Faso Ouagadougou

    MALI – La città di Kidal, nel nord del Mali, sta in questi giorni ritornando sotto il controllo del Governo di Bamako, anche se per capire se l’accordo con le tribù tuareg della zona (il Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad – MNLA) sarà rispettato bisognerà attendere le elezioni legislative del 24 novembre. Nel frattempo, nel Nord del Paese continua l’Operation Hydre a guida francese per dare la caccia agli ultimi gruppi legati ad al-Qaida ancora presenti.

     

    REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO – Dopo mesi di combattimento e alterne vicende, il gruppo M23 si è arreso, nella prima vera vittoria dell’esercito regolare congolese da decenni. Il Movimento, abbandonato dai suoi sponsor in Rwanda e diviso internamente tanto da subire numerose defezioni, è stato prima respinto con gravi perdite dai dintorni di Goma dai soldati del governo di Kinshasa, appoggiati dalla brigata internazionale ONU, quindi ha ammesso la sconfitta arrendendosi. Per i soldati semplici forse ci saranno il perdono e la riammissione nelle Forze Armate; per i comandanti, se non fuggiranno, potrebbero aprirsi le porte dei tribunali per crimini di guerra. Ma le ricchezze del Paese continuano a far gola a molti ed è ancora da vedere se questa vittoria sarà davvero il preludio a una maggiore stabilità o solo a una tregua.

     

    Lorenzo Nannetti

    Lorenzo Nannetti

    Nato a Bologna nel 1979, appassionato di storia militare e wargames fin da bambino, scrivo di Medio Oriente, Migrazioni, NATO, Affari Militari e Sicurezza Energetica per il Caffè Geopolitico, dove sono Senior Analyst e Responsabile Scientifico, cercando di spiegare che non si tratta solo di giocare con i soldatini. E dire che mi interesso pure di risoluzione dei conflitti… Per questo ho collaborato per oltre 6 anni con Wikistrat, network di analisti internazionali impegnato a svolgere simulazioni di geopolitica e relazioni internazionali per governi esteri, nella speranza prima o poi imparino a gestire meglio quello che succede nel mondo. Ora lo faccio anche col Caffè dove, oltre ai miei articoli, curo attività di formazione, conferenze e workshop su questi stessi temi.

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