utenti ip tracking
sabato 5 Dicembre 2020
More

    Speciale COVID-19

    La scommessa persa della Svezia

    In 3 sorsi - La Svezia, nel pieno della seconda ondata,...

    Nuova Zelanda: un nuovo Governo e un ritrovato regionalismo

    Caffè Lungo – All’indomani delle elezioni generali del 17 ottobre scorso...

    L’UE unita contro le minacce comuni

    In 3 sorsi - Il 19 novembre si è tenuta la...

    Il secondo lockdown e la frenata dell’economia francese

    In 3 sorsi - L’economia francese, già fortemente provata, vede stime...

    Blue economy, una nuova frontiera della rinascita africana

    In breve

    • L’Africa possiede una superficie d’acqua quasi pari a quella dell’Oceano Antartico che si è rivelata un potenziale fattore di progresso e di ricchezza.
    • All’interno delle Organizzazioni internazionali la blue economy è stata inserita fra gli obiettivi di sviluppo sostenibile e il Sudafrica ha la possibilità di giocare un ruolo chiave.
    • Nonostante i limiti e i pericoli che incombono sulla blue e http://gty.im/630128036 http://gty.im/1052711818 conomy, l’Africa sembra reagire.

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 sorsiDa qualche anno l’Africa ha iniziato la propria corsa verso la blue economy per far fronte alle esigenze di un continente in rapido cambiamento. Benché alcuni risultati mostrino il potenziale del progetto, la mancata propensione alla collaborazione e alla trasparenza rimane un grande ostacolo. 

    1. IL “MONDO BLU” DELL’AFRICA

    Se fino ad oggi avete pensato che i diamanti dell’Africa siano solamente quelli estratti nelle miniere del continente, dovrete ricredervi: i veri diamanti africani sono blu e sono corsi d’acqua, mari e oceani. Con i circa 20 milioni di chilometri quadrati di superficie d’acqua sotto la propria giurisdizione e con i suoi 38 Stati costieri, l’Africa svolge più del 90% del commercio via mare. L’acqua dolce dei laghi, che in totale contano 240mila chilometri quadrati, e la pesca negli oceani contribuiscono alla sicurezza alimentare di almeno 200 milioni di africani e creano un ricavo di circa 10 milioni.
    L’incremento dell’utilizzo delle vie marittime in diversi settori economici, la rapida crescita della popolazione negli Stati costieri e la possibilità di sviluppare tecnologie più avanzate combinati ai cambiamenti socioeconomici e climatici del continente ha reso necessario l’impiego delle risorse in maniera più efficace, rendendo l’ambiente marino uno spazio dedicato allo sviluppo. Si parla, dunque, di blue economy: la conservazione dell’ecosistema acquatico e marittimo attraverso l’uso e la gestione delle risorse in maniera sostenibile sulla base dei principi di equità, di sviluppo a basse emissioni di carbonio e inclusione sociale.

    Embed from Getty Images

    Fig. 1 – Un mercato del pesce nella regione del Puntland, in Somalia

    2. BLUE ECONOMY: UN OBIETTIVO DI SVILUPPO

    L’Unione Africana (UA) gioca un ruolo chiave per lo sviluppo e l’implementazione delle strategie di blue economy. Oltre ad avere il potere di creare e allargare il consenso degli Stati sulla tematica, ha inserito la blue economy all’interno della Strategia Marittima dell’Unione Africana per l’Africa 2050 descrivendola una nuova frontiera per la rinascita del continente e l’ha resa uno degli obiettivi centrali dell’Agenda 2063 dell’Unione Africana. Le Nazioni Unite hanno introdotto la valorizzazione degli oceani all’interno dei suoi Sustainable and Development Goals (SDGs) per altro strettamente connessi alla blue economy: le risorse marine infatti ricoprono un ruolo cruciale nel fornire possibilità di impiego e di sussistenza, contribuendo così alla lotta alla povertà promossa dall’Organizzazione.
    È interessante notare come nello stesso periodo all’interno di entrambe le organizzazioni il Sudafrica, che già è un Paese leader a livello regionale e continentale, funge da collante di istanze: il Presidente Cyril Ramaphosa è attualmente alla presidenza dell’UA e il Sudafrica a partire dal I gennaio 2019 ricopre la carica biennale di membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Insieme alle Mauritius e alle Seychelles, il Paese arcobaleno è uno degli Stati africani più attivi sul piano della blue economy e potrebbe utilizzare le due Organizzazioni come palcoscenico ideale per porre l’argomento sotto il riflettore.

    Embed from Getty Images

    Fig. 2 – L’isola di Migingo nel Lago Vittoria, abitata interamente da pescatori e contesa tra Uganda e Kenya

    3. PERICOLI E PREVISIONI

    I settori coinvolti riguarderebbero la pesca, l’acquacoltura, il turismo, i trasporti, l’energia, le miniere sottomarine e le attività correlate. Infelicemente, soprattutto quando si parla di Africa, alcuni di questi settori presentano forti limiti e pericoli. Primo fra tutti l’assenza di confini e spesso anche di controlli nel mare porta a fenomeni di pirateria, traffico di umani o di armi e di pesca deregolamentata. Non dimentichiamoci poi delle minacce climatiche, come uragani e cicloni, innalzamento del livello degli oceani e acidificazione dei mari. Tutte questo ritrae solo una parte delle sfide che influiscono negativamente sulla blue economy e contro le quali il continente deve combattere. Quando infatti l’Africa non demorde, il successo non tarda ad arrivare. Alcuni progetti si sono rivelati molto efficaci, come quello per le coltivazioni di alghe marine e per la conservazione delle mangrovie in Kenya o quello sulla creazione di una comunità di pescatori in Madagascar. Un piccolo assaggio di ciò che il bilanciamento dei fattori ecologici, sociali ed economici combinato alla collaborazione fra Stati potrebbe regalare al continente.

    Francesca Carlotta Brusa

    Photo by cotrim is licensed under CC BY-NC-SA

    Francesca Carlotta Brusa
    Francesca Carlotta Brusa

    Francesca Carlotta Brusa, 24 anni, da Imola, Emilia-Romagna. Giovane laureanda in Relazioni Internazionali, curiosa lettrice di geopolitica e amante dell’Africa, dove, per altro, ho malauguratamente lasciato un pezzo di me. Avendo avuto la fortuna di viaggiare molto, sono cresciuta  convinta di essere una cittadina del mondo oltre che del mio Paese ed è proprio del mondo che voglio parlare. Ecco perché sono qui. Amante di cibo, cani e volontariato, ho individuato il mio spirito guida nell’unica vera rockstar del nostro tempo: Mario Draghi.

    Ti potrebbe interessareCORRELATI
    Letture suggerite