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domenica 19 Settembre 2021

Biden e l’America Latina: quali prospettive?

In breve

  • L’Amministrazione Trump non ha avuto una vera strategia per quanto riguarda l’America Latina, trascurando la regione.
  • Multilateralismo e diplomazia saranno i mezzi che la nuova Amministrazione userà per ristabilire il ruolo di Washington come attore principale in America Latina.
  • Nel frattempo la Cina, sfruttando la situazione di crisi sanitaria ed economica, ha rafforzato la propria influenza nella regione.

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In 3 sorsi – Il passaggio da Trump a Biden comporta un cambio di strategia in America Latina. Migrazioni, clima e stabilità politica saranno i temi caldi con cui la nuova Amministrazione avrà a che fare. Intanto, Pechino è sempre più presente nella regione.

1. DA TRUMP A BIDEN

Le ultime contestate elezioni, con tanto di infinite dispute legali, hanno proclamato Joe Biden 46º Presidente degli Stati Uniti d’America. La politica di Biden, per quanto riguarda l’America Latina, proverà a riprendere la linea tracciata dall’Amministrazione Obama, nella quale il nuovo inquilino della Casa Bianca era vicepresidente, puntando su diplomazia e multilateralismo, piuttosto che procedere con azioni unilaterali. Si proverà dunque a ritrovare un approccio globale da sostituire alla politica estera dell’“American First” portata avanti da Trump. La verità è che quest’ultimo non ha avuto una vera e propria strategia nella regione e, a parte la vicenda Maduro in Venezuela, si è semplicemente limitato a contrastare, con misure molto contestate, i flussi di migranti e di droga, concentrandosi più sulle ricadute che questi fattori avrebbero avuto in politica interna che sulla stabilità e sullo sviluppo dei propri vicini. La questione dell’immigrazione riguarderà in maniera diretta anche lo stesso Biden, e se possiamo essere certi che cambierà la narrazione di tale problema, sui modi e sulle misure che verranno prese non è ancora possibile fare una valutazione.

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Fig. 1 – Biden nel 2015, all’epoca vicepresidente, in visita a Città del Guatemala

2. TANTE LE QUESTIONI APERTE

È presumibile che Biden cercherà di affrontare il tema dell’immigrazione provando a contrastare le cause profonde che portano a migrare. In particolare, se parliamo di America Latina, povertà, corruzione e una permanente instabilità politica. Per cercare di fare ciò è stato proposto un programma di aiuti da 4 miliardi di dollari da investire nella regione con il fine di garantire un maggior impegno statunitense per sostenere uno sviluppo sostenibile, combattere la corruzione e rafforzare le Istituzioni. I dossier aperti per Biden sono però molteplici. Sarà interessante capire le sue mosse per quanto riguarda la questione Venezuela: le sanzioni a Caracas rimarranno, il ruolo di Guaidó come interlocutore di fiducia degli Stati Uniti, invece, non è più così scontato. Si cercherà di normalizzare le relazioni con L’Avana. Nonostante la recente mossa di Trump di inserire Cuba tra i Paesi sponsor del terrorismo, le restrizioni su viaggi e scambi commerciali verranno allentate e si proverà a ricostruire le relazioni diplomatiche, già iniziate durante l’Amministrazione Obama, per evitare che lo Stato caraibico si avvicini troppo a Cina e Russia. Non a caso Alejandro Mayorkas, nato proprio a Cuba e che ha avuto un importante ruolo nel processo di normalizzazione tra i due Paesi al tempo di Obama, guiderà il Dipartimento della Sicurezza Interna. Un’altra questione da tener d’occhio sarà il rapporto tra Stati Uniti e Brasile. Bolsonaro perde il suo principale alleato internazionale e temi come clima e Amazzonia potrebbero essere terreno di scontro con Biden. Quest’ultimo, infatti, ha già annunciato come la questione ambientale sia una priorità e di voler rientrare il prima possibile negli Accordi di Parigi.

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Fig. 2 – Trump e Bolsonaro in un incontro avvenuto il 7 marzo 2020 in Florida

3. LA “MINACCIA” CINESE

Se è vero che la storia personale di Biden gli conferisce legittimità nella regione, visti i tanti viaggi e le relazioni coltivate soprattutto con i leader del Centro America quando era vicepresidente, è altrettanto vero che la situazione in America Latina è cambiata enormemente rispetto a quattro anni fa. La strategia aleatoria di Trump, insieme a pandemia e crisi economica, non hanno fatto altro che avvicinare ulteriormente l’America Latina alla Cina, la quale ha colto l’occasione per rafforzare la sua già consistente influenza politica e commerciale nella regione. Pechino ha aumentato gli investimenti e concesso prestiti a basso interesse in un momento di particolare difficoltà. La pandemia da Covid-19 ha rappresentato un punto di rottura per l’America Latina e, in questo senso, le speranze e le paure dei vari Paesi verso la nuova Amministrazione sono del tutto comprensibili. La sfida politica più grande per il neopresidente in America Latina sarà quella di riaffermare il ruolo chiave di Washington nella regione, Cina permettendo.

Matteo Barbanera

Joe Biden” by Gage Skidmore is licensed under CC BY-SA

Matteo Barbanera
Matteo Barbanera

Laurea magistrale in Relazioni Internazionali conseguita presso l’Università degli Studi di Perugia.
Due Erasmus, entrambi in Germania. Un’esperienza di volontariato in Brasile. Sport, libri e tanti
viaggi. Nono sono bravo a scrivere le bio! Qui per parlare soprattutto di Sud America.

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