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martedì 4 Agosto 2020
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    Speciale COVID-19

    La strategia mediterranea della UE

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    I recenti avvenimenti geopolitici che hanno interessato i Paesi nordafricani hanno riproposto i grandi  temi legati alla costruzione di nuovi rapporti Europa-Mediterraneo: la promozione delle riforme e dei diritti dell’uomo,  il dialogo fra culture diverse e l’immigrazione. Recentemente l’UE ha varato un Partenariato per rilanciare la cooperazione con l’altra sponda del mare. Questa volta alle intenzioni seguiranno davvero i fatti?

    L’UE PIANIFICA – Lo scorso 8 marzo la Commissione Europea e l’Alta Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza hanno presentato una comunicazione relativa a un “Partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa” con i paesi del Mediterraneo meridionale. Questo per cercare di dare una soluzione ai problemi emergenti della regione.

    Gli obiettivi prioritari che ne stanno alla base si fondano su tre pilastri fondamentali: a) sostegno mirato alla trasformazione democratica e allo sviluppo istituzionale, con particolare attenzione ai diritti umani, alle riforme costituzionali e giudiziarie e alla lotta contro la corruzione; b) stretta collaborazione con le persone, insistendo in particolare sul sostegno alla società civile, e maggiori possibilità di contatti tra i giovani; c) la crescita economica mediante lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro, il sostegno alle piccole e medie imprese, il miglioramento del sistema di istruzione e misure improntate allo sviluppo delle regioni più povere.

    Con tali strumenti l’Unione vuole seguire un’impostazione basata su incentivi e differenziata a seconda dei paesi secondo il principio "more for more": in altre parole, verranno stanziati aiuti più consistenti a quei Paesi che  si dimostreranno più virtuosi e avanzeranno più rapidamente sulla via delle riforme politiche ed economiche. L'obiettivo è instaurare un dialogo più intenso finalizzato ad instaurare una più stretta cooperazione nel quadro della politica estera e comune (PESC).

    IMMIGRAZIONI E COMMERCIO – In secondo luogo rimane di fondamentale importanza il controllo dei flussi migratori, anche  mediante operazioni congiunte quali Frontex HERMES 2011, di gestione delle frontiere, di lotta all'immigrazione irregolare e alla tratta degli esseri umani, di contrasto alla criminalità organizzata e alla corruzione internazionale.

    Sul fronte del commercio e degli investimenti le misure adottate dall' Ue  sono mirate a garantire zone di libero scambio , mediante l' approvazione di accordi per favorire una  graduale e progressiva integrazione tra le economie dei paesi partner del Mediterraneo meridionale, anche attraverso interventi nei settori della politica della concorrenza, degli appalti pubblici, della tutela degli investimenti e così via.

    ENERGIA E ISTRUZIONE – Rimane obiettivo prioritario la sicurezza energetica. La sua realizzazione richiede un approccio comune, anche mediante investimenti congiunti e in particolar modo nel settore delle energie rinnovabili. Si spera perciò di creare una sorta di "Comunità Ue-Mediterraneo meridionale dell'energia", meglio se basata sulla legislazione europea preesistente in materia.

    Nel campo dell' istruzione sarebbe opportuno intensificare gli scambi e la mobilità giovanile attraverso il potenziamento dei programmi attualmente esistenti: in particolare Erasmus Mundus, Euromed gioventù e Tempus. La speranza è che siano proprio i giovani a trasmettere e divulgare i principi di democrazia e cooperazione che saranno alla base dei futuri rapporti.

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    TURISMO E TRASPORTI – Ulteriore obiettivo è la promozione dei modelli di turismo sostenibile e della protezione e promozione delle diversità culturali: a tale scopo l'Unione vuole incentivare diverse iniziative culturali nell'area euro-mediterranea.

    La cooperazione tra le due aree interessa anche il settore dei trasporti: su tale fronte è necessario un miglioramento della sicurezza e del traffico in particolare nel campo dei trasporti aerei e marittimi.

    Infine, il miglioramento delle tecnologie di comunicazione e dei mezzi di trasmissione radiotelevisiva e satellitare sono prioritari nella misura in cui essi contribuiscono significativamente a favorire il processo  democratizzazione della società e la promozione della libertà di espressione.

    In chiusura, parafrasando le parole usate dal presidente della Commissione Barroso "E' doveroso per l' Unione sostenere le trasformazioni e quei cambiamenti storici tuttora in atto nel Mediterraneo meridionale, che  recano con sé speranze di maggiore libertà, democrazia e una vita migliore per le popolazioni della regione".

    Per tali ragioni l' Unione "è fermamente decisa a fare un salto qualitativo nelle relazioni con i suoi vicini che hanno la volontà e la capacità di intraprendere riforme politiche ed economiche".

    L’intera strategia si limita tuttavia a fornire solo linee guida e dichiarazioni d’intenti, mentre non entra nei particolari di quali progetti concreti sia necessario portare avanti per raggiungere gli scopi proposti. Risulta perciò difficile valutare se tali dichiarazioni siano solo di facciata, anche considerando le molte differenze di vedute in materia tra gli stati membri.

    Eppure si tratta di un appuntamento al quale l' Europa non può e non deve mancare.

    Andrea Carrubba

    redazione@ilcaffegeopolitico.net

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    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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