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lunedì 8 Marzo 2021

Accordo Turkmenistan-Azerbaijan, il Caspio al centro del mercato energetico

In breve

  • Azerbaijan e Turkmenistan hanno firmato un memorandum d’intesa per lo sfruttamento del giacimento Dostluq nel Mar Caspio.
  • L’accordo è uno step importante per lo sviluppo della Trans-Caspian Pipeline verso l’Europa.
  • Con questo accordo si rafforza il ruolo strategico del Southern Corridor, mentre Russia e Iran vedono diminuito il proprio ruolo nel Caspio.

Dove si trova

In 3 sorsi Azerbaijan e Turkmenistan hanno firmato un memorandum per lo sfruttamento del giacimento Dostluq. L’accesso alle risorse permetterà ai due Paesi di aumentare le loro produzioni di gas e petrolio e mette le basi per la costruzione della Trans-Caspian Pipeline.

1. IL GIACIMENTO DOSTLUQ

Il 21 gennaio scorso Azerbaijan e Turkmenistan hanno firmato un memorandum di intesa per lo sfruttamento di un giacimento petrolifero nel Mar Caspio che entrambi i Paesi rivendicavano come proprio. Il giacimento in questione era chiamato Kapaz dall’Azerbaijan e Serdar dal Turkmenistan ed è stato denominato Dostluq in seguito all’accordo. Il giacimento Dostluq, che nelle lingue dei due Paesi significa “amicizia”, era l’ultimo giacimento di un gruppo di tre che i due Stati rivieraschi si sono contesi per molti anni. Gli altri erano i giacimenti Azeri e Chirag, nei quali Baku ha iniziato i lavori di estrazione a cavallo tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila.  Non è chiaro quanto sia la capacità di questo giacimento, ma quel che è certo è che le produzioni di gas e petrolio dei due Paesi aumenteranno non appena le estrazioni inizieranno.

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Fig. 1 – Il Presidente azero Aliyev durante la firma dell’accordo con il Turkmenistan, 21 gennaio 2021. La cerimonia si è svolta in videoconferenza a causa delle restrizioni anti-Covid

2. L’ACCORDO BILATERALE È L’UNICA VIA  

La firma del memorandum rappresenta l’evento politico più importante dalla firma della Convenzione del Mar Caspio nel 2018 ad Aqtau e segue la tradizione diplomatica degli accordi bilaterali tra i Paesi del bacino del Caspio. I primi a usare gli accordi bilaterali per risolvere le questioni relative ai confini e alle zone di sfruttamento del Bacino sono stati la Russia, l’Azerbaijan e il Kazakistan, che con la firma dei Trattati del Caspio del Nord a fine anni Novanta riuscirono a trovare una soluzione che permettesse lo sfruttamento delle risorse energetiche, mettendo da parte le discussioni sullo status internazionale iniziate dopo la caduta dell’Unione Sovietica. Il memorandum firmato a gennaio è la prova che per risolvere le dispute tra Paesi quello dell’accordo bilaterale rappresenta l’unico strumento valido nella regione, perché permette ai firmatari un rapido accesso alle risorse senza il coinvolgimento di altri Stati rivieraschi. Secondo l’analista Robert Cutler della NATO Association of Canada, Azerbaijan e Turkmenistan sono stati favoriti nel loro accordo dalla Convenzione del 2018. La Convenzione non imponeva alcun obbligo o norma riguardo lo sfruttamento o il delineamento dei fondali, aspetto che molti analisti considerano primario, quindi in questo caso Baku e Ashgabat hanno trovato campo libero.

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Fig. 2 – La visita del Presidente turkmeno Berdimuhamedow a Baku del marzo 2020

3. LA TRANS-CASPIAN PIPELINE

L’accordo ha ovviamente dei risvolti geopolitici, soprattutto a livello energetico. Pur non essendo chiaro come il Turkmenistan parteciperà ai lavori per le estrazioni di petrolio e gas, l’accordo preannuncia il rafforzamento della collaborazione nel settore energetico tra i due Paesi, come osservato da Luca Anceschi dell’Università di Glasgow. Per il futuro, quindi, la realizzazione della Trans-Caspian Pipeline, gasdotto progettato ma mai realizzato che dovrebbe unire il Turkmenistan con il Caucaso, appare lo step più probabile nell’evolversi di questa collaborazione. Se per l’Azerbaijan l’effetto di lungo periodo della firma del memorandum appare un aumento della produzione di petrolio, per il Turkmenistan invece l’effetto principale è l’accesso al Southern Gas Corridor, una rete di gasdotti che attualmente uniscono il Caucaso con il mercato europeo attraverso il Gasdotto Transanatolico, meglio conosciuto come TANAP, e il Gasdotto Transadriatico (TAP). L’accesso a questa rete permetterebbe al Turkmenistan di differenziare le proprie esportazioni di gas e di diminuire il peso eccessivo della Cina nel settore energetico nazionale, fonte di danni consistenti alle casse dello Stato. Oltre alla Cina altre due potenze risulterebbero danneggiate da un rafforzamento della collaborazione tra Baku e Ashgabat: la Russia e l’Iran. La prima perché con un rafforzamento del Southern Gas Corridor la sua rete di gasdotti e oleodotti diminuirebbe di importanza a favore di quella di altre potenze come la Turchia. L’Iran invece esce danneggiato dalla firma del memorandum per due ragioni: il mancato accesso al gas turkmeno, già in diminuzione negli anni scorsi, e la conferma del trend che per la gestione delle risorse del Caspio nessun accordo bilaterale è mai stato firmato da Teheran. Questo significa che per quanto riguarda il Mar Caspio il ruolo dell’Iran è secondario.

Cosimo Graziani

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Cosimo Graziani
Cosimo Graziani

International Master in Eurasian Studies presso l’Università di Glasgow e l’Università di Tartu in Estonia. La mia area di interesse riguarda la politica estera dei paesi dell’Asia Centrale, per questo durante il mio master ho trascorso anche un semestre in Kazakistan. Tifoso bianconero, se non parlo di politica mi piace parlare di storia e leggere libri.

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