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    ¿Qué tal Hugo?

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    Dopo la delicata operazione di giugno a Cuba, molti sono i dubbi sullo stato di salute del presidente venezuelano Hugo Chávez. La degenza di oltre venti giorni del mandatario crea interrogativi politici sulla sua effettiva capacità di proseguire il mandato e getta scompiglio nella politica venezuelana, incapace di trovare un altro personaggio di eguale carisma e fascino per il “pueblo”. Vediamo in breve cosa sta succedendo al leader della Revolución Bolivariana e quali sono le reazioni del mondo politico venezuelano.

    L’ INCERTEZZA DEL SUO ENTOURAGE – Come sta realmente Hugo Chávez? E perché tanto chiacchiericcio sul suo stato di salute? La prolungata assenza del presidente, operatosi a La Havana il 10 giugno presumibilmente per asportare un ascesso pelvico, ha spinto negli ultimi giorni diversi esponenti dell’oficialismo e familiari a rilasciare dichiarazioni che hanno lasciato intendere un iniziale rapido recupero di Chávez dopo l’operazione per poi ridestare seri dubbi sulla gravità della situazione, visto che in questo momento non c’è ancora una data certa per il suo rientro a Caracas. L’ ultimo in ordine di tempo ad aver parlato è stato il vicepresidente del Venezuela, Elías Jaua, che sabato ha dichiarato che Cávez sta proseguendo “la battaglia per l’ indipendenza del Venezuela”. Jaua ha aggiunto che il mandatario è nel pieno esercizio delle sue “legittime funzioni costituzionali e legali” e ha messo in guardia i partiti di opposizione che ha definito “antidemocratici, fascisti e incapaci di vincere le elezioni contro il comandante”.

    HUGO CI MANCHI! – L’ assenza forzata del presidente Chávez si fa sentire in primo luogo tra la gente. E a parte la tipica divisione tra sostenitori oficialisti e anti-chavisti, durante gli anni del suo governo non si era mai verificato che il presidente non parlasse al suo “pueblo” per così tanto tempo. I venezuelani sono infatti da tempo assuefatti ai monologhi del “comandante Hugo” che, con la sua loquacità e forza comunicativa, è solito monopolizzare i programmi domenicali di radio e tv.

    Ma la degenza di Chávez sta creando in Venezuela soprattutto un vuoto politico bipartisan che coinvolge quindi opposizione e maggioranza. La prima sembra incapace di trovare proposte politiche alternative a quelle dell’oficialismo, ma anche il partito del presidente, il PSUV (Partido Socialista Unido de Venezuela), non sembra in grado di portare avanti l’ agenda politica governativa senza il suo leader.

    UN VUOTO POLITICO NELLA MAGGIORANZA … – Il sistema politico creato da Chávez negli ultimi tredici anni, infatti, è del tutto polarizzato sulla sua figura  e fondato su un culto della personalità che non ha lasciato spazio ad altri componenti della compagine governativa per mettersi in mostra o comunque per prendere iniziative politiche originali e distinte rispetto al comandante della revolución. C’ è da considerare inoltre che il PSUV è un partito composito, formato da forze socialiste e populiste che prima della monolitica politica accentratrice di Chávez era fatto di molte anime difficili da tenere insieme. In questi anni, quindi, è stata proprio la figura del leader bolivariano a fare da collante all’interno del partito. Si è arrivati al punto che in queste ultime settimane, a causa della prolungata e preoccupante assenza del presidente, l’ agenda politica del paese sia stata messa in stand-by. In un momento, peraltro, delicato per il Venezuela e per il suo governo, chiamato a pianificare la campagna elettorale in vista delle presidenziali del 2012 e soprattutto a dover affrontare problemi di stretta attualità quali la crisi energetica che vive il paese e il problema del sovraffollamento delle carceri che ha portato ai drammatici incidenti del carcere El Rodeo.

    La situazione di stallo avrebbe addirittura obbligato Chávez a dettare istruzioni telefoniche alle riunioni del partito. Questo fa riflettere in vista delle prossime elezioni. Sarà capace il PSUV di compattarsi al suo interno e soprattutto di ripensarsi eventualmente senza il Presidente nel caso in cui il suo stato di salute non gli permettesse di portare avanti la revolución?

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    E NELL’ OPPOSIZIONE – Dall’ altra parte della barricata non se la passa meglio l’opposizione, la MUD (Mesa de la Unidad Democràtica) ovvero una numerosa coalizione di partiti di tendenza socialdemocratica, democristiana e centrista capeggiata da Ramón Guillermo Aveledo. Secondo gli analisti la malattia di Chávez potrebbe rappresentare un’ opportunità politica ma nello stesso tempo un rischio. La MUD non ha ancora scelto il suo candidato in vista delle elezioni di dicembre 2012 e in questo momento di debolezza del governo potrebbe approfittarne anche se i suoi leaders si limitano a lamentare la mancanza di informazioni circa lo stato di salute del presidente e  a sostenere che lo stesso sta esercitando incostituzionalmente il suo potere da La Havana.  Gli analisti comunque segnalano che l’ assenza del mandatario potrebbe generare all’interno dell’ opposizione due tipi di conseguenze: una positiva, vale a dire la consapevolezza di poter vincere le elezioni proponendo candidature e programmi alternativi. Un’ altra negativa, cioè creare un conflitto politico tra i contendenti che senza il Presidente in carica vedrebbero venir meno un elemento di unità, cioè la comune lotta anti-chavista.

    Aspettando novità relative alla salute del mandatario gli scenari futuri rimangono quindi incerti. In vista delle elezioni presidenziali 2012 sarà interessante vedere se  l’ opposizione sarà capace di trovare una valida alternativa al chavismo e il PSUV sarà capace all’ occorrenza di rimpiazzare il suo carismatico leader.

    Alfredo D’Alessandro

    redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Redazione
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    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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