utenti ip tracking
giovedì 13 Agosto 2020
More

    Speciale COVID-19

    Xenofobia e Covid-19 (II): sinocentrismo e razzismo

    Analisi - Se è vero che all’estero le comunità...

    Bielorussia, la “vittoria” vuota di Lukashenko

    Analisi – Secondo i dati ufficiali, il Presidente bielorusso...

    È arrivato il cigno nero?

    Editoriale -  A gennaio avevamo provato a descrivere come...

    La delicatissima situazione politica interna in Serbia

    Analisi - ln Serbia l'epidemia di Covid-19 appare fuori...

    Obama goes to India

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    Tra il 25 e il 27 gennaio il presidente americano Barack Obama ha fatto visita per la seconda volta al primo ministro indiano Narendra Modi. Ecco perché i rapporti tra Washington e New Delhi hanno una valenza strategica.

    1. BACKGROUND – È la seconda volta che il presidente Obama fa visita alla Repubblica dell’India: gli incontri dello scorso gennaio sono infatti seguiti alla visita del novembre del 2014. India e Stati Uniti non sono mai stati storicamente grandi alleati e la tensione tra i due Paesi ha raggiunto livelli molto alti, specialmente durante l’epoca della Guerra Fredda. Nonostante l’India fosse uno dei pionieri e un membro del Movimento dei Paesi non allineati, lo Stato asiatico ha sviluppato un forte rapporto di cooperazione strategico-militare con l’Unione Sovietica. Per decenni, prima l’URSS e poi la Russia sono stati i più grandi fornitori di attrezzatura militare per l’India, compromettendo così le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti d’America. Il disgelo e la ripresa delle relazioni sono avvenuti solo dopo la liberalizzazione del mercato da parte dell’India nei primi anni Novanta. Già nel corso del mandato di George W. Bush le due nazioni hanno intrapreso un intenso dialogo su temi quali l’energia nucleare e la Difesa. Questo primo approccio ha portato alla vendita di miliardi di dollari di reattori nucleari e l’apertura di sbocchi commerciali in India alle aziende statunitensi, principalmente nei settori assicurativi, della vendita al dettaglio e dei servizi. Inoltre, le pressioni della lobby farmaceutica statunitense per la modifica della legge sulla proprietà intellettuale preoccupano e interferiscono nelle relazioni tra l’India e gli USA. Durante gli incontri dello scorso settembre a Washington il primo ministro indiano Modi aveva già lasciato trapelare la concreta possibilità di costituire un gruppo di lavoro congiunto, volto proprio a risolvere le controversie sul tema dei brevetti e della proprietà intellettuale.

    Embed from Getty Images

    Obama discute con Modi delle relazioni bilaterali tra USA e India

    2. PERCHÉ ANDARE ORA IN INDIA? – Tra le diverse ragioni per cui Obama ha deciso di visitare nuovamente la Repubblica indiana, la più evidente è sicuramente quella di rafforzare la natura strategica delle relazioni e allargare in questo modo il campo d’azione degli Stati Uniti d’America in Asia. Prima di Obama, sei Presidenti americani hanno visitato l’India dal 1947. Barack Obama è stato il primo a visitarla per ben due volte. Inoltre, per la prima volta nella storia dell’indipendenza indiana, un Presidente americano ha avuto il privilegio di essere l’ospite d’onore durante la parata militare tenutasi per la festa della Repubblica. Probabilmente mai un leader mondiale è passato in così breve tempo dall’essere sulla “blacklist” statunitense a diventare una priorità diplomatica assoluta: Modi era infatti accusato di essere stato corresponsabile, nel 2002, dell’uccisione di 2mila musulmani, morti durante gli scontri religiosi avvenuti nello Stato del Gujarat, di cui era all’epoca Primo Ministro (per approfondimento, si veda il Chicco in più). La visita di Obama risulta essere strategicamente importantissima in questo momento in cui l’antagonista comunista cinese e la Russia iniziano a perdere consensi tra i loro alleati asiatici.

    Embed from Getty Images

    3. L’OMBRA CINESE – Apparentemente India e Cina sono forti alleate su vari fronti. Nel corso dell’ultima visita del Presidente della Repubblica cinese, Xi Jinping, Modi lo aveva infatti accolto entusiasticamente. Nonostante ciò, il Governo di New Delhi è fortemente turbato dalle azioni della Cina sia ai confini con l’Himalaya sia nell’Oceano Indiano: di conseguenza vede nello sviluppo delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti un mezzo per rafforzare la propria posizione difensiva. Dall’altro lato gli Stati Uniti apprezzano la possibilità di rinforzare i legami con i Paesi confinanti con la Cina e ne vedono uno strumento di contrasto al predominio politico della Repubblica popolare in Asia. L’India teme principalmente che la Cina provi a scalzare lo storico predominio di New Delhi nell’Oceano Indiano, aumentando così la propria influenza nei mari che bagnano il subcontinente indiano. Per questi motivi Obama e Modi hanno deciso di estendere un patto di difesa decennale che favorirà una maggiore cooperazione militare e marittima. Secondo molti analisti, però, l’India non potrà spingersi oltre nel tentativo di alleanza con gli Stati Uniti per contrastare la Cina. Tuttavia Pechino, attraverso l’agenzia stampa governativa, ha osservato come la visita di Obama sia stata più simbolica che pragmatica, minimizzandola e sottolineando le vecchie e grandi fratture esistenti tra USA e India.

    Antonio Mazza

    [box type=”shadow” ]Un chicco in più

    Per un maggiore approfondimento sulle vicende avvenute nel Gujarat si consulti questo articolo. [/box]

    Antonio Mazza
    Antonio Mazza

    Nato a Cosenza nel 1992. Ha frequentato l’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Milano dove ha conseguito una laurea in Relazioni Internazionali e un Master in International Business. Appassionato di Geopolitica, NBA e calcio. Cuore milanista e simpatizzante per i Denver Nuggets. Negli anni ha vissuto tra Milano, Barcellona e Singapore. Al momento e’ di base a Jakarta dove lavora per una Business Association italiana. Adora viaggiare, mettersi alla prova ed è sempre alla ricerca di nuove sfide, perciò: “Where there is a will, there is a way “.

    Ti potrebbe interessareCORRELATI
    Letture suggerite

    1 commento

    Comments are closed.