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    L’UE e l’approccio alla questione dei migranti: il punto

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    Dal recente piano di distribuzione ai primi passi di EUNAVFOR Med, ripercorriamo gli ultimi aggiornamenti rispetto all’approccio dell’UE per fronteggiare gli intensi flussi di migranti che stanno interessando soprattutto Grecia e Italia.

    IL PIANO DI DISTRIBUZIONE…– Il 23 aprile scorso, a seguito dell’ennesima “tragedia del mare”, il Consiglio europeo si era riunito per cercare delle soluzioni al problema degli ingenti flussi migratori che interessano le coste italiane e greche. In particolare, in attesa di completare la creazione di un sistema europeo di asilo che consenta l’applicazione di regole comuni, i Paesi europei hanno concordato su alcuni principi da seguire per migliorare la condizione dei richiedenti asilo e degli Stati che li ospitano.
    Nel dettaglio, oltre allo stanziamento di risorse economiche specifiche, i Ministri degli affari interni hanno individuato una serie di modalità di azione, colonna portante dell’Agenda europea per le migrazioni:

    • Redistribuzione temporanea – relocation – con durata biennale di una quota di migranti (40.000) tra i diversi Stati europei, così da evitare situazioni eccessivamente gravose per Grecia e Italia, i Paesi maggiormente interessati dagli sbarchi degli ultimi mesi. Il processo – che non coinvolge Gran Bretagna e Danimarca, che hanno scelto di non parteciparvi – trova la sua base legislativa nell’articolo 78 comma 3 del TFUE – «Qualora uno o più Stati membri debbano affrontare una situazione di emergenza caratterizzata da un afflusso improvviso di cittadini di Paesi terzi, il Consiglio, su proposta della Commissione, può adottare misure temporanee a beneficio dello Stato membro o degli Stati membri interessati. Esso delibera previa consultazione del Parlamento europeo».
    • Accoglienza – resettlement – di circa 20.000 persone l’anno fino al 2020 in base alle richieste dell’Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR). Si sostanzia nell’ospitare in Europa soggetti – prevalentemente siriani – attualmente alloggiati in campi al di fuori del territorio dell’Unione.
    • Contrasto del traffico di esseri umani direttamente nei Paesi in cui questo ha origine. In particolare si pensa a rafforzare il ruolo delle delegazioni europee presso i Paesi di partenza e di transito dei flussi migratori per poterli monitorare. Il Niger sarà il primo Paese coinvolto.
    • Controllo delle aree sensibili nel Mediterraneo attraverso maggiori finanziamenti alle già attive Triton e Poseidon e con il varo di una nuova operazione allo scopo di poter eradicare alla base le tratte illegali di esseri umani verso l’Europa.

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    Fig.1 – L’Alto Rappresentante Mogherini alla presentazione dell’Agenda europea per le migrazioni, maggio 2015.

    … E LA SUA PRIMA IMPLEMENTAZIONE – Durante il Consiglio europeo dello scorso 20 luglio, i Paesi membri hanno raggiunto un primo accordo in merito alla cosiddetta distribuzione dei migranti stabilita durante l’incontro dei Ministri degli affari interni tenutosi il 25 e 26 giugno scorsi. Sebbene si possano registrare notevoli progressi rispetto alle posizioni iniziali di alcuni Paesi – che si erano mostrati particolarmente intransigenti rispetto alla possibilità di dare accoglienza a rifugiati e richiedenti asilo arrivati in Italia in questi ultimi mesi – è però fallito il raggiungimento della quota prefissata di 40.000 persone, a oggi scesa a 32.256. Lo stesso Commissario europeo per gli affari interni Avramopoulos si è detto dispiaciuto per il mancato raggiungimento del risultato sperato, ma fiducioso per una maggiore e migliore implementazione del piano nei prossimi mesi.
    La promessa è quella di completare la riallocazione delle rimanenti 7.744 persone entro la fine del 2015, periodo in cui sono state previste le prime valutazioni dell’efficacia del piano.
    Meglio è andata per il progetto di nuovo insediamento dei rifugiati, per il quale si è ecceduta la soglia prevista dei 20.000, arrivando a 22.504 per l’anno corrente.

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    Paesi europei più e meno “accoglienti”

    [one_half]Relocation (movimenti intra-EU)/tot. 22.504

    Germania – 10.500
    Paesi bassi – 2.047
    Romania – 1.705

    Malta – 60
    Austria – 0
    Ungheria – 0 [/one_half]

    [one_half_last]Resettlement (arrivi extra-UE)/tot. 32.256

    Norvegia – 3.500
    Francia – 2.375
    Gran Bretagna – 2.200
    … (Italia – 1.989)
    Estonia – 20
    Malta – 14
    Ungheria – 0 [/one_half_last]

    [/box]

    EUNAVFOR MED – La missione European Union Naval Force Mediterranean (EUNAVFOR Med) è stata varata nel giugno scorso in attuazione di una decisione del Consiglio risalente al mese precedente. Lo scopo principale della missione – che rientra nel Framework della Politica di sicurezza e difesa comune (PSDC) è quello di smantellare l’attuale sistema di traffico di esseri umani nell’area centro-meridionale del Mediterraneo, così da evitare nuovi incidenti mortali in mare. L’organizzazione della missione prevede tre fasi successive:

    • Sorveglianza e valutazione dei traffici attraverso l’impiego di aeromobili.
    • Individuazione e sequestro dei natanti utilizzati per la tratta dei migranti.
    • Eventuale distruzione delle imbarcazioni per scongiurarne l’utilizzo.

    La missione (che ha ottenuto un finanziamento iniziale di 11.82 milioni di euro) dovrà concludersi entro i 12 mesi dal raggiungimento della piena capacità operativa (Full operational capability, FOC).

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    Fig.2 – Il capo di FRONTEX, Fabrice Leggeri, e il Commissario Avramopoulos (a destra) 

    IN QUALE DIREZIONE CI SI MUOVE? – Se le premesse teoriche per il contrasto del fenomeno migratorio illegale sono già state predisposte, l’implementazione è ancora in fase embrionale. Per quanto riguarda la dimensione militare, EUNAVFOR Med è attualmente attiva solo nella sua prima fase – quella di monitoraggio e raccolta delle informazioni. Al momento non è chiaro quando si prevede il passaggio alle fasi successive, né come queste verranno articolate nel dettaglio.
    Sul versante politico, anche se la questione della distribuzione sembra via via dipanarsi – almeno a livello generale – la strada è ancora lunga. Se i Paesi sono riusciti a trovare un accordo di massima su distribuzione e accoglienza, non è ancora chiaro come queste saranno praticamente sviluppate. In aggiunta, l’Agenda europea per le migrazioni, oltre all’introduzione del già citato piano comune di asilo, si pone l’obiettivo di migliorare la cooperazione con i Paesi di origine, così da poter frenare l’immigrazione irregolare e incrementare quella legale, e di favorire il ritorno in patria dei migranti irregolari.
    La strada per l’attuazione del piano nella sua interezza, dunque, è ancora tortuosa, e in alcune parti non ben definita.

    Giulia Tilenni

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    Un chicco in più

    Il quartier generale di EUNAVFOR Med è stato costituito a Roma (più precisamente a Centocelle), sotto la guida dell’ammiraglio Enrico Credendino. L’unità base è Nave Cavour, che nelle prime fasi delle operazioni dovrebbe essere affiancata da otto unità navali (di superficie e non) e da 12 aeromobili. Al 22 giugno, momento dell’avvio della missione, i Paesi partecipanti sono quattordici – divenuti diciotto alla fine di luglio, quando la missione ha raggiunto la FOC.

    [/box]

    Foto: Rassegna Militare

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    Giulia Tilenni
    Giulia Tilenni

    Laureata magistrale in Relazioni Internazionali a Bologna – dove ha anche completato il Master in Diplomazia e Politica Internazionale, che l’ha portata a Francoforte sul Meno per un tirocinio di ricerca di tre mesi. Dopo una tesi in Studi strategici che analizza l’intervento militare in Libia del 2011 e una ricerca sui velivoli a pilotaggio remoto, è entrata a far parte del Caffè Geopolitico nel team Miscela Strategica.

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