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martedì 27 Luglio 2021

American Jobs Plan: il piano di Biden su infrastrutture, lavoro e innovazione

In breve

• L’American Jobs Plan dell’Amministrazione Biden punta ad investimenti nei trasporti, infrastrutture, lavoro e innovazione per oltre 2mila miliardi di dollari.
• I repubblicani si oppongono al piano per via dell’aumento di tasse alle imprese, che consentirebbe di finanziarlo.
• Se dovesse essere approvato, costituirebbe una importante carta elettorale per Biden.

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In 3 SorsiIl colossale piano dell’Amministrazione Biden è volto a costruire infrastrutture moderne e sostenibili. Difficilmente però riceverà il supporto dei repubblicani. Vediamone i tratti essenziali e il motivo per cui faticherà a ricevere un appoggio bipartisan.

1. AMERICAN JOBS PLAN

Trasporti – con grandi investimenti nei veicoli elettrici, – infrastrutture – soprattutto strade e ponti, lavoro, innovazione: questi i contenuti essenziali dell’American Jobs Plan, il piano presentato da Biden nel discorso del 31 marzo a Pittsburgh, Pennsylvania.

In particolare parliamo di:

  • 621 miliardi in trasporti
  • 400 miliardi per la cura di disabili e anziani
  • Oltre 300 miliardi nel miglioramento di infrastrutture per l’acqua potabile e la rete elettrica
  • Oltre 300 miliardi in costruzioni
  • 580 miliardi in manifattura, ricerca e lavoro

Il Presidente statunitense intende approvare un piano da oltre 2mila miliardi di dollari, da spendersi in otto anni, per un rilancio delle infrastrutture con forti investimenti in tecnologia green, con obiettivi sia di stimolo all’economia che di contrasto al cambiamento climatico. Un aspetto importante che emerge – volta anche a consolidare il consenso dei democratici presso alcuni segmenti di elettorato – è l’intento di eliminare le differenze di genere e razziali nei settori ricerca e sviluppo, insieme all’erogazione di fondi per i lavoratori essenziali, rafforzandone il salario. L’obiettivo annunciato dall’Amministrazione è creare “la più forte, resiliente, innovativa economia al mondo e milioni di posti di lavoro ben pagati”. Nelle intenzioni di Biden il programma verrebbe coperto da un aumento delle imposte sulle imprese, dal 21% al 28% dei profitti (ribaltando parte della riforma fiscale di Trump), e da misure tese a prevenire profitti offshore e a scoraggiare le aziende a indicare le loro sedi in paradisi fiscali. Strettamente correlata è la recente proposta di Janet Yellen, Segretario al Tesoro, di una minimum corporate tax a livello globale, da negoziare con i Paesi OCSE: l’intento dell’Amministrazione è proprio quello di dissuadere le imprese dal dichiarare i loro profitti all’estero, in concomitanza con il rialzo della corporate tax statunitense. L’American Jobs Plan e il piano fiscale sono dunque strettamente correlati.

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Fig. 1 – Biden presenta il piano a Pittsburgh

2. LE REAZIONI AL PIANO

Lunedì Biden ha avviato la discussione con membri del Congresso di entrambi i partiti. La Speaker della Camera Nancy Pelosi si augura che si arrivi all’approvazione nel mese di luglio. Il piano godrebbe di una buona approvazione popolare: secondo un sondaggio condotto da Invest in America e Data for Progress, il 73% dell’elettorato lo supporta. Di tutt’altro avviso è il Partito Repubblicano: il leader del GOP al Senato Mitch McConnell ha già dichiarato la sua contrarietà a causa del correlato incremento delle tasse che danneggerebbe l’economia – pur concordando sull’idea di investimenti nelle infrastrutture “tradizionali”. Anche per questo, Nancy Pelosi ha sollevato la possibilità di scorporare il piano in due leggi, una focalizzata sugli aspetti sociali e l’altra sulle infrastrutture fisiche: su quest’ultima, infatti, sarebbe più facile raccogliere l’appoggio dei democratici centristi e di alcuni repubblicani. Anche associazioni come la Camera di Commercio e il Business Roundtable hanno rigettato il piano, evidenziando i rischi di un aumento delle tasse sulla competitività nazionale. Anche il mondo delle imprese, in generale, si oppone a un rialzo delle tasse senza il ripristino delle deduzioni eliminate da Trump nel 2017, lamentando anche uno scarso coinvolgimento rispetto alle promesse di bipartisanship fatte da Biden.

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Fig. 2 – Biden parla del colossale piano infrastrutturale a Washington D.C. con la vice Harris sullo sfondo

3. QUALI PROSPETTIVE?

L’American Jobs Plan potrà essere approvato a maggioranza assoluta, evitando l’ostruzionismo derivante dal filibustering: inserendolo in una legge collegata al bilancio federale, i democratici lo potrebbero far passare con la procedura della Reconciliation, con la quale sarebbero sufficienti 51 voti. Tuttavia il senatore democratico della West Virginia, il moderato Joe Manchin, si opporrebbe all’uso ripetuto della Reconciliation, che è stata appena impiegata per far passare il pacchetto di aiuti da 1.900 miliardi, e spinge per coinvolgere i repubblicani nel dialogo; inoltre sosterebbe un aumento dell’imposta solo fino al 25%. La discussione del piano infrastrutturale, dunque, si disputerà anche sul correlato tema fiscale, con Biden che, nuovamente, è obbligato a ottenere l’appoggio di tutti i senatori della sua risicata maggioranza. Se venisse approvato, sarebbe il secondo monumentale pacchetto legislativo, dopo l’American Rescue Plan a sostegno dell’economia colpita dal coronavirus. Si tratterebbe di un risultato spendibile in vista delle midterm, soprattutto agli occhi delle categorie, come le minoranze e i sindacati, che hanno sostenuto Biden. Oltre a rivitalizzare il settore delle infrastrutture – la parte preponderante del piano – si intende creare un effetto a catena positivo per l’economia statunitense: più lavoro, più attenzione all’aspetto ambientale, meno disparità sociali. Le criticità sono però dietro l’angolo, per il conseguente appesantimento del debito pubblico e il rischio di un’eccessiva ripartenza dell’inflazione.

Marta Annalisa Savino

Flag flying over US Capitol [02]” by SchuminWeb is licensed under CC BY-SA

Marta Annalisa Savino

Laureata magistrale in “Relazioni internazionali” presso l’Università degli Studi di Milano, appassionata di viaggi, scrittura, geopolitica e lingue: inglese, francese e spagnolo. Ne “Il Caffé geopolitico” si occupa di Nord America e in particolare di Stati Uniti

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