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venerdì 7 Maggio 2021

Il Perù al voto fra divisione e pandemia

In breve

  • Il Perù nel pieno della crisi economica e sanitaria è stato chiamato a rinnovare il Parlamento ed eleggere il nuovo Presidente.
  • Pedro Castillo e Keiko Fujimori andranno al ballottaggio il prossimo 6 giugno, in uno scenario estremamente frammentato all'interno del sistema politico peruviano.
  • L'ultima legislatura è stata caratterizzata da un alto numero di scandali giudiziari e il Paese vive un sentimento di malessere verso l'attuale classe politica.

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In 3 sorsi – Le elezioni più incerte del passato recente peruviano hanno portato al ballottaggio il candidato di sinistra Castillo e l’ultraconservatrice Fujimori. Chi vincerà dovrà fare i conti con un Parlamento frammentato che non favorisce la governabilità.

1. SI VA AL BALLOTTAGGIO

L’11 aprile 2021 in Perù si sono tenute le elezioni valide per il rinnovo sia del Parlamento unicamerale, che dell’esecutivo. Il voto nel Paese andino è obbligatorio, altrimenti si incombe in una multa, e prevede un sistema proporzionale per eleggere i 130 membri del Parlamento con una soglia di sbarramento al 5%. Per quanto riguarda la presidenza, 18 erano i candidati e come prevedibile nessuno è riuscito a vincere al primo turno. Al ballottaggio del 6 giugno andranno Pedro Castillo del partito Perú Libre e Keiko Fujimori del partito Fuerza Popular, mentre per quanto riguarda la composizione del Parlamento, sono almeno 11 i partiti che hanno superato la soglia di sbarramento. La campagna elettorale è stata perlopiù incentrata sulla gestione della pandemia e sulla reperibilità dei vaccini, sulla questione dei migranti venezuelani e sul tema della sicurezza. Inevitabilmente il vincitore del ballottaggio di giugno si troverà di fronte una situazione molto frammentata che non favorisce la governabilità.

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Fig. 1 – Il candidato Presidente Pedro Castillo al voto l’11 aprile 2021

2. L’ESITO DELLE ELEZIONI

L’ultima legislatura è stata particolarmente turbolenta. Nel 2016 si registrò la vittoria al secondo turno di Pedro Pablo Kuczynski, che riuscì a battere la stessa Keiko Fujimori, ma ben presto fu costretto a lasciare l’incarico al suo vice, Martín Vizcarra, a causa dello scandalo tangenti relativo all’inchiesta Lava Jato. A fine 2019 anche Vizcarra fu travolto dalle questioni giudiziarie e nel giro di poco più di una settimana la poltrona presidenziale peruviana ha visto ben tre diverse figure: Vizcarra per l’appunto, Manuel Merino e il Presidente ad interim Sagasti. Anche in virtù di questi scandali, le elezioni appena concluse sono state le più incerte del passato recente del Paese andino, in cui molti analisti davano per favorito il candidato di sinistra Yonhy Lescano Ancieto, il quale però non ha nemmeno superato il 10%. Invece si pensava che Fujimori potesse risentire dei problemi con la giustizia che hanno coinvolto lei e il padre, l’ex Presidente Alberto Fujimori (attualmente in carcere), ma così non è stato, ed è riuscita a prendere il 13,3%, più di quanto fosse previsto dai sondaggi pre elettorali, anche se molto meno rispetto al 2016. L’outsider Forsyth, ex portiere della nazionale di calcio peruviana (con un breve passato anche in Italia, all’Atalanta) non ha sfondato, fermandosi solo al 5,6%. Castillo con il suo 19,1% sembra poter essere il favorito per la presidenza, anche se il suo programma fortemente anti-establishment potrebbe far sì che il voto di una parte moderata dell’elettorato converga su Fujimori.

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Fig. 2 – Le elezioni hanno visto il numero record di 18 candidati per la presidenza

3. PEDRO CASTILLO E KEIKO FUJIMORI

Pedro Castillo è un insegnante di scuola elementare, alla sua prima corsa per il ruolo di Presidente. Il suo programma, alla guida del partito Perú Libre, viene definito di sinistra populista, e prevede la riscrittura della Costituzione, la nazionalizzazione dell’industria del gas e una riforma del welfare, soprattutto per quanto riguarda il sistema pensionistico e scolastico. Il suo risultato è stato del tutto inaspettato proprio per la sua inesperienza in politica nazionale. D’altra parte questo è stato anche il suo vantaggio: in un Paese scosso dai tanti scandali e dalla corruzione dilagante, Castillo ha rappresentato il malessere e il sentimento di frustrazione verso l’attuale sistema politico peruviano. Anche Keiko Fujimori con questo risultato ha superato ogni più ottimistica aspettativa e la leader ultraconservatrice si ripresenta per la terza volta al ballottaggio, dopo il 2011 e il 2016. Negli ultimi tre anni è stata arrestata e messa in stato d’accusa due volte, con accuse di corruzione, organizzazione criminale e riciclaggio di denaro, e a suo carico è in corso un processo in cui rischia trent’anni di carcere. Il voto di giugno sarà altamente polarizzato e il Paese si trova di fronte a due vie di intendere la politica totalmente diverse.

Matteo Barbanera

Palacio de Gobierno, Lima, Perú” by Thomas Flores is licensed under CC BY-SA

Matteo Barbanera
Matteo Barbanera

Laurea magistrale in Relazioni Internazionali conseguita presso l’Università degli Studi di Perugia.
Due Erasmus, entrambi in Germania. Un’esperienza di volontariato in Brasile. Sport, libri e tanti
viaggi. Nono sono bravo a scrivere le bio! Qui per parlare soprattutto di Sud America.

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