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sabato 18 Settembre 2021

Ancora un secolo per chiudere il divario di genere in Africa

In breve

  • Secondo il Global Gender Gap Report del 2021 l’uguaglianza di genere in Africa sarà raggiunta tra più di 100 anni.
  • La Covid-19 ha aggravato le disuguaglianze preesistenti, rendendo le donne la categoria più colpita dagli effetti devastanti della pandemia.
  • Resta ancora molto lavoro da fare per colmare il divario economico e politico, un ostacolo alla piena realizzazione del potenziale africano.

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In 3 sorsi La parità di genere in Africa è ancora lontana. Se alcuni progressi sono stati ottenuti nel colmare il divario, come nell’accesso all’educazione, secondo le ultime stime l’uguaglianza di genere sarà raggiunta solo tra 121 anni.

1. UNA LOTTA CONTRO IL TEMPO

Secondo i dati raccolti nell’ultimo rapporto Global Gender Gap del World Economic Forum, di questo passo l’uguaglianza di genere in Africa sarà raggiunta solamente tra 121,7 anni. Un dato in peggioramento rispetto al 2020, quando la stima si aggirava sui 95 anni. Un tempo lunghissimo, che mette a serio rischio i diritti delle donne africane, già fragili di fronte a grandi disuguaglianze. Secondo i dati presenti nel rapporto, fra i 33 Paesi africani analizzati sia nel 2018 sia nel 2021, 21 hanno fatto progressi per colmare il divario di genere, mentre 12 hanno registrato un peggioramento.
Dal rapporto è possibile evincere che non tutti i Paesi africani si trovano nella stessa situazione, ma al contrario le differenze intra-continentali sono evidenti. Il Ruanda per esempio si presenta come il campione di parità, piazzandosi al settimo posto nella classifica mondiale, preceduto da Stati notoriamente leader nel campo dell’uguaglianza di genere, tra i quali Islanda, Norvegia e Svezia. Nel Paese, nonostante le profonde ferite lasciate dal genocidio del 1994, l’affermazione di pari opportunità per le donne è in continua crescita, come dimostrato dal fatto che, nel 2008, il Ruanda ha raggiunto un primato storico, divenendo il primo Stato al mondo ad avere un Parlamento a maggioranza femminile (61,3%). Purtroppo la performance ruandese non è stata replicata nel resto del Continente, in quanto la maggior parte delle nazioni africane presenta ancora grandi disuguaglianze di genere in diversi settori, dall’accesso all’istruzione alle discriminazioni economiche.

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Fig. 1 – Il Parlamento del Ruanda è il primo a maggioranza femminile

2. LA PANDEMIA INCREMENTA IL DIVARIO

Con l’avvento della pandemia di Covid-19 sembra ragionevole dedurre che i prossimi dati registrati nel Global Gender Gap Report presenteranno un netto peggioramento. Sembra ormai chiaro, infatti, che la pandemia ha avuto e continua ad avere un profondo impatto sulle donne, la categoria che sta indubbiamente pagando il prezzo più alto. Tale situazione contribuisce dunque ad aggravare la situazione delle donne africane in termini di uguaglianza e pari opportunità. Gli effetti negativi della pandemia sono evidenti in diversi ambiti: dalla crescente violenza domestica, al limitato accesso a strutture e servizi sanitari, così come ad un peggioramento della situazione economica. Di conseguenza i limiti preesistenti alla realizzazione dell’uguaglianza di genere nel continente sono stati esacerbati da una situazione estremamente complessa, che impone ulteriore peso sociale ed economico sulle spalle delle donne africane.

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Fig. 2 – La pandemia ha aggravato il divario di genere in Africa

3. OPPORTUNITÀ ECONOMICHE E POLITICHE

Se in alcuni ambiti il divario di genere è stato progressivamente colmato, come nell’ambito dell’accesso all’educazione, due degli aspetti più critici per il raggiungimento dell’uguaglianza di genere in Africa riguardano la piena partecipazione economica e politica delle donne. Innanzitutto, come riportato dall’African Development Bank Group, la mancanza di pari opportunità nel mondo lavorativo rappresenta un ostacolo alla piena realizzazione del potenziale economico del continente africano, essendo le donne una forza fondamentale, ma avendo pochissimo spazio nell’economia formale. Non solo l’accesso al mercato del lavoro per le donne è più complesso, ma il divario salariale è decisamente ampio. In Gambia e Ghana, nonostante le donne lavorino molte più ore al giorno rispetto agli uomini, la disparità salariale ammonta rispettivamente a 65% e 68,9%.
Per quanto riguarda invece la sfera politica, in Africa subsahariana è stato chiuso solo il 20,8% del gender gap. A parte il Ruanda, solo il Sudafrica, il Mozambico e la Namibia si avvicinano alla parità. Sono infatti 15 i Paesi dove tra il 18% e l’8% delle donne si trova in posizioni ministeriali. In Nigeria, ad esempio, le ministre sono solo il 10,3%. Inoltre, in 24 dei 34 Paesi analizzati nel rapporto citato nessuna donna è mai stata capo di Stato negli ultimi 50 anni.

Alessia Rossinotti

Dakar, Senegal” by BobbiLe Ba Photography is licensed under CC BY-ND

Alessia Rossinotti
Alessia Rossinotti

Classe 1994, da sempre appassionata di politica internazionale e diritti umani, con un particolare focus sul continente africano. Laureata in World Politics and International Relations presso l’Università di Pavia, ho svolto esperienze di tirocinio alla Rappresentanza Permanente d’Italia all’OSCE, e per una ONG che si occupa di pace e conflitti.

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