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sabato 18 Settembre 2021

La violenza di genere in Kirghizistan

In breve

  • Un caso di cronaca nera riguardante il rapimento e l’uccisione di una giovane donna ha scosso l’opinione pubblica kirghiza.
  • Il Kirghizistan, nonostante la sua tradizione democratica, negli indici sulla disuguaglianza di genere è il meno sviluppato nella regione.
  • La causa di certi fenomeni, tra i quali il “rapimento delle spose”, sta nell’evoluzione della società avvenuta negli ultimi anni.

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In 3 sorsiUn fatto di cronaca ha portato alla ribalta un problema diffuso, ma di difficile risoluzione in Kirghizistan: le disuguaglianze di genere. Gli esperti concordano che l’evoluzione in senso conservatore della società è la casa principale del problema.

1. IL ‘RAPIMENTO DELLE SPOSE’

In queste ultime settimane in Kirghizistan ha fatto scalpore il caso di Aizada Kanatbekova, una ragazza trovata morta dopo essere stata rapita da tre ragazzi in pieno giorno nella capitale Bishkek. Nel Paese è praticato il cosiddetto “rapimento delle spose”. È un’usanza diffusa, ma di origine abbastanza recente, tra il Kirghizistan e il Kazakistan che consiste nel rapimento di una ragazza da parte di un uomo, aiutato da alcuni parenti o amici, che la porta a casa per sposarla. Nella maggioranza dei casi tuttavia il rapimento si tramuta in episodi di violenza contro la giovane vittima. Il caso di Aizada però ha destato più clamore per le modalità con le quali è stata rapita e per la reazione della polizia, che sulle prime non ha cercato di rintracciare i rapitori. Dopo il ritrovamento, una nutrita folla si è raccolta di fronte alla sede del Ministero degli Interni per chiedere le dimissioni del Ministro Ulan Niyazbekov. Per placare i manifestanti è intervenuto anche il Primo Ministro Maripov e sul caso si è espresso lo stesso Presidente Zhaparov.

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Fig. 1 – Manifestazione di protesta a Bishkek per il rapimento e l’uccisione di Aizada Kanatbekova, 8 aprile 2021

2. LE DISUGUAGLIANZE NEL PAESE

Secondo i dati del 2019 del Gender Inequality Index (GII), l’indice stilato ogni anno dallo United Nations Development Programme (UNDP) che misura le ineguaglianze tra uomini e donne in tre settori (salute, emancipazione e mercato del lavoro), il Kirghizistan ha un valore di 0,369 (dove 0 indica l’assenza di disuguaglianze e 1 le diseguaglianze più alte), che a confronto con gli altri Paesi della regione lo pone appena sopra il Tajikistan (0,314) ma molto al di sotto di Kazakistan (0,190) e Uzbekistan (0,288). Contrariamente a questi dati, in un altro indice dell’UNDP, il Gender Development Index (GDI), che invece misura lo sviluppo di genere attraverso la media dei risultati per uomini e donne in tre settori (l’aspettativa di vita, l’istruzione e le condizioni di vita), il Kirghizistan ha in media uno sviluppo molto alto (0,957), che lo pone al secondo posto tra i Paesi dell’Asia Centrale, dietro solo al Kazakistan (0,980). In questo ultimo indice il valore 1 indica il massimo sviluppo mentre 0 indica il valore minimo. Se si considera che il Kirghizistan è il Paese dell’Asia Centrale tradizionalmente più democratico, l’unico cha ha avuto come Presidente una donna (Roza Otunbayeva), che nella precedente Costituzione aveva le quote rosa al Parlamento (30% dei seggi) e che la pratica del “rapimento delle spose” è vietata ufficialmente dal 2013, la domanda che sorge spontanea è: perché allora esiste una profonda disuguaglianza nel Paese, certificata dal GII e dalle proteste per la morte di Aizada?

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Fig. 2 – Una manifestante mostra un disegno che denuncia l’indifferenza della polizia verso i rapimenti delle giovani donne kirghise, 8 aprile 2021

3. L’EVOLUZIONE DELLA SOCIETÀ

La risposta a questa domanda parte dal seguente presupposto: la società del Kirghizistan resta ancora fortemente patriarcale e conservatrice, nonostante sia la più democratica della regione. Secondo Bruce Pannier della testata Radio Free Europe e Gulzat Baialieva dell’Università di Tuebingen l’evoluzione conservatrice è avvenuta a poco a poco a partire dagli anni dell’indipendenza. Pannier sostiene che i diritti delle donne garantiti durante l’Unione Sovietica sono stati accantonati per una questione identitaria nel processo di nation-building. Baialieva condivide questo aspetto e aggiunge che alla suddetta questione si è aggiunto anche un processo di riscoperta delle tradizioni in senso religioso. I due aspetti non si sono contrastati, ma hanno puntato allo stesso risultato: nella vita quotidiana l’effetto è l’idea diffusa che la donna possa subire pratiche del genere e altri tipi di violenze. Gli aspetti secondari che limitano la protezione delle donne da questo fenomeno e dalla violenza di genere in Kirghizistan sono stati messi in risalto da Kamila Eshaliyeva dell’associazione Open Democracy. La Eshaliyeva nella conclusione del suo report “Why survivors of sexual violence can’t get justice in Kyrgyzstan?” sostiene che le idee conservatrici sono così diffuse da limitare anche l’azione della polizia e del sistema giudiziario. Oltre alle pressioni della società, le vittime devono subire i giudizi morali sul loro comportamento durate gli interrogatori e durante il processo. Tutti questi aspetti fanno da deterrente nella denuncia di episodi di rapimenti e di violenze sessuali.

Cosimo Graziani

Photo by Makalu is licensed under CC BY-NC-SA

Cosimo Graziani
Cosimo Graziani

International Master in Eurasian Studies presso l’Università di Glasgow e l’Università di Tartu in Estonia. La mia area di interesse riguarda la politica estera dei paesi dell’Asia Centrale, per questo durante il mio master ho trascorso anche un semestre in Kazakistan. Tifoso bianconero, se non parlo di politica mi piace parlare di storia e leggere libri.

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