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sabato 18 Settembre 2021

Salma Okonkwo, l’imprenditrice dell’energia solare africana

In breve

  • Salma Okonkwo ha fondato la compagnia UBI Petroleum, la prima organizzazione ghanese completamente integrata nel settore del petrolio e del gas a valle del Paese
  • Le risorse rinnovabili potrebbero essere la chiave per la ripresa delle Piccole e Medie aziende nell’Africa Subsahariana
  • Il Ghana sta investendo in diversi progetti fotovoltaici per raggiungere la totale elettrificazione del Paese http://gty.im/613730560 http://gty.im/610890684

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In 3 sorsi – L’imprenditrice Salma Okonkwo si è posta l’obiettivo di costruire il parco fotovoltaico più grande dell’Africa occidentale. L’impiego delle risorse rinnovabili potrebbe essere decisivo per un veloce aumento dell’elettrificazione regionale e il Ghana sta investendo nel settore del fotovoltaico.

1. UN SOGNO, MOLTI OSTACOLI

Nel 2019 la ghanese Salma Okonkwo fu la prima donna africana a vincere i Ghana Energy Awards, un evento annuale che riunisce i leader dell’industria pubblica e privata del settore energetico del Paese.
Okonkwo è CEO dell’azienda energetica UBI Petroleum, da lei fondata, con un fatturato di 150milioni di dollari all’anno, è attiva nel volontariato e sta per realizzare un sogno: costruire il parco di energia solare più grande dell’Africa occidentale. Ma qual è la chiave del suo successo?
“Non mollare e bussare alla porta”, riassume l’imprenditrice in una battuta per spiegare come è riuscita a ottenere una lunga serie di contratti con lo Stato e con alcune aziende multinazionali.
Dopo la laurea negli USA alla Loyola Marymount University, Okonkwo accettò un impiego presso la Sahara Energy and Gas e scelse di tornare al proprio Paese natale, nonostante fosse stata assunta anche da un’impresa americana.
Tre anni dopo decise di mettersi in proprio per realizzare un progetto con scarsi appoggi: l’installazione di stazioni di servizio GPL nella parte settentrionale più povera del Ghana.
I costi della logistica risultarono però inizialmente proibitivi, così Okonkwo decise di iniziare con stazioni di servizio a petrolio. La nuova azienda crebbe ed ebbe successo, così negli anni successivi riuscì a ottenere da alcune banche i prestiti richiesti e a stipulare importanti accordi anche con alcune multinazionali energetiche.
Con il successo tuttavia arrivarono anche altre difficoltà e, al problema dei fondi, si aggiunsero la spietata concorrenza e la piaga del clientelismo politico nelle gare d’appalto locali. Per queste ragioni nel 2019 Salma Okonkwo cedette il 49% della propria compagnia alla multinazionale Puma Energy, pur mantenendo la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione. I 150milioni di dollari derivanti dal contratto sarebbero stati impiegati nel settore delle risorse energetiche.

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Fig. 1 – Una ragazza durante una iniziativa di Vocational Training in Ghana

2. LA RIPRESA VERDE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

I costi dell’energia erano già un problema per le aziende africane prima della pandemia, ma ora lo sono ancora di più e hanno reso 600 milioni di africani più vulnerabili dal punto di vista energetico.
Le piccole e medie imprese costituiscono la grande maggioranza di tutte le imprese in Africa e danno lavoro all’85% della popolazione. Nonostante il loro ruolo cruciale nell’economia del Paese e nell’emancipazione femminile, il settore di questo tipo di aziende è conosciuto come “missing middle” nell’ambito dei finanziamenti, poiché le imprese o sono troppo piccole o troppo grandi per accedere alla microfinanza.
Tale problematica si inserisce nello scenario energetico già poco felice dell’Africa subsahariana, nella quale per esempio una struttura sanitaria su quattro non ha elettricità, più del 70% degli ospedali ha solo un accesso inaffidabile alla corrente e le interruzioni incidono sul reddito di milioni di persone.
Come superare l’impasse dunque? È necessario ripensare ai metodi di fornitura energetica delle piccole e medie imprese africane, investendo nelle risorse rinnovabili, la più adatta delle quali sembra essere l’energia solare, in quanto ha costi accessibili.
Per raggiungere la stabilità energetica  delle attività imprenditoriali locali è però necessario l’appoggio dei Governi, che dovranno garantire gare d’appalto corrette e una giusta distribuzione dei fondi.

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Fig. 2 – L’installazione di un pannello fotovoltaico in una fattoria in Ghana

3. BLUE ENERGY E LE INIZIATIVE DEL GHANA

Per creare il più grande parco di energia solare dell’Africa occidentale, Salma Okonkwo ha iniziato una proficua collaborazione con la società Blue Energy Power, specializzata nella fornitura di elettricità generata da risorse naturali per la crescita economica dell’Africa Subsahariana.
Questo grandioso progetto coinvolge la signora Okonkwo anche dal punto di vista personale, infatti la fattoria solare sarà in parte situata nel villaggio del padre e in parte distribuita nel nord del Paese.
Come sempre le difficoltà finanziarie non mancano, dal momento che servono molti fondi, ma l’imprenditrice si dice ottimista e spera di creare nuovi posti di lavoro con il progetto.
Da alcuni anni il Governo del Ghana si è mobilitato per intraprendere la strada delle risorse rinnovabili, tassando i prodotti petroliferi e incentivando diverse iniziative fotovoltaiche anche nell’ambito residenziale.
Nonostante diversi accordi di cooperazione energetica con imprese multinazionali e Unione Europea, il Governo non ha raggiunto l’obiettivo di ottenere il 10% dell’intero fabbisogno energetico nazionale da risorse rinnovabili entro il 2020, come invece prospettato dal Ministro dell’Ambiente, e ha posticipato il proposito al 2030.
In 30 anni il Paese ha raggiunto l’80% dell’elettrificazione, Salma Okonkwo spera che per arrivare al 100% non si faccia passare un altro decennio.

Alessandra De Martini

Photo by jorono is licensed under CC BY-NC-SA

Alessandra De Martini
Alessandra De Martini

Classe 1996, mi sono laureata in Relazioni e Organizzazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Trento e al momento frequento il corso di laurea magistrale in investigazione, criminalità e sicurezza internazionale presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma. Sono appassionata di geopolitica, ma amo anche imparare nuove lingue e viaggiare. Per questo motivo, durante il percorso universitario, ho cercato di combinare le mie passioni partecipando all’Erasmus, ad alcuni progetti della Diplomatic  Academy e ad un progetto di volontariato in Colombia. Nel tempo libero mi piace leggere thriller, fare jogging ma soprattutto giocare con il mio cagnolino!

 

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