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sabato 18 Settembre 2021

Spose bambine in Africa: generazioni perdute

In breve

  • Cinque dei sei Paesi con il più alto tasso di matrimoni infantili al mondo si trovano in Africa
  • L’Unione Africana si sta battendo per eradicare il fenomeno e far sì che tutti gli Stati Membri adottino una legislazione nazionale a tutela delle bambine
  • I dati registrati in altre regioni del mondo sono altrettanto preoccupanti, dimostrando che questo è un problema globale

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In 3 Sorsi – Al mondo sono 650 milioni le donne sposate quando erano solo bambine. In Africa il 37% delle ragazze si sposa prima dei 18 anni, dati che rendendo il Continente l’area con il più alto tasso di matrimoni infantili.

1. UN FENOMENO ESTREMAMENTE DIFFUSO

Secondo i dati raccolti da UNICEF in un rapporto sul matrimonio infantile del 2020, sono 650 milioni oggi le ragazze e le donne sposate quando erano solo bambine. In base alle stime il futuro non sembra riservare loro alcun miglioramento. Al contrario, per il rapporto di UNICEF nel prossimo decennio altre 110 milioni di ragazze subiranno la stessa sorte. In particolare dallo studio emerge che l’Africa presenti il tasso più alto di matrimoni infantili, in quanto il 37% delle ragazze si sposa prima del compimento dei 18 anni. Inoltre, al mondo, cinque dei sei Paesi che presentano il più alto numero di spose bambine si trovano nel Continente.
Tra i Paesi africani che registrano il maggior numero di spose bambine ci sono il Niger, la Repubblica Centrafricana e il Ciad, dove i dati ammontano rispettivamente a 76%, 68% e 67%, seguiti dal Mozambico con il 52% e dal Malawi con il 50%.
Le cause principali che alimentano un fenomeno così drammatico sono diverse. Un insieme di tradizioni religiose e norme sociali, accompagnate da elevati tassi di povertà e stereotipi e disuguaglianze sono tra i fattori che contribuiscono maggiormente nel creare terreno fertile per i matrimoni infantili. Spesso le bambine vengono date in spose a causa di situazioni di estrema povertà. In altri casi gioca un ruolo chiave la mancanza di accesso all’educazione e l’esistenza di profonde disuguaglianze di genere nel tessuto sociale del continente. Chiaramente tale problema rappresenta un grande ostacolo alla realizzazione delle bambine e delle donne africane, privandole di una vasta gamma di diritti e del loro futuro. Non bisogna inoltre dimenticare che i matrimoni infantili comportano grandi rischi per la salute fisica e psicologica delle minori. Il fenomeno, infatti, è accompagnato in gran parte dei casi da violenza domestica, violenza sessuale e gravi complicazioni durante la gravidanza e il parto.

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Fig. 1 – Alcune studentesse della Kalas Girls Primary School, in Uganda, che accoglie bambine sfuggite a matrimoni precoci e mutilazioni genitali femminili

2. LEGISLAZIONI E POLITICHE CONTINENTALI

Per accrescere la consapevolezza circa l’impatto del fenomeno delle spose bambine e sollecitare azioni concrete da parte degli Stati, l’Unione Africana nel 2014 ha lanciato una campagna per porre fine alla pratica. Estesa fino al 2023, la campagna mira a eradicare il fenomeno incoraggiando i Governi a adottare una legislazione nazionale comprensiva, che possa colmare le mancanze a oggi presenti nella tutela dei diritti delle giovani donne. In tal senso, e in linea con il lancio della campagna, nel 2015 i capi di Stato e di Governo dell’Unione Africana hanno adottato l’African Common Position on the African Union Campaign to end child marriage in Africa, un testo di particolare importanza, in quanto garantisce l’impegno dei membri dell’Organizzazione nell’adottare leggi che vietino il matrimonio al di sotto dei 18 anni.
Diversi Paesi africani negli ultimi anni hanno adottato una legislazione nazionale volta a eliminare il fenomeno, coerentemente all’esistenza di strumenti a livello continentale per eradicare i matrimoni infantili. Tra le norme più importanti si ricorda l’articolo 21 della Carta africana sui diritti e il benessere del minore, che proibisce i matrimoni infantili, così come l’articolo VI del Protocollo di Maputo sui diritti delle donne. Nonostante l’esistenza di tale quadro normativo, molto resta ancora da fare.

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Fig. 2 – Un’immagine dal meeting internazionale a Casablanca nel 2015 di Girls Not Brides, una rete globale che unisce oltre 1.500 organizzazioni contro i matrimoni infantili

3. E IL RESTO DEL MONDO?

Secondo il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA), 39mila bambine diventano spose ogni giorno. Se è vero il fatto che il tasso maggiore viene registrato nel continente africano, il resto del mondo non è privo di numerosissimi casi di matrimoni infantili. Infatti in Asia meridionale il 30% delle donne si sposa prima del compimento dei 18 anni. In America Latina il 24%, nell’area MENA il 17% e infine in Europa orientale e in Asia centrale il 12%. Considerata a giusto titolo una grave violazione dei diritti dei minori, e delle donne in particolare, diversi trattati internazionali cercano di fornire tutela, come la Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW) e la Convenzione sui diritti dell’infanzia, così come gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibili delle Nazioni Unite.
A livello globale viene stimato che, se nulla verrà fatto per eradicare il fenomeno, entro il 2050 il numero di spose bambine raddoppierà. Si può e si deve fare di più, dunque, per restituire il futuro a milioni di bambine e giovani donne.

Alessia Rossinotti

Borana Girls” by Rod Waddington is licensed under CC BY-SA

Alessia Rossinotti
Alessia Rossinotti

Classe 1994, da sempre appassionata di politica internazionale e diritti umani, con un particolare focus sul continente africano. Laureata in World Politics and International Relations presso l’Università di Pavia, ho svolto esperienze di tirocinio alla Rappresentanza Permanente d’Italia all’OSCE, e per una ONG che si occupa di pace e conflitti.

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