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domenica 17 Ottobre 2021

Germania, verso le elezioni federali

In breve

  • A fine settembre si svolgeranno le elezioni federali in Germania. Probabile duello CDU vs Verdi.
  • Le recenti elezioni regionali in Sassonia-Anhalt hanno rilanciato i cristiano-democratici.
  • La Germania post Merkel riuscirà a mantenere il ruolo di guida all’interno dell’Unione Europea?

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Caffè Lungo Il prossimo 26 settembre i cittadini tedeschi saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Parlamento Federale (il Bundestag). Chi sono i candidati e chi è il favorito in vista di questa contesa elettorale?

1. LE ELEZIONI REGIONALI

Lo scorso 6 giugno sono andati al voto i cittadini dello Stato federale (Land) della Sassonia-Anhalt. Nonostante la dimensione regionale dell’appuntamento politico queste elezioni sono state seguite con grande interesse, visto che rappresentavano l’ultimo test politico per valutare lo stato di salute dei partiti teutonici in vista dell’appuntamento nazionale di fine settembre.
I dirigenti dell’Unione Cristiano-Democratica (CDU) temevano questo voto, perché specialmente nella parte Est del Paese il movimento nazionalista di Alternative für Deutschland (AfD) è sempre più forte. I sondaggi della vigilia accreditavano il partito di Angela Merkel a pari punti con l’AfD. In realtà la spallata dell’estrema destra non si è verificata. Anzi, dalle urne la CDU esce rafforzata, visto che ha ottenuto il 37% dei consensi, superando di quasi il 16% i rivali dell’AfD e confermando come ministro-presidente il cristiano-democratico  Reiner Haseloff.
La vittoria ottenuta in Sassonia-Anhalt è un sospiro di sollievo per la CDU, ma la strada per l’affermazione a livello nazionale è tutt’altro che in discesa. Le proiezioni di maggio pronosticavano addirittura il sorpasso da parte del Bündnis 90/Die Grünen, il partito dei Verdi. Negli ultimi giorni invece l’alleanza tra CDU e l’alleato CSU (Unione Cristiano Sociale) sembra aver guadagnato terreno (ri)superando i Verdi nei sondaggi.

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Fig. 1 – Passaggio di consegne tra Angela Merkel e Armin Laschet alla guida della CDU. Sarà lo stesso per il ruolo di Cancelliere?

2. IL CONTESTO POLITICO: ALLA RICERCA DI UN DIFFICILE EQUILIBRIO

La forza politica ecologista, guidata da Annalena Baerbock, ha attratto numerosi voti dall’elettorato di sinistra dal Partito social-democratico (SPD).
Un’alleanza tra Verdi e SPD non sembra comunque poter numericamente garantire la nascita di un nuovo esecutivo. Le due forze avrebbero bisogno dell’alleanza con i liberal-democratici di FDP (Freie Demokratische Partei) e la sinistra estrema di Die Linke. Quest’ultima formazione politica presenta comunque delle posizioni poco conciliabili con i liberali di FDP e il centro sinistra di SPD. Die Linke, la cui leader Janine Wissler proviene da un movimento trozkista, sostiene, tra le varie cose, il ritiro della Germania dalla NATO e un’aliquota unica per le imprese al 75%.
L’alleanza che avrebbe sicuramente i numeri per governare è quella fra CDU, CSU e Verdi. Il loro consenso sarebbe sufficiente per ottenere la maggioranza del Bundestag, ma diversi dubbi sorgono sulla loro compatibilità. La CDU appare un partito più vicino all’establishment, con posizioni diverse in materia climatica e ambientale, mentre i Verdi sono il partito più votato tra i giovani under 45. Anche in ambito economico le due forze politiche sembrano molto distanti. I cristiano-democratici sono totalmente contrari alla creazione dell’eurobond, mentre il movimento di Baerbock sostiene la necessità di un debito comune a livello europeo. Divergenze tra i due movimenti si riscontrano anche in materia di politica estera e relazioni internazionali con idee diverse nei rapporti da intrattenere con Cina e Russia.

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Fig. 2 – Annalena Baerbock, 40 anni, punta a diventare il primo Cancelliere verde della Germania

3. CHE COSA ASPETTARSI DALLE URNE?

Le elezioni federali tedesche rappresentano l’appuntamento elettorale più importante dell’anno. La Germania, sotto la guida Merkel cominciata nel 2005, si è affermata come il Paese leader dell’Unione Europea capace di dettare l’agenda comunitaria in ambito economico e politico.
Le ragioni per seguire con particolare interesse la contesa politica teutonica del prossimo autunno sono diverse. In primo luogo per comprendere se il successore di Merkel, Armin Laschet, sarà capace di raccogliere il testimone dell’attuale Cancelliere, in patria e fuori. Laschet è una candidatura nel segno della continuità con posizioni molto simili alla Merkel. Sul suo ruolo pesa però l’incertezza del partito. La CDU è in crisi di rappresentanza, come testimoniano i recenti sondaggi. La gestione della pandemia, e alcuni scandali a essa collegati, hanno danneggiato il tradizionale consenso di cui godeva la forza cristiano-democratica.
I Verdi sono l’osservato speciale di quest’elezione. Per la prima volta nella loro storia sono accreditati dai sondaggi come vera alternativa al binomio CDU-CSU. La loro vittoria, e la designazione di un Cancelliere “verde”, rappresenterebbe un autentico shock per il Vecchio Continente. Negli ultimi tempi in quasi tutti i Paesi si assiste a una progressiva importanza delle tematiche ambientali in ambito politico e a un incremento delle forze ecologiste. La vittoria nel Paese più importante dell’Unione potrebbe incrementare ancora di più il loro consenso elettorale in tutta l’Europa. Va considerato comunque che l’eventuale possibilità di formare un Governo con le altre forze di centro-sinistra e di sinistra non appare facile. Inoltre, in una competizione nazionale, la macchina elettorale più rodata della CDU potrebbe fare la differenza per la vittoria finale.
Seppur in continua crescita negli ultimi anni, specialmente nella zona Est della nazione, l’AfD non appare invece decisiva ai fini della formazione del nuovo esecutivo.
Le elezioni tedesche avranno sicuramente un impatto importante sull’Unione Europea. Specialmente nell’UE post pandemia. La vittoria di Laschet si inserirebbe nel solco della continuità di Merkel, ma andrebbe verificato il suo peso a livello comunitario specialmente nei rapporti di forza all’interno dello storico asse franco-tedesco, considerando che nella primavera del 2022 la Francia andrà al voto con un esito che si preannuncia incerto. La conferma all’Eliseo di Emmanuel Macron, e una Germania meno forte a livello internazionale, potrebbe sbilanciare il rapporto dell’asse a favore di Parigi. Mentre un’affermazione di Le Pen creerebbe diversi punti interrogativi nel rapporto con l’alleato tedesco.
La vittoria dei Verdi invece rafforzerebbe ulteriormente la crescita del movimento ecologista in tutta l’UE e potrebbe mettere in discussione la visione di Berlino in ambito economico e il suo ruolo all’interno delle organizzazioni sovranazionali.

Luca Rosati

Photo by paulsteuber is licensed under CC BY-NC-SA

Luca Rosati
Luca Rosati

Appassionato al processo di integrazione europea e al rapporto tra gli Stati membri, sono laureato in scienze politiche e relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Torino. Ho svolto un periodo di studio presso la facoltà di Scienze Sociali di Parigi nell’ambito del programma Erasmus.

Dopo la laurea, ho lavorato due anni presso la pubblica amministrazione francese a Lione dove mi sono occupato della gestione di programmi e fondi europei.

Attualmente sono impiegato presso il dipartimento Affari Europei della Regione Valle d’Aosta dove mi occupo di progettazione europea e di comunicazione sulle attività dell’Unione Europea.

Frequento inoltre il Diploma in Affari Europei dell’ISPI (Istituto Superiore di Politica Internazionale) di Milano.

 

 

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