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mercoledì 20 Ottobre 2021

L’Asia tra innalzamento del mare e catastrofi naturali

In breve

  • Il cambiamento climatico sta causando diversi problemi nel mondo. In Asia è molto sentito perché interessa centinaia di milioni di persone.
  • I suoi effetti come inondazioni, eventi atmosferici estremi e innalzamento delle maree hanno già causato centinaia di morti e miliardi di euro di danni.
  • Nonostante ciò le politiche ambientali sono ancora poco efficaci e i politici sembrano fare poco per cercare di contrastarne gli effetti.

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Caffè LungoLa pandemia da Covid-19 ha costretto il mondo a modificare abitudini, stili di vita e modo di relazionarsi. Ciò ha messo in secondo piano il problema del cambiamento climatico, che ha continuato a peggiorare e che in Asia sta già causando ingenti danni.

ALLUVIONI E INONDAZIONI BIBLICHE

Gennaio, maggio e settembre dello scorso anno sono stati i mesi più caldi a livello globale nell’ultimo trentennio. Infatti si sono registrate temperature superiori di 0,63 °C rispetto alla media del periodo 1981-2020, e se confrontato con il trentennio 1981-2010 addirittura superiori di 1,8 °C. Tutto ciò significa che la media delle temperature negli ultimi decenni è in continuo aumento.
Il costante e lento innalzamento delle temperature medie sta alterando l’intero ecosistema terrestre. Le conseguenze più evidenti sono un aumento della desertificazione, degli eventi atmosferici estremi, degli squilibri nell’ecosistema, dell’acidificazione marina e dell’innalzamento del livello dei mari. 
La NASA e l’Organizzazione Meteorologica Mondiale hanno rilevato che nel solo mese di giugno e luglio del 2020 in alcune aree di diversi Paesi del Sudest asiatico sono precipitati oltre 100 centimetri d’acqua, contro la media di 69 centimetri. Le conseguenze sono state allagamenti e inondazioni che hanno causato la morte di centinaia di persone e danni per diversi miliardi di dollari. In India e Bangladesh sono morte circa un migliaio di persone, mentre oltre 1,5 milioni sono rimaste senza casa. 
In Vietnam, dove nell’ultimo trimestre è precipitata tanta acqua quanto solitamente cade in un anno, 390mila case sono state inondate e sono morte 235 persone. Anche in Cina le alluvioni hanno causato centinaia di morti, lasciando senza abitazione oltre 60 milioni di persone (l’equivalente della popolazione italiana) . 

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Fig. 1 – Alcuni vigili del fuoco impegnati in operazioni di soccorso nella provincia cinese del Shanxi durante le alluvioni dell’estate 2016

L’AUMENTO DEL LIVELLO DEL MARE

Ogni anno sono in aumento per intensità e frequenza gli eventi atmosferici estremi. Le alte temperature hanno accelerato lo scioglimento di massa dei ghiacciai nel mondo. Questi infatti hanno raggiunto la minore estensione degli ultimi 42 anni. Dal 1880 è stato registrato un innalzamento medio del livello del mare di 21/24 centimetri. L’ESA (European Space Agency) ha rilevato tramite i satelliti che dal 1993 al 2018 il livello del mare è salito a una media annuale di 3,2 millimetri. Negli ultimi 5 anni però è stata registrata una forte accelerazione di tale fenomeno, poiché l’innalzamento medio è arrivato a 4,8 millimetri. 
Nelle zone artiche la crescita è ancora più sostenuta. Nel 2019  il livello del mare è arrivato a un livello record di 87,6 millimetri sopra il livello misurato dal 1993. 
I primi effetti di tale innalzamento sono l’erosione delle coste e l’alterazione dell’ecosistema in prossimità dei litorali. È prevedibile infatti che intere aree costiere e delta fluviali saranno sommersi dalle acque marine. Un esempio eclatante è il delta del Mekong, uno dei luoghi più fertili della terra, che ha visto negli ultimi anni le sue terre invase dal Mar Cinese Meridionale. Oggi molte aree agricole sono state convertite per l’allevamento di pesci e gamberi d’acqua salata. 

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Fig. 2 – Una strada costiera distrutta dall’alta marea nell’area del delta del Mekong, tra le più colpite dall’innalzamento del livello del mare in Vietnam

SCENARI CATASTROFICI IPOTETICI  

Le più grandi metropoli mondiali potrebbero quindi ritrovarsi fra pochi decenni sommerse dal mare. Tra le città portuali più popolose al mondo, e potenzialmente minacciate dall’innalzamento del livello del mare, ci sono quelle asiatiche. Tra queste troviamo Chongqing, Canton, Tientsin, Shanghai, Tokyo, Giacarta, Dacca, Karachi, Mumbai e Bangkok. 
Negli ultimi anni gli eventi atmosferici hanno causato allagamenti per centinaia di migliaia di chilometri quadrati, danni materiali incalcolabili e migliaia di morti. Entro il 2100 è previsto un aumento del livello del mare di 2 metri: da sola la piccola Taiwan rischia di perdere entro il 2050 ben 1.400 chilometri quadrati di terreno e il Giappone addirittura 2.339 chilometri quadrati 
La maggiore preoccupazione della Malesia riguarda i suoi 4.800 chilometri di costa. L’erosione delle coste e l’allagamento dei litorali potrebbero far perdere al Paese 180mila ettari di terreni agricoli. Anche Indonesia, Filippine, Sri Lanka e Vietnam sono particolarmente sensibili al cambiamento climatico e in particolare all’innalzamento del livello del mare.
Oltre 600 milioni sono le persone interessate direttamente da questo fenomeno. Un terzo di queste vive in Cina, che con i suoi 126mila chilometri quadrati di litorale marino sotto il livello del mare è il Paese che potrebbe subire più danni in assoluto in termini economici.  

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Fig. 3 – Le strade di Dacca, capitale del Bangladesh, invase dall’acqua a cause delle piogge torrenziali delle scorse settimane

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO È UNA REALTÀ 

La comunità internazionale è consapevole che prevenire è la migliore difesa. L’UE raccomanda di seguire le linee guida indicate nella Convenzione di Barcellona per tutelare e proteggere le coste e l’ecosistema marino.
Per contrastare l’erosione del mare si costruiscono o si riparano ogni anno, nei pressi delle coste, barriere naturali o artificiali. Inoltre gli attuali piani edili obbligano i nuovi edifici a essere costruiti con determinati requisiti. In primo luogo si dovrebbero preferire aree lontane dalla costa e a un certo livello sopra il mare, con  determinati standard di sicurezza. Gli stessi principi di tutela sono ripresi anche dalla Cina e da diversi Paesi dell’ASEAN. Nelle agende di ogni Paese vi sono programmi di contrasto al cambiamento climatico, ma le stesse Autorità, a causa degli interessi politici ed economici in gioco, sono spesso poco rigorose
Il cambiamento climatico è graduale e per questo non viene avvertito come un pericolo immediato o una minaccia reale. A causa dell’alto numero di vittime e di persone coinvolte nel cambiamento climatico, il Vietnam sembra essere uno dei primi Paesi al mondo ad applicarsi per la lotta contro questo problema.
Bisognerà aspettare che avvengano calamità naturali ben peggiori, perché la società si renda conto che il cambiamento climatico deve essere affrontato come un pericolo reale e immediato? 

My Ding Hua

Photo by tieanguy is licensed under CC BY-NC-SA

My Ding Hua

Nata nella città di Ho Chi Minh sono residente in Italia da quando avevo 5 anni. Ho una laurea triennale in Lingue, Culture e Società dell’Asia Orientale e una Laurea magistrale in Relazioni Internazionali Comparate (Asia-Europa) conseguito presso L’Università Ca’ Foscari di Venezia. In coerenza con i miei studi, mi interesso di relazioni economiche, sociali e politiche tra i paesi asiatici  e i paesi membri dell’Unione Europea.

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