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lunedì 20 Settembre 2021

Giappone: il futuro passa per Fukuoka

In breve

● Fukuoka si sta affermando come la Startup City del Giappone grazie alla visione del giovane e carismatico Sindaco della città Sōichirō Takashima.
● La città ha delle peculiarità uniche: si trova molto vicino alle altre città asiatiche ed è caratterizzata da un ottimo indice di qualità della vita.
● Il Governo giapponese sostiene da anni il potenziale di Fukuoka e intende continuare a investire per attrarre business stranieri e rendere la città un nuovo polo finanziario.

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Caffè LungoFukuoka può essere definita come “il gateway to Asia”, data la sua vicinanza a città come Pechino, Shanghai e Hong Kong, raggiungibili in poche ore con un volo diretto. Rispetto a Tokyo è una città molto meno cara, meno affollata da turisti, con un’età media della popolazione più bassa della stragrande maggioranza delle città nipponiche. Tutti ingredienti che, uniti a una forte apertura alle startup e all’innovazione tecnologica, la rendono un polo d’attrazione per nuovi business.

TUTTO EBBE INIZIO DAL SINDACO

Nel 2010 Sōichirō Takashima è diventato Sindaco di Fukuoka, città situata nella regione di Kyushu, la terza più grande isola del Giappone, a soli 36 anni. Un evento del tutto anomalo nel panorama politico giapponese, dove l’età media della classe politica è abbastanza alta. Fukuoka non è tra la città più menzionate e conosciute del Giappone, né da un punto di vista paesaggistico né economico. Tuttavia il giovane Sindaco ha intravisto un volano di crescita per la città nella possibilità di creare un terreno fertile per le startup. Takashima infatti vedeva molte similitudini tra Fukuoka e i grandi hub tecnologici come la Silicon Valley: entrambe città costiere, con ottime infrastrutture e qualità della vita e soprattutto risorse umane di rilievo. Eppure, nonostante la ben nota attitudine del Giappone alla ricerca tecnologica, il Sol Levante vanta un numero esiguo di “unicorn” (compagnie private quotate almeno un miliardo di dollari) rispetto a giganti come USA e Cina. Takashima intravedeva in questo tipo di percorso una soluzione al lungo periodo di stagnazione economica che affliggeva il Paese.
Nel 2011 iniziò dunque a tenersi nella città il Myojo Waraku un festival annuale dedicato all’innovazione tecnologica sulla falsariga del South by South West (SXSW), nato negli Stati Uniti. Negli anni successivi il Sindaco si prodigò nel allacciare nuovi legami con altri hub come Taipei ed Helsinki, allo scopo di attrarre investitori e professionisti dall’estero. Nel 2014 arrivò anche il primo sostegno ufficiale da parte del Governo, allora capitanato da Shinzo Abe, che concesse a Fukuoka lo status di zona strategica a livello nazionale: nel concreto questo si è tradotto non soltanto in una riduzione delle tasse per le aziende straniere, ma anche regolamentazioni più snelle e concessione di speciali visti per imprenditori stranieri. Nel 2017 ha aperto ufficialmente il Fukuoka Growth Next (FGN), una ex scuola ora adibita a open office con laboratori e punti d’incontro.

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Fig. 1 – Una veduta aerea di Fukuoka, principale città dell’isola di Kyushu

NON SOLO DIGITAL: ARTE, CULTURA E CUCINA A FUKUOKA

Ciò che caratterizza la città rispetto a tante altre è la sua liveability. Innanzitutto il costo degli affitti è circa il 60% di quelli di Tokyo, città ben nota per i costi della vita molto elevati. Inoltre, rispetto alla capitale, ha una posizione più centrale nell’area dell’Estremo Oriente, rendendo più facile e veloce lo spostamento del prezioso capitale umano. Fukuoka è una città mediamente più multiculturale e con una più alta percentuale di giovani, entrambe caratteristiche ideali per creare terreno fertile alle startup. Il primissimo e irrinunciabile punto d’incontro per chi volesse tuffarsi in questo tipo di impresa è lo Startup Café, meta di molti professionisti, founders e imprenditori in cerca di nuove connessioni.
Fukuoka ha anche molto da offrire sotto il profilo culturale. La particolare attenzione al mondo del digitale ha attratto anche dei collettivi d’arte conosciuti a livello internazionale. Ne è un esempio il teamLab Forest Fukuoka, un’esibizione permanente collocata nei pressi del Fukuoka Dome articolata in due aree principali, la Catching and Collecting Forest e la Athletics Forest. Qui il visitatore può immergersi in una foresta digitale in una profusione di suoni, colori e immagini. La città è anche tra le più conosciute in Giappone per quanto riguarda la cucina: locali e stranieri non mancano di godersi una cena presso gli yatai, bancarelle all’aperto che animano le strade principali nelle ore serali. Un’altra meta immancabile è la Città Vecchia di Hakata, situata a pochi passi dalla stazione. La presenza di antichi templi buddisti e scintoisti arricchisce ulteriormente l’offerta culturale della città. In definitiva Fukuoka ha veramente molto da offrire sia a turisti che a professionisti stranieri.

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Fig. 2 – Il Sindaco di Fukuoka, Soichiro Takashima, insieme a quello di Bordeaux, Alain Juppé, nel 2016. Takashima è uno dei principali promotori politici della trasformazione di Fukuoka in un grande hub tecnologico e finanziario internazionale

WHAT’S NEXT? IL MONDO DELLA FINANZA

Il 14 luglio 2020 il Fukuoka Startup Consortium è stato eletto dal Governo come una delle quattro Global Hub Cities, l’unica peraltro a essere formata da una sola e unica municipalità. Questo è il segno inequivocabile della volontà del Governo di lanciare Fukuoka sul palcoscenico internazionale come Startup City, promuovendo attivamente la ricerca di business dall’estero. Ma non finisce qui: per gli stessi motivi sopra descritti Fukuoka si presta bene a diventare anche un possibile hub finanziario dopo la fine della pandemia di Covid-19. Questo maggiore focus su Fukuoka è dovuto da un lato dalla sempre maggiore incertezza sul futuro di Hong Kong e sul suo ruolo nella regione, dall’altro dalla necessità di una maggiore decentralizzazione rispetto a Tokyo, resa ancora più evidente dallo scoppio della pandemia. Il Ministro delle Finanze Taro Aso ha sottolineato in un’intervista del 2020 che “è naturale che le persone inizino a spostarsi da Hong Kong in Giappone o a Singapore” e che bisogna “tenere a mente la posizione del Giappone come hub finanziario”. Per far sì che questo ambizioso progetto si avveri bisognerà affrontare questioni non irrilevanti come una politica fiscale favorevole alle imprese e l’abbattimento di barriere linguistiche e burocratiche che frenano l’arrivo di personale qualificato. Allo scopo di facilitare questa transizione il Governo nipponico ha stanziato per il 2021 circa 50 milioni di yen per creare dei servizi di consulenza rivolti agli stranieri. Quest’ultimo tassello non fa che amplificare la scommessa sul futuro di una città che potrebbe trainare anche altri settori dell’economia giapponese già in sofferenza.

Mara Cavalleri

Photo by ioa8320 is licensed under CC BY-NC-SA

Mara Cavalleri
Mara Cavalleri

L’Università di Padova è la mia Alma Mater: qui infatti ho conseguito sia la laurea triennale che magistrale con lode in Politica Internazionale e Diplomazia. Ho frequentato inoltre il Master in Diplomacy presso l’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale). Dopo un corso formativo presso la Camera di Commercio di Milano, ho iniziato la mia carriera di Social Media Manager e Web Campaign Strategist. Attualmente lavoro presso una digital agency, dove mi occupo dell’implementazione e gestione di strategie di marketing per enti e imprese che operano a livello nazionale e internazionale.

Affascinata dal Giappone sin da piccola, ho avuto modo di approfondire tramite corsi e letture specifiche la lingua, la cultura e la storia di questo Paese che, per molti aspetti, si distingue dagli altri nel panorama globale. Amo molto viaggiare e nel tempo libero pratico trekking d’alta quota.

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