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domenica 17 Ottobre 2021

Sicurezza regionale e debito gettano ombre sul Corridoio Economico Cina-Pakistan

In breve

  • Il Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC), progetto reso ufficiale dalla visita di Xi nel 2015, prevede un investimento di 62 miliardi di dollari.
  • Il progetto presenta rischi non trascurabili, legati alla questione dell’indebitamento del Pakistan e alla difficile situazione regionale.
  • Tra questioni di sicurezza con l’India, l’Afghanistan e lo Xinjiang, la realizzazione del progetto porta con sé pesanti implicazioni di natura geopolitica.

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In 3 sorsi – Dal 2013 gli investimenti cinesi in Pakistan sono aumentati. La realizzazione degli ambiziosi progetti della Via della Seta potrebbe, tuttavia, essere più complessa del previsto a causa della tesa situazione esterna e interna al Pakistan

1. OTTO ANNI DI INVESTIMENTI CINESI IN PAKISTAN

La storia delle relazioni degli investimenti tra i due Paesi presenta una natura principalmente infrastrutturale. I primi negoziati verso un Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC) nascono nel 2013, dall’incontro tra Li Keqiang, Primo Ministro cinese, e Ali Zardari, Presidente del Pakistan. Un primo memorandum of understanding è poi stato formalizzato dalla presentazione di un piano ufficiale da 62 miliardi di dollari, durante la visita di Xi nel Paese nel 2015. Tra i progetti più ambiziosi vanno citati i porti delle città di Gwadar e Karachi, potenziati e collegati mediante ferrovie e autostrade con i Paesi dell’Asia centrale. Ciò nasce dall’intento di coniugare gli obiettivi della Via della Seta con il contesto della regione, al fine di creare un aumento delle rendite in termini di connettività e pedaggi. L’opera più celebre è il sopracitato porto di Gwadar, ampliato sensibilmente per essere adatto a ospitare depositi di gas, risorsa cruciale da fare successivamente confluire in direzione del gasdotto Pakistan-Iran. Gwadar rappresenta uno degli hub della Belt and Road Initiative (BRI) a livello marittimo ed è parte dello String of Pearls, l’iniziativa cinese volta a creare porti sicuri per uso militare e commerciale nell’Oceano Indiano. Molte sono, dunque, le dimensioni dell’interesse cinese verso il Pakistan. Tuttavia dietro gli investimenti si celano serie implicazioni per l’economia pakistana e per la stabilità dell’area circostante. 

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Fig. 1 – Un cantiere del porto di Gwadar, uno dei principali progetti infrastrutturali sostenuti dalla Cina in Pakistan

2. CRITICITÀ DEL CORRIDOIO TRA DEBITO E SICUREZZA

Un eventuale successo nel teatro pakistano avrebbe certamente fornito rinnovato impeto alla BRI, cosicché altri Paesi potessero essere convinti a farne parte. Permane, tuttavia, una mancanza di reti di connettività, nonostante gli investimenti cinesi abbiano in parte colmato i deficit strutturali del Pakistan. Tali aumenti della spesa pubblica volti al potenziamento infrastrutturale di alcune opere, quali la metropolitana di Karachi, hanno inficiato sulla balance of payments pakistana. Il debito estero ha subito un trend di crescita, quasi raddoppiando tra il 2016 e il secondo trimestre del 2021 verso un livello di 122 miliardi di dollari, nonostante gran parte del progetto fosse finanziata mediante joint ventures sino-pakistane, evitando finanziamenti del debito. Fosse confermato il trend si andrebbe, realisticamente, verso un atteggiamento più cauto del Pakistan, che potrebbe rallentare la realizzazione del corridoio. Ci sono già evidenze, nel Paese, di atteggiamenti dubbiosi verso la fattibilità dell’iniziativa. Mai come in questo contesto, le dinamiche regionali influenzano grandemente lo sviluppo economico date le implicazioni sull’effettiva realizzazione dei progetti nei luoghi designati. Ad esempio autostrade dovrebbero percorrere territori instabili nei pressi del Kashmir e verso lo Xinjiang, regione degna di menzione in questa storia. Dall’altro lato una maggiore vicinanza alla Cina potrebbe far precipitare le tensioni con l’India, sempre più esasperata dalle ambizioni del Dragone e dalla partnership con il suo storico rivale in uno degli scenari geopolitici più delicati al mondo.

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Fig. 2 – Bandierine cinesi sulla nuova linea arancione della metropolitana di Lahore, anch’essa finanziata e realizzata da Pechino

3. MOLTE INCOGNITE SUL FUTURO

Certamente il CPEC potrebbe presentare un’opportunità al Pakistan per avviare una nuova stagione di ammodernamento infrastrutturale. Ma potrebbe anche rivelarsi una lama a doppio taglio: pesano fortemente le incognite Afghanistan, nella creazione di una maggiore connessione con l’Asia Centrale, e l’India, maggiormente preoccupata dalla Cina. Un altro punto critico è rappresentato dal rischio di insolvenza del Pakistan, sebbene vi siano state rassicurazioni da parte della Cina che il peso negoziale dei due Paesi è sostanzialmente lo stesso e che il Pakistan verrà considerato solvente. In quello che potrebbe diventare uno dei prossimi nodi dell’economia asiatica, le difficoltà non mancano in un contesto di equilibri economico-securitari precari tra India, Pakistan, Xinjiang e il nuovo Afghanistan dei talebani. 

Marco Zecchillo

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Marco Zecchillo
Marco Zecchillo

Sono nato a Venezia nel 1999. Ho ottenuto la Laurea in Relazioni Internazionali nel 2021 e frequento attualmente il Master in International Politics and Economics presso l’Università di Bologna. La mia più grande passione è lo studio delle dinamiche politiche ed economiche mondiali, con particolare attenzione all’Unione Europea e all’Asia Orientale, regione che ho avuto modo di conoscere durante la mia permanenza a Pechino nel 2016. Lavoro, inoltre, come ricercatore economico presso Mondo Internazionale G.E.O., hub di analisi geo-strategiche, nel campo dell’analisi dei contesti di crisi. Nel tempo libero, sono produttore di musica elettronica e grande amante del tennis.

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