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lunedì 18 Ottobre 2021

Segnali di distensione tra Governo e opposizione venezuelana

In breve

  • Il processo di dialogo tra il Governo e la Plataforma Unitaria de Venezuela punta a realizzare elezioni regionali libere il 21 di novembre di quest’anno.
  • La crisi in Venezuela si espande dal piano economico a quello politico.
  • L’opposizione venezuelana ha finalmente annunciato la propria partecipazione alle elezioni comunali e regionali previste per il 21 novembre.

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In 3 sorsi A Città del Messico, lo scorso agosto, sono iniziati i negoziati tra i rappresentanti del Governo di Nicolás Maduro e l’opposizione, con l’obiettivo di giungere a una soluzione dialogata alla crisi politica ed economica che attanaglia il Venezuela.

1. IL PROCESSO DI DIALOGO A CITTÀ DEL MESSICO

Il processo di dialogo, promosso dalla Norvegia e celebrato in Messico, tra i rappresentanti del Governo e la Plataforma Unitaria de Venezuela, ha come obiettivo quello di realizzare elezioni regionali libere il 21 di novembre di quest’anno e, per Maduro, di ottenere la rimozione delle sanzioni internazionali.
Durante il primo incontro realizzato tra il 13 e il 15 agosto le parti hanno firmato un memorandum per definire un’agenda comune. Tale memorandum individua degli argomenti sui quali verteranno i negoziati, ricominciati tra il 3 e il 6 settembre. I temi delle consultazioni sono principalmente: l’economia, i diritti umani, la giustizia, i diritti sociali e politici per tutti i cittadini, l’alleggerimento delle sanzioni internazionali, come amministrare i beni patrimoniali congelati all’estero e gli aiuti finanziari per il Paese.
Proprio negli stessi giorni il leader dell’opposizione Freddy Guevara è stato scarcerato grazie a una misura giuridica inaspettata e si è mostrato disposto a collaborare con il processo di dialogo.

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Fig. 1 – Freddy Guevara durante una conferenza a Caracas il 31 agosto 2021, in seguito al suo rilascio

2. LO STATO DELLA CRISI VENEZUELANA

L’attuale processo di negoziazione è il quinto solo durante il mandato di Maduro, ragion per la quale le aspettative del popolo venezuelano sul raggiungimento di un accordo sono basse. Nonostante ciò un accordo potrebbe rivelarsi conveniente sia per il Presidente, che ha bisogno di legittimità internazionale, che per l’opposizione, che negli ultimi anni non ha ottenuto i risultati promessi.
La crisi che affligge il Paese si estende dal piano economico a quello politico: le Istituzioni democratiche sono debilitate e l’iperinflazione cumulativa alla fine del 2020 è arrivata al 2.959,8%. Ciò che produce carenza di cibo e medicine e violenza dilagante. Secondo il World Food Programme, nel 2020 un venezuelano su tre aveva difficoltà a portare in tavola abbastanza cibo per soddisfare i requisiti nutrizionali minimi.
Tale situazione nel Paese ha prodotto il più importante flusso migratorio dell’America Latina degli ultimi anni. Un venezuelano su sei è emigrato e dal 2016 oltre cinque milioni di abitanti hanno lasciato il Paese. Inoltre il 60% di questi ha tra i 15 e i 50 anni, il che comporta una diminuzione delle persone in età attiva, un ulteriore fattore di ostacolo alla ripresa economica.

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Fig. 2Il Venezuela ha ufficialmente rimosso 6 zeri dalla propria valuta per semplificare le transazioni a causa della crisi inflazionistica in corso. Caracas, 2 ottobre 2021

3. RISULTATI E PROSPETTIVE FUTURE DEI NEGOZIATI

Il processo di dialogo in Messico, diversamente dai precedenti incontri a Barbados e nella Repubblica Dominicana, è osservato con attenzione a livello internazionale. La Russia, che ha un legame forte con l’esercito venezuelano, partecipa a sostegno del Governo, mentre i Paesi Bassi all’opposizione. Anche l’Unione Europea, il Canada e gli Stati Uniti si sono espressi a favore delle negoziazioni.
Allo stato attuale Maduro non gode di un forte sostegno da parte della popolazione, tuttavia l’esercito resta dalla sua parte. 
Tra i primi risultati del dialogo ci sono due accordi raggiunti sulla volontà condivisa di recuperare i patrimoni congelati all’estero e sulla sovranità del Venezuela nella Guayana Esequiba.
Inoltre, il 31 agosto l’opposizione venezuelana ha annunciato la partecipazione alle elezioni comunali e regionali previste per il 21 novembre, dopo quattro anni di boicottaggio e appelli all’astensione, a causa della mancanza di garanzie elettorali accettabili che rendessero il processo elettorale libero e giusto. Verranno rinnovati la maggior parte dei Sindaci e Governatori regionali del Paese. Le parti sono tornate a incontrarsi dal 24 al 27 settembre per discutere sul sistema di giustizia e sul rispetto delle Istituzioni.
L’opinione pubblica venezuelana rivela un forte desiderio di vedere un cambiamento democratico nel Paese, però i cittadini sono molto scettici sulla possibilità di una trasformazione in tempi brevi.

Erika Pozzuto

Venezuela” by ruurmo is licensed under CC BY-SA

Erika Pozzuto
Erika Pozzuto

Nata nel verde Molise nel 1995. Dalla quinta elementare avevo già una posizione politica e attendevo con impazienza il mio diritto di voto. Amo leggere i classici, il mio libro preferito è “Per la pace perpetua” di Kant.
Ho conseguito la laurea triennale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e quella magistrale in Studi Europei con una tesi sulle relazioni tra Europa ed America Latina. In Spagna e poi in Sudamerica ho finalmente sentito di aver trovato la mia casa e la sensazione di appartenere a quella cultura non mi ha più lasciata. “Yo no hablo español, mi corazón late en español.”

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