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lunedì 18 Ottobre 2021

Il Perù di Pedro Castillo, ¿a dónde vamos?

In breve

  • Pedro Castillo riceve l’incarico di Presidente del Perù, a seguito di turbolente elezioni.
  • La nomina e successiva revoca di Guido Bellido come Primo -ministro genera le prime importanti critiche intorno all’esecutivo.
  • Recenti affermazioni del Ministro dell’Economia indicano che il Perù non rinuncerà a un’economia di mercato.

 

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In 3 sorsi – Lo scorso luglio Pedro Castillo è stato nominato Presidente del Perù. Nonostante le promesse della campagna elettorale e le polemiche intorno all’esecutivo le misure da lui adottate avranno, in campo economico, uno stampo più moderato del previsto.

1. QUARANTA GIORNI IN UN LIMBO

Ben 43 giorni sono stati necessari alle autorità elettorali peruviane per decretare il nuovo Presidente del Perù, a seguito del ballottaggio avvenuto lo scorso giugno tra Keiko Fujimori (Forza Popolare) e Pedro Castillo (Perù Libero). Le accuse di frode da parte di Fujimori hanno infatti rallentato la designazione del Presidente, non potendo, tuttavia, trovare terreno fertile. Difatti la Giuria elettorale nazionale del Perù ha finalmente definito i ricorsi legali di Fujimori come “infondati“, ponendo così fine al limbo senza precedenti in cui ha vissuto il Perù per più di quaranta giorni. Keiko Fujimori, dal canto suo, ha riconosciuto la sconfitta, insistendo però sulla forma illegittima in cui – sostiene – si sarebbero celebrate le elezioni. Castillo si affaccia quindi alla Presidenza con delle turbolente elezioni alle spalle, un elettorato diviso e soli 13 seggi in più rispetto al secondo partito, Forza Popolare. 

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Fig. 1 – Il nuovo Presidente del Perù Pedro Castillo prende parte a un evento pubblico, Lima, settembre 2021

2. IL GABINETTO CREA POLEMICHE

Ex insegnante alle scuole elementari nella regione di Cajamarca, nell’entroterra rurale peruviano, la personalità politica di Castillo si è contraddistinta sin dalla campagna elettorale per una marcata ideologia di sinistra, essendo egli stesso esponente di un partito filo-marxista. Le numerose promesse alla vigilia del voto avevano creato sia aspettative che timori da parte del polarizzato popolo peruviano, anticipando un netto cambiamento qualora fosse stato eletto. Tuttavia la nomina di Guido Bellido – membro dell’ala più radicale del partito Perù Libero – come Primo ministro ha vanificato l’anelata rottura con il passato. Quest’ultimo è infatti accusato di essere simpatizzante e vicino al gruppo terroristico Sendero Luminoso, attivo nel Perù sin dagli anni Settanta. Inoltre Bellido è sotto inchiesta per una sua presunta apologia del terrorismo, ciò che accresce le polemiche dirette all’esecutivo e alle scelte di Castillo. Nonostante le polemiche Castillo ha inizialmente ottenuto l’approvazione dell’esecutivo da parte del Congresso, facendo leva in particolar modo sulla ripresa economica post-pandemica, e mostrandosi più evasivo rispetto all’instaurazione di una Assemblea Costituente, una sua proposta che divide fortemente la Camera peruviana. Ciononostante le continue frizioni interne ed esterne hanno portato alla recente revoca di Bellido dal suo incarico: dal 6 ottobre è Mirtha Vásquez, ex Presidentessa del Parlamento peruviano ed esponente della sinistro moderata, la nuova Prima Ministra del Perù.

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Fig. 2 – L’ex Primo Ministro del Perù Guido Bellido durante una conferenza stampa, Lima, agosto 2021

3. TOLTE LE VESTI DI COMUNISTA

Castillo, con il suo partito Perù Libero, ha animato la propria campagna elettorale rimarcando le misure da lui promesse, tra le quali emergono una riforma agraria, più investimenti pubblici e una riforma fiscale che miri a un’economia con una maggiore presenza dello Stato. Ciononostante le designazione di Pedro Franke – membro del gruppo parlamentare Insieme per il Perù, esponente della sinistra moderata – como Ministro dell’Economia suggerisce che le riforme economiche da adottare durante il prossimo lustro non saranno tanto radicali come annunciate. A dimostrazione di ciò lo stesso Ministro ha infatti dichiarato che il Governo punterà ad aumentare le imposte a grandi compagnie, in particolare quelle minerarie, ma che non avverranno espropriazioni, né nazionalizzazioni o controllo del prezzo. Il Perù non sembra quindi intenzionato a rinunciare a un’economia di mercato. Tale posizionamento è stato recentemente confermato dal Presidente, che ha ammesso di essere favorevole agli investimenti stranieri nel Paese, che precedentemente criticava, scrollandosi di dosso le vesti di comunista e mettendo in chiaro che il suo Perù non sarà la nuova Cuba o il nuovo Venezuela. Che il Perù stia per vivere una nuova era o no dipenderà quindi dal successo o fallimento di quella che Castillo definisce come “un’economia popolare di mercato” e dalla capacità del Presidente di saper coniugare gli elementi contrastanti del suo esecutivo.

Laura Manzi

Pedro Castillo Terrones” by braianreyna1 is licensed under CC BY

Laura Manzi
Laura Manzi

Classe 1996, radici meridionali anche se negli ultimi anni sono stata a spasso tra Regno Unito, Spagna e Francia. Dopo aver letto le poesie di Nicolás Guillén, poeta cubano, mi sono innamorata della storia del continente americano; così ho deciso di completare il mio percorso accademico con una laurea magistrale in Studi Latinoamericani. Mi piacciono i film con Sophia Loren, le canzoni di De André e il caffè della nonna.

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