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domenica 5 Dicembre 2021

Guerriglia in Venezuela, chi sono i miliziani anti-Farc al soldo di Nicolas Maduro

In breve

  • Lo scontro in Apure tra Gentil Duarte, Ivan Marquez e l’esercito venezuelano si è fatto più intenso in queste ultime settimane.
  • Maduro ha chiesto l’intervento delle milizie popolari per ristabilire l’ordine e cacciare i guerriglieri di Gentil Duarte.
  • La morte di Santrich potrebbe avere complicato anche i buoni rapporti che persistevano tra Maduro e Ivan Marquez.

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Analisi – Per frenare l’escalation di violenza in atto nello Stato Apure, Maduro ha chiamato a raccolta le milizie del popolo. I paramilitari ora battono il territorio alla ricerca degli uomini di Gentil Duarte mentre le FARC sembrano essersi alleate con l’ELN.

1. LO SCONTRO IN APURE

In Venezuela, così come sulla frontiera colombiana, si continua a combattere. Sin dai primi mesi del 2021 il terreno di scontro è stato il dipartimento venezuelano di Apure, stretto tra la foresta Amazzonica e lo Stato Arauca della Colombia. Quel lembo di terra è stato per tre decenni il centro delle attività operative delle FARC, le quali lì hanno costituito la “Segunda Marquetalia“, una sorta di micro-Stato nel quale l’ordine sociale è garantito dai guerriglieri di alias Ivan Marquez. Secondo la stessa popolazione stanziato in Apure, quest’ala di dissidenti delle FARC avrebbe stretto un patto con i combattenti dell’ELN rifugiati in Venezuela al fine di impedire al Frente 10 delle FARC, gruppo molto vicino al leader più carismatico della guerriglia comunista Gentil Duarte, di insediarsi nello Stato Apure, crocevia fondamentale della cocaina che esce dalla Colombia. Sia la rete di Duarte che di Marquez fanno parte della disidencia delle FARC, cioè il gruppo di guerriglieri che dopo l’accordo di pace stretto con il Governo colombiano ha deciso di proseguire nella lotta armata utilizzando il narcotraffico come principale fonte di finanziamento. Nonostante ciò le due compagini non vanno d’accordo: i principali giornali venezuelani, come El Universal, hanno raccontato di conflitti a fuoco tra gli uomini di Gentil Duarte e i combattenti dell’ELN, alleati di Ivan Marquez, proprio nello Stato Apure. Per impedire che l’ala più oltranzista delle FARC si insedi in Venezuela il Governo di Nicolas Maduro è corso ai ripari, assoldando formazioni di miliziani, spietati paramilitari che da anni si macchiano di stragi e massacri per proteggere la rivoluzione bolivariana.

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Fig. 1 – Militari colombiani presiedono la città di Arauca dopo uno scontro con i dissidenti di Ivan Marquez

2. LE MILIZIE DI MADURO

Create da Hugo Chavez nel 2005 e poi ampliato da Maduro, le milizie oggi rappresentano il corpo delle forze armate più fedele al regime di Caracas. “La legge consente a queste unità di ricevere ordini direttamente dal Presidente della Repubblica, quindi obbediscono solo a lui”, – ha spiegato ai microfoni de El Tiempo il professor Pedro Gonzales Caro. Non c’è un addestramento specifico da superare per arruolarsi tra le file dei miliziani: è sufficiente compilare un foglio di iscrizione, poiché stiamo parlando di una formazione militare aperta a “uomini e donne che vogliono manifestare il proprio spirito patriottico”. Questo spiega perché nel giro di quindici anni la milizia bolivariana si è trasformata nel braccio armato più spietato del chavismo. Basti pensare che, secondo le Autorità colombiane, questo gruppo di miliziani potrebbe essere il vero responsabile del massacro del Tachira, accaduto il 24 ottobre 2009, quando dodici cittadini colombiani vennero giustiziati sulla frontiera venezuelana durante una partita di calcio. Quest’episodio gettò ulteriore benzina sulla crisi diplomatica tra Colombia, Venezuela ed Ecuador esplosa nel 2008. Negli ultimi anni questo corpo è stato ulteriormente rinforzato a seguito della relazione traballante con gli Stati Uniti, che non hanno mai abbandonato l’idea di invadere militarmente il Venezuela. Per questo Chavez prima e Maduro poi hanno adottato la dottrina cubana della “guerra di tutto il popolo”, per preparare la popolazione a respingere una possibile operazione statunitense. Data l’escalation di violenza nello Stato Apure, nell’aprile del 2021 il Governo Maduro ha deciso di inviare mille miliziani sul confine colombiano per tenere sotto controllo l’avanzata delle FARC di Gentil Duarte. Più che mera propaganda del regime, l’intervento delle milizie ad Apure risulta giorno dopo giorno più indispensabile per invertire le sorti del conflitto, dato che le Autorità venezuelane stanno perdendo la guerra contro la disidencia delle FARC.

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Fig. 2 – Per riprendere il controllo dello Stato Apure, Maduro ha inviato mille miliziani

3. IL GIOCO DELLE ALLEANZE

Ciò che succederà nei prossimi mesi dipenderà da quanto dureranno le alleanze incrociate tra il Governo venezuelano e la guerriglia colombiana. I guerriglieri dell’ELN presenti in Venezuela sembravano aver trovato un patto abbastanza solido con la disidencia di Ivan Marquez ed entrambi godono di un canale privilegiato con l’Amministrazione di Maduro, il quale a sua volta ha bisogno di armi e uomini per salvaguardare il proprio regime da eventuali colpi di Stato dei generali. Gentil Duarte e gli uomini del Frente 10, come Ivan Marquez, non condividono la linea morbida adottata dalle FARC dopo gli accordi di Cuba, ma al contempo sono diventati i principali nemici di Nicolas Maduro, poiché con la loro forza militare hanno ridicolizzato l’esercito venezuelano nello Stato Apure. L’omicidio di alias Jesus Santrich, braccio destro di Ivan Marquez, durante un blitz dei militari bolivariani potrebbe aver intaccato anche il rapporto tra Palacio Miraflores e la Segunda Marquetalia. 

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Fig. 3 – I dissidenti Ivan Marquez e Jesus Santrich durante i dialoghi di pace con il Governo colombiano

4. IL DESTINO DEL VENEZUELA

Sempre più isolato a livello internazionale e prostrato dalla pandemia, il Venezuela si accinge nelle prossime settimane a rinnovare 335 amministrazioni comunali e 23 a livello federale. A differenza del 2018, quando le opposizioni per protesta contro Maduro non presentarono le proprie liste alla consultazione elettorale, i principali oppositori del regime tenteranno la spallata al leader chavista. La comunità internazionale ha già condannato il Consejo Nacional Electoral nominato da Maduro poiché “contrario allo Stato di diritto democratico e alla separazione dei poteri”. Forse anche per questo Palacio Miraflores ha deciso di inviare mille miliziani ad Apure, un dipartimento strategico del Venezuela che non può cadere nelle mani delle opposizioni. 

Mattia Fossati

– Venezuela 15F” by andresAzp is licensed under CC BY-ND

Mattia Fossati
Mattia Fossati

Friulano di nascita, bolognese per meriti accademici. Mi sono laureato in Scienze Politiche per poi specializzarmi in Giornalismo. Mi occupo di mafia, corruzione e narcotraffico. Ho svolto un tirocinio in Brasile effettuando svariati video-reportage delle manifestazioni studentesche contro i tagli del Governo Bolsonaro.  In seguito sono partito per un viaggio dal Cile alla Colombia per scrivere un libro sulle nuove rotte dei narcos. Follemente innamorato delle mie due case: Venezia e l’America Latina. Non potrei mai rinunciare a un buon caffè o a bere il mate in compagnia.

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