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martedì 7 Dicembre 2021

Elezioni in Argentina, il Governo perde il controllo del Senato

In breve

  • I risultati negativi del governo alle primarie si sono confermati, con un leggero recupero nel distretto della capitale.
  • Il partito di estrema destra di Javier Milei conquista cinque seggi alla Camera bassa.
  • Fino alle prossime elezioni nel 2023, il governo di Fernández dovrà negoziare soluzioni alla crisi politica e sociale.

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In 3 sorsiNonostante una timida ripresa, i risultati deludenti ottenuti alle primarie dal Governo di Fernández sono stati confermati dal voto di metà mandato. La perdita di controllo della Camera alta preannuncia due anni complicati per l’esecutivo peronista.

1. I RISULTATI ELETTORALI

Domenica 14 novembre 2021 l’elettorato argentino si è recato alle urne per le elezioni legislative di metà mandato, con lo scopo di rinnovare metà dei seggi della Camera bassa e un terzo dei seggi del Senato. Dopo i risultati negativi delle primarie di settembre, la riscossa in cui sperava la coalizione di Governo Frente de Todos guidata da Alberto Fernández non c’è stata, e l’esecutivo ha perso il controllo del Senato. Juntos por el Cambio (JxC), la coalizione conservatrice di opposizione, ha vinto in 13 dei 24 distretti del Paese, assicurandosi il 41,9% delle preferenze alla Camera e il 46,9% di quelle al Senato, contro rispettivamente il 33% e 27,6% dei voti ottenuti dalle forze governiste. Nonostante l’esecutivo si trovi in minoranza al Senato, la sua coalizione è riuscita ad arginare le perdite registrate alle primarie, confermandosi la prima forza politica tra i deputati e accorciando le distanze nella provincia di Buenos Aires, dove ha migliorato il proprio risultato di circa due punti percentuali rispetto alle primarie. L’affluenza alle urne domenica è stata del 71%, di cinque punti superiore a quella di settembre, ma comunque relativamente bassa rispetto agli standard argentini.

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Fig. 1 – Il Presidente argentino Alberto Fernández (a sinistra) e Axel Kicillof, governatore della provincia di Buenos Aires, durante la notte elettorale del 14 novembre 2021

2. L’ULTRADESTRA AVANZA, L’ESTREMA SINISTRA NON DELUDE

La Libertad Avanza, il partito di destra fondato da Javier Milei e José Luis Espert, ha ottenuto buoni risultati, conquistando cinque seggi alla Camera bassa e il 17% delle preferenze nella città di Buenos Aires, dove è risultata terza forza politica più votata in circoscrizioni tradizionalmente appannaggio di forze peroniste e conservatrici. Javier Milei, nel suo discorso di festeggiamento post-elettorale, ha annunciato l’obiettivo di allargare la presa del partito oltre i confini della capitale, puntando a una candidatura alle elezioni presidenziali del 2023. In una tornata elettorale atipica anche il partito di estrema sinistra trotzkista Frente de Izquierda de los Trabajadores (FIT) riscontra un discreto successo, risultando la terza forza a livello nazionale con il 5,9% delle preferenze e ottenendo la miglior performance elettorale dal 2011. I gruppi di destra e sinistra estreme ricopriranno un ruolo molto importante nelle dinamiche parlamentari dei prossimi due anni, e ci si aspetta un rimescolamento degli equilibri raggiunti negli anni dalle coalizioni moderate.

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Fig. 2 – Javier Milei, candidato del partito La Libertad Avanza, durante il comizio post-elettorale

3. DUE ANNI COMPLICATI PER IL GOVERNO

A questo punto le prospettive del Governo peronista sono negative per diverse ragioni. Avendo perso la maggioranza al Senato, il Presidente Alberto Fernández e i suoi dovranno cimentarsi in lunghe trattative con le opposizioni per passare proposte di legge al Congresso e affidare incarichi ufficiali in organi istituzionali chiave come la magistratura. In un discorso ufficiale nella notte elettorale Fernández ha invitato gli avversari al dialogo e a una opposizione responsabile che abbia al centro gli interessi del Paese, un richiamo che il leader di La Libertad Avanza ha già declinato. Nello stesso discorso il Presidente ha annunciato che in dicembre presenterà al Congresso la proposta di programma economico pluriennale per lo sviluppo sostenibile, una misura economica richiesta dal Fondo Monetario Internazionale dai creditori del debito argentino, con cui il Governo dovrà negoziare a breve per accordarsi sui €39 miliardi di debito che il Paese non riesce a ripagare. Oltre a una situazione economica gravissima e a una posizione di minoranza al Congresso, Fernández dovrà cercare di mantenere unita la propria coalizione, già messa in crisi dal disastro elettorale delle primarie di settembre, che hanno portato a un rimpasto di Governo e ad accese discussioni tra la corrente della vicepresidente Cristina Fernández de Kirchner e il Presidente Fernández.

Sara Pasqualetto

National Congress of Argentina” by Andrea Schaffer is licensed under CC BY

Sara Pasqualetto
Sara Pasqualetto

Ho studiato Diritti Umani all’Università di Padova, per poi trasferirmi a Brema, in Germania, per conseguire una laurea magistrale in Relazioni Internazionali. Lavoro come project e communication manager all’Istituto Alfred Wegener per ricerca polare e marina e mi interesso di politiche climatiche europee. Sono un’appassionata di podcasts e in generale di modalità di divulgazione giornalistica multimediali, tramite il Caffè Geopolitico spero di contribuire anche io nel mio piccolo a creare informazione affidabile e di alto livello.

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