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lunedì 18 Ottobre 2021

Argentina, primarie legislative: la disfatta pre-elettorale della coalizione peronista

In breve

  • Le elezioni primarie del 12 settembre in Argentina sono risultate in una pesante sconfitta della coalizione di Governo guidata dall’attuale Presidente Fernandez.
  • Le ragioni della disfatta sono molteplici, tra tutte la crisi economica e sanitaria, i recenti scandali che hanno coinvolto Fernandez e le tensioni all’interno della coalizione di centrosinistra.
  • Le primarie sono considerate un pre-test e il risultato solitamente riflette quello delle elezioni generali. Il Governo di Fernandez dovrà lavorare duro in questi mesi per recuperare la fiducia della popolazione e mantenere il controllo del Congresso.

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In 3 Sorsi – La pesante e inaspettata sconfitta della coalizione di Governo alle primarie del 12 settembre apre un periodo di incertezza politica per un Paese già vessato dalla crisi economica e dalla pandemia.

1. UN RISULTATO INASPETTATO

Domenica 12 settembre si sono tenute in Argentina le elezioni Primarie, Aperte, Simultanee e Obbligatorie (PASO) che hanno visto un sorprendente successo della coalizione Juntos por El cambio (JxC), partito dell’ex Presidente Macri che rappresenta l’attuale opposizione politica del Paese. Il fronte conservatore ha raccolto una percentuale di votanti di circa il 38%, superando così la coalizione del Governo in carica di Fernandez (30%), alla sua prima prova elettorale e considerata favorita nei sondaggi.
Il dato più interessante è che la coalizione oppositrice ha primeggiato nelle province da sempre considerate roccaforti del peronismo, tra tutte quella di Buenos Aires, che da sola raccoglie quasi un terzo dell’elettorato totale e nella quale JxC si è imposto con il 38% contro il 33,6% del Frente de Todos (FdT). Il centrodestra ha vinto anche nella capitale con il 48,3% dei voti contro il 24,6% del FdT. Nelle province dell’entroterra argentino il risultato non cambia. Vanno all’opposizione anche Cordoba, Mendoza, Terra dos Fuegos, Chaco, Santa Fe, San Luis, Chubut, Corrientes e La Pampa (48,8% contro 38,3%), anch’essa da sempre peronista.
Il FdT si è aggiudicato solo 6 delle 24 province argentine: Tucumán, Catamarca, La Rioja, Formosa, San Juan y Santiago del Estero.

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Fig. 1 – L’attuale Presidente Alberto Fernandez, leader della coalizione di Governo Frente de Todos, sconfitta alle elezioni PASO 2021

2. LE RAGIONI DELLA DISFATTA PERONISTA

Lo scandalo emerso qualche mese fa riguardante la festa privata organizzata per la compagna di Fernandez in palese violazione del lockdown da lui stesso imposto, allora uno dei più rigidi della regione, non ha aiutato la coalizione di Governo nelle primarie, ma di certo la grave situazione economica e sanitaria è l’elemento che ha generato maggiore insoddisfazione nella popolazione argentina.
Il Paese sta affrontando una crisi economica che dura già da diversi anni e l’arrivo della pandemia ha peggiorato le cose. Il PIL è sceso di oltre l’11%, andando a sommarsi al calo degli anni precedenti, l’inflazione non accenna a diminuire, mettendo in ulteriore difficoltà il mercato finanziario argentino, e la disoccupazione in crescita ha portato all’aumento delle persone che vivono sotto la soglia di povertà, che nell’ultimo anno ha raggiunto il 44%.
La crisi ha portato nel maggio 2020 il Paese in default tecnico, in quanto non è riuscito a ripagare in tempo i propri debiti. L’imperfetta gestione della pandemia ha determinato un ulteriore calo di consensi. La lenta campagna vaccinale e la confusione riguardo alle dosi di vaccino da ricevere, in particolare di Sputnik V dalla Russia, hanno causato un rallentamento di una possibile ripresa economica e la morte di più di 110mila argentini da inizio pandemia.

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Fig. 2 – Un membro delle Forze Armate prepara una dose di vaccino AstraZeneca ottenuta grazie allo schema COVAX, Centro Culturale CCK, Buenos Aires, 15 giugno 2021

3. UN NUOVO PIANO D’AZIONE?

“Tutto quello che vogliamo è la felicità del nostro popolo, ma evidentemente abbiamo sbagliato qualcosa, ora lavoreremo per correggere gli errori”, così si è pronunciato Fernandez nel discorso post-elettorale.
Lunedì il Governo si è riunito per elaborare un nuovo piano d’azione da attuare in questi due mesi per cercare di recuperare il consenso degli elettori. La coalizione di centrosinistra è ora incerta sulla strada da seguire. L’ala più militante guidata dall’influente Cristina de Kirchner vorrebbe rinnovare il gabinetto ministeriale e tra tutti la posizione in bilico è quella del ministro dell’Economia Martin Guzman, che non gode della simpatia della vicepresidentessa e il cui operato è costante oggetto di critica. Fernandez, appartenente all’ala peronista più moderata, dovrà cercare di tenere sotto controllo le tensioni interne al Fronte.
In questi giorni si è inoltre parlato di un nuovo pacchetto di riforme economiche e sociali preparato dal Governo da lanciarsi a breve. Tra le misure sono da segnalare un possibile aumento delle pensioni e del salario minimo e nuovi incentivi per le industrie per tentare di accelerare la ripresa economica e naturalmente attenuare il malcontento della popolazione.
Le primarie PASO decidono le liste di candidati che parteciperanno alle elezioni legislative del 14 novembre, in cui verrà rinnovato un terzo del Senato e 127 dei 257 seggi parlamentari. Le primarie sono considerate un pre-test e il risultato solitamente riflette quello delle elezioni generali.
Il Governo di Fernandez dovrà lavorare duro in questi mesi per recuperare consensi, perché in caso di sconfitta perderebbe il controllo del Senato e la maggioranza alla Camera: ciò genererebbe un grave problema di governabilità che metterebbe il Paese in una posizione instabile per poter negoziare i propri debiti con il FMI e riprendersi dalla crisi economico-sanitaria in cui versa.

Sara Ferrari

Photo by Santiago_SMF is licensed under CC BY-NC-SA

Sara Ferrari
Sara Ferrari

Classe 1997, nata nella colorata Salvador de Bahia, ma cresciuta nella tranquilla Mantova.

Ho conseguito una laurea triennale in Scienze Internazionali e delle Istituzioni Europee presso La Statale di Milano. Attualmente sto frequentando master in International Security presso l’Università di Westminster nel Regno Unito dove mi sono trasferita. I miei interessi riguardano sicurezza internazionale, geopolitica, ambiente e America Latina.

Ho i piedi per terra ma spesso la testa per aria, amo le lunghe passeggiate, i film francesi e il click della mia film camera.

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