utenti ip tracking
martedì 7 Dicembre 2021

Frederik de Klerk: luci e ombre sull’ultimo Presidente bianco del Sudafrica

In breve

  • Inizialmente sostenitore dell’apartheid, De Klerk fu comunque una figura importante per il processo di transizione nel governo del Sudafrica.
  • De Klerk liberò Mandela e tolse il bando all’African National Congress.
  • In molti accusano l’ex Presidente di aver appoggiato la fine della segregazione razziale solo per mantenere il potere.

Dove si trova

Ascolta l'articolo

In 3 sorsi – L’11 novembre è mancato Frederik de Klerk, l’ultimo Presidente bianco del Sudafrica. Nonostante sia stato criticato da molti per la sua incoerenza nella lotta contro l’apartheid, De Klerk ha certamente avuto un ruolo fondamentale nella transizione nel governo del Paese.

1. CHI È STATO

L’11 novembre è morto Frederik Willem de Klerk, l’ultimo Presidente bianco del Sudafrica. Classe 1936, De Klerk nacque in una famiglia fedele al Partito Nazionale e, dopo una carriera decennale come avvocato, nel 1972 vinse un seggio parlamentare nella stessa forza afrikaner, che qualche anno prima aveva introdotto l’apartheid. Inizialmente convinto sostenitore della politica di segregazione razziale, divenuto Presidente del Sudafrica, De Klerk sostenne la fine dell’apartheid, tolse il bando all’African National Congress (ANC) e liberò alcuni prigionieri politici, tra i quali nel 1990 Nelson Mandela, che gli succederà alla presidenza. I rapporti tra De Klerk e Mandela furono per lo più pacifici, sebbene con regolari disaccordi. I due ex Presidenti ricevettero insieme il Premio Nobel per la Pace nel 1993, per aver favorito la fine dell’apartheid in Sudafrica. Nel 2004 De Klerk abbandonò il Partito Nazionale (divenuto da qualche anno Nuovo Partito Nazionale), poiché non condivideva la scelta di fondersi con l’ANC, di cui Mandela era membro. Indipendentemente dalle sue convinzioni personali riguardo all’apartheid, Frederik De Klerk ha contribuito al processo di transizione relativamente pacifico nel Governo del Paese.

Embed from Getty Images

Fig. 1 – Nelson Mandela e Frederik De Klerk ricevono il Premio Nobel per la Pace nel 1993

2. LA FINE DELL’APARTHEID

In Sudafrica l’apartheid si è conclusa ufficialmente solo nel 1991, lasciando cicatrici profonde e interrogativi sulla responsabilità di molti crimini. Alcuni ritengono che De Klerk sia riuscito a convincere il Partito Nazionale a ritrattare la politica di apartheid proprio perché la conosceva bene e l’aveva sostenuta in passato, anche se in modo molto più moderato rispetto ai colleghi. Altri sostengono che l’ex Presidente abbia liberato Mandela e favorito la fine della politica di segregazione solo perché gli conveniva per mantenere il potere in un momento di forte contestazione all’interno del Partito. Nel 2020, durante un’intervista all’emittente nazionale SABC, De Klerk, allora ottantatreenne, affermò addirittura che in Sudafrica “l’apartheid non fu un crimine contro l’umanità”. A queste parole in molti hanno chiesto la revoca del suo Premio Nobel per la Pace, ma la Fondazione svedese ha negato la possibilità. In seguito Desmond Tutu, il primo arcivescovo anglicano nero di Città del Capo, ha ricordato che, durante la Commissione per la Verità e la Riconciliazione, indetta sotto la presidenza di Mandela, De Klerk non ammise la responsabilità della politica della segregazione razziale. Per difendersi dalle accuse l’ex Presidente aveva risposto sostenendo che la sua dichiarazione era in linea con il pensiero del Consiglio di Sicurezza. Infatti, nonostante l’Assemblea Generale dell’ONU avesse ritenuto l’apartheid un crimine contro l’umanità, il Regno Unito e gli USA avevano votato contro e applicato il veto alla decisione.

Embed from Getty Images

Fig. 2 – L’ex Presidente sudafricano Frederik De Klerk

3. LE CRITICHE

Molti suoi colleghi conservatori afrikaner lo criticarono per le posizioni eccessivamente progressiste. Altri affermano invece che avrebbe dovuto fare di più per combattere la piaga dell’apartheid e non dimenticano le violenze esercitate dalle forze di sicurezza contro i sudafricani neri durante il suo mandato. Inizialmente De Klerk si è difeso dicendo che non aveva il potere di fermare gli autori di azioni violente, ma in seguito ha ammesso che le forze di sicurezza avevano condotto attività sotto copertura, accusando tuttavia anche l’ANC di favorire individui estremisti. Sampson, il biografo di Mandela, affermò persino che De Klerk permise ad alcuni ministri di sostenere segretamente le organizzazioni pro-apartheid, la cosiddetta “Terza Forza”. Qualunque sia la verità, in un video rilasciato dalla sua fondazione dopo la morte, De Klerk dichiara che, sebbene inizialmente avesse sostenuto la politica legale dell’apartheid, negli anni Ottanta abbia cambiato completamente opinione. In questo suo ultimo video si è scusato per il dolore e i danni che la segregazione razziale ha causato in Sudafrica.

Alessandra De Martini

State Memorial Service for the Late Former President Nelson Rolihlahla Mandela” by GovernmentZA is licensed under CC BY-ND

Alessandra De Martini
Alessandra De Martini

Classe 1996, mi sono laureata in Relazioni e Organizzazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Trento e al momento frequento il corso di laurea magistrale in investigazione, criminalità e sicurezza internazionale presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma. Sono appassionata di geopolitica, ma amo anche imparare nuove lingue e viaggiare. Per questo motivo, durante il percorso universitario, ho cercato di combinare le mie passioni partecipando all’Erasmus, ad alcuni progetti della Diplomatic  Academy e ad un progetto di volontariato in Colombia. Nel tempo libero mi piace leggere thriller, fare jogging ma soprattutto giocare con il mio cagnolino!

 

Ti potrebbe interessare
Letture suggerite