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lunedì 24 Gennaio 2022

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La Borsa di Pechino si apre alle piccole e medie imprese

In breve

  • È di recente creazione un terzo mercato azionario in Cina, la Borsa di Pechino.
  • La Borsa di Pechino sarà principalmente orientata verso le piccole e medie imprese.
  • In tale mercato si denota la presenza di aziende altamente innovative.

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In 3 sorsiLa Borsa di Pechino è operativa dal 15 novembre scorso e si rivolge principalmente alle piccole e medie imprese. Tra le società quotate stanno emergendo dei piccoli giganti, ovvero aziende caratterizzate da un alto livello di innovazione.

1. LA BORSA DI PECHINO

La Borsa di Pechino (Beijing Stock Exchange Co., Ltd.) è stata registrata e approvata il 3 settembre 2021. È interamente riconducibile a National Equities Exchange and Quotations Co., Ltd. (NEEQ), che ne è l’unico azionista e ha un capitale registrato di 1 miliardo di RMB. Il trading nella Borsa di Pechino ha avuto inizio il 15 novembre e le prime società quotate erano 81. Al termine del primo giorno di trading 10 società quotate hanno avuto guadagni, mentre altre 71 hanno avuto performance più modeste. Il produttore di parti di automotive Henan Tongxin Transmission Co., Ltd ha avuto la performance migliore, chiudendo con una percentuale di 494 al di sopra della sua IPO iniziale. La performance più debole l’ha invece avuta Tonghuijiashi (Beijing) Information Technology Co., Ltd. con una perdita di 16 punti percentuale.

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Fig. 1 – La sede della Borsa di Pechino

2. IL RUOLO DELLA BORSA DI PECHINO

La Borsa di Pechino avrà un ruolo differente da quello delle Borse di Shanghai e Shenzhen, che sono operative dal 1990, e sarà maggiormente orientata verso le piccole e medie imprese operanti nell’ambito dell’innovazione. I criteri e le linee guida per essere quotati nella Borsa di Pechino risalgono al 17 settembre 2021: le società devono avere un capitale minimo di 500mila RMB e avere una storia di investimenti di almeno due anni. Le azioni non potranno aumentare o diminuire di oltre trenta punti percentuali in una sola giornata. Il trading, come previsto da NEEQ, è attualmente diviso in tre categorie o tier. La prima categoria è definita select tier, comprende attualmente 66 società ed è per società ad alto livello, che sono considerate altamente innovative o con elevati profitti. La seconda categoria è definita innovation tier e comprende le società che non hanno i requisiti per rientrare nella prima categoria, ma che sono performanti. La terza categoria è definita base tier e ingloba le società rimanenti. Con la creazione della Borsa di Pechino la Cina è orientata verso l’obiettivo di trattenere nel Paese le società innovative e tecnologiche. La regolamentazione delle società che pianificano IPO all’estero o a Hong Kong è stata resa sempre più severa. Ne è un esempio la società Didi, che ha dovuto incorrere in un audit di cybersicurezza poco successiva alla sua IPO negli USA, che si è concluso col divieto di download della sua app in Cina.

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Fig. 2 – Un uomo passa in bicicletta davanti alla Borsa di Pechino nel suo primo giorno di trading, 15 novembre 2021

3. I PICCOLI GIGANTI

Diciassette delle società che hanno debuttato nella Borsa di Pechino possono essere definite piccoli giganti (小巨人企业 xiao juren qiye, lett. società piccoli giganti). Sono società riconosciute dal Ministero dell’Industria e dell’Information Technology. Si tratta di piccole e medie imprese specializzate in settori nicchia con elevate capacità di innovazione e tecnologie all’avanguardia. Gcom Technology, che è un provider di servizi di comunicazione wireless e che è situata ad Hangzhou nello Zhejiang, fa parte di questa categoria ed è una delle prime società a essere state quotate. Secondo Zhao Guomin, il Presidente della società, le piccole e medie imprese solitamente hanno grandi oscillazioni nelle performance e questo non rappresenta un grave difetto nell’ambito della Borsa di Pechino. Per la Borsa di Pechino sarebbe invece essenziale la qualità delle stesse società. Il Governo ha evidenziato la rilevanza dei piccoli giganti, del cui sviluppo è stato scritto nel quattordicesimo piano quinquennale (2021-2025) pubblicato a marzo di quest’anno. Nel corso del meeting tenuto dal Comitato centrale del Partito comunista cinese il 30 luglio 2021, per la prima volta è stata evidenziata la necessità di sviluppare i piccoli giganti, sottolineando che si dovrebbe fare maggiore ricerca sull’argomento e che si dovrebbe porre maggiore importanza sull’innovazione tecnologica.

Nicol Betrò

Photo by PublicDomainPictures is licensed under CC BY-NC-SA

Nicol Betro
Nicol Betro

Laureata in Relazioni Internazionali con lingua cinese e inglese all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha lavorato per Invest Hong Kong, agenzia governativa di Hong Kong, dove si occupava di investimenti. Continua a coltivare una passione per la geopolitica, con aree di interesse la Cina e Hong Kong, coerentemente al suo percorso.

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