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lunedì 24 Gennaio 2022

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L’economia cinese si affaccia al 2022

In breve

  • In Cina la crescita economica appare in declino.
  • A Pechino si è tenuta la Central Economic Work Conference, che ha analizzato le performance economiche cinesi del 2021 e ha posto gli obiettivi per il 2022.
  • La stampa cinese, riferendosi a un discorso di Xi Jinping del 2018, paragona l’economia cinese a un oceano che resiste a venti e tempeste.

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Caffè lungo – L’economia cinese si basa su quattro pilastri: settore immobiliare, infrastrutture, esportazione e consumi interni. Recentemente ha avuto luogo la Central Economic Work Conference, che ha il compito di stabilire gli obiettivi economici e finanziari per il 2022. La stampa cinese paragona l’economia cinese all’oceano, perché resiste a venti e tempeste.

L’ECONOMIA CINESE

La Banca popolare di Cina dal 15 dicembre ha ridotto dello 0,5% la proporzione di depositi bancari da tenere come riserve, raggiungendo una media dell’8,4%, per incoraggiare le banche cinesi a concedere più prestiti alle attività. Si era verificata un’analoga riduzione delle riserve nel mese di luglio ed è in controtendenza rispetto ai Paesi occidentali. La riduzione delle riserve, che sono note come required reserve ratio (RRR), distribuirà 1.200 miliardi di yuan nell’economia. La ragione che porta a facilitare il credito è rappresentata dal rallentamento della crescita nel settore immobiliare e da un PIL del 4,9% nel terzo quadrimestre del 2021, che si è ridotto rispetto al 7,9% del secondo quadrimestre. La crescita dell’economia cinese era in declino già prima della pandemia: dal massimo di 15% nel secondo quadrimestre del 2007, è scesa al 6% nei primi tre mesi del 2019. La strategia della crescita cinese è basata su quattro pilastri: settore immobiliare, infrastrutture, esportazioni e consumi interni. Il settore immobiliare supporta circa il 27% del PIL ed è un settore in difficoltà. Col caso Evergrande i prezzi delle nuove abitazioni stanno crollando e la costruzione di nuovi immobili è rallentata. Per quanto riguarda l’ambito delle infrastrutture, si tratta di spese guidate da Governi locali e progetti su larga scala guidati da imprese statali. Col restringimento del credito nel 2009, molte banche si sono rivolte al cosiddetto shadow banking, che ha orientato liquidità verso le spese dei Governi locali relative a infrastrutture e immobili. I progetti infrastrutturali hanno continuato a essere attuati, ma hanno portato a una riduzione dei benefici per l’economia, perché molti di questi progetti non erano necessari. In varie regioni sono state infatti costruite intere città fantasma. Le esportazioni continuano a guidare la crescita, perché le catene di distribuzione globali dipendono dalla Cina. Ma l’aumento dei costi della manodopera in Cina ha condotto all’assottigliamento dei margini di profitto, portando poco benessere all’economia, e gli attori del settore manifatturiero sono esposti alle oscillazioni dello yuan e alla volatilità della domanda globale. Per quanto riguarda i consumi interni è rallentata la crescita della popolazione, anche alla luce della politica del figlio unico. Secondo il professor Kent Matthews dell’Università di Cardiff la popolazione non attiva, cioè che non ha un’occupazione lavorativa, continuerà ad aumentare. Con la riduzione della popolazione attiva e l’aumento dei consumi da parte di giovani e pensionati, i consumi supereranno l’output economico.

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Fig. 1 – Il porto di Tianjin

CENTRAL ECONOMIC WORK CONFERENCE

A Pechino dall’8 dicembre al 10 dicembre si è tenuta l’annuale Central Economic Work Conference, che avviene al termine di ogni anno e che stabilisce l’agenda nazionale per quanto riguarda l’economia e il settore bancario per l’anno successivo. In breve gli obiettivi che sono stati posti per il 2022 sono continuare a implementare politiche fiscali pro-attive e politiche monetarie prudenti, stimolare la vitalità degli attori del mercato mediante politiche microeconomiche, approfondire le riforme strutturali della distribuzione focalizzandosi sulla facilitazione della circolazione dell’economia nazionale, promuovere una solida implementazione di politiche orientate alla tecnologia e alla scienza, rivitalizzare lo sviluppo mediante riforme e aperture, promuovere uno sviluppo più equilibrato tra regioni, assicurarsi che le politiche sociali salvaguardino il benessere della popolazione. Uno dei principali obiettivi per l’anno 2022 sarà raggiungere il benessere condiviso (全面小康 quanmian xiaokang), che si riferisce a una condizione di benessere condiviso da tutti sia in termini materiali che in termini culturali, con una riduzione del gap tra regioni, aree urbane e rurali e tra entrate individuali. L’obiettivo del benessere condiviso è successivo al raggiungimento di una società moderatamente prospera (小康社会 xiaokang shehui). L’impegno nella ridistribuzione della ricchezza si suddivide in tre categorie di obiettivi futuri per il Governo, che però non sono ancora stati raggiunti: ridurre i costi delle abitazioni, aumentare le entrate e dare alla popolazione maggiori opportunità di creare ricchezza.

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Fig. 2 – Alcuni operai producono barre di ferro in un’acciaieria del Lianyungang, nella provincia orientale del Jiangsu, nel primo giorno del nuovo anno lunare (12 febbraio 2021)

L’ECONOMIA CINESE COME UN OCEANO

Per descrive le attuali congiunture economiche la stampa cinese fa riferimento a un discorso del Presidente Xi Jinping del 2018 nel corso della prima China International Import Expo. Secondo il discorso del Presidente cinese l’economia cinese è come un oceano di una vastità tale da sopravvivere a ogni tempesta: “L’oceano può avere i suoi giorni di calma, ma si è sempre in attesa di venti e tempeste. Anche se vive numerosi venti e tempeste, l’oceano continua ad esserci! Ed è lo stesso per la Cina”. Per la stampa cinese, proprio come un oceano ha al proprio interno la vita, così dallo sviluppo cinese derivano crescita e opportunità per il resto del mondo. E proprio come l’oceano non respinge alcun fiume, similarmente la Cina sarebbe inclusiva, orientata verso il libero commercio, il multilateralismo e un’economia globale aperta. Non a caso nella cerimonia del novembre 2020 che celebrava il trentesimo anniversario dello sviluppo e apertura del distretto Pudong a Shanghai, Xi Jinping ha affermato che anche l’economia mondiale è un oceano.

Nicol Betrò

Photo by Chevanon Photography is licensed under CC0

Nicol Betro
Nicol Betro

Laureata in Relazioni Internazionali con lingua cinese e inglese all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha lavorato per Invest Hong Kong, agenzia governativa di Hong Kong, dove si occupava di investimenti. Continua a coltivare una passione per la geopolitica, con aree di interesse la Cina e Hong Kong, coerentemente al suo percorso.

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