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mercoledì 25 Maggio 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Pandora Papers, la Fiscalia di Panama indaga l’ex Presidente del Paraguay Cartes

In breve

  • A seguito delle rivelazioni emerse nei Pandora Papers, la Fiscalia di Panama ha aperto un’indagine per riciclaggio di denaro a carico dell’ex Presidente paraguaiano Horacio Cartes.
  • Nel 2020 Cartes era già finito nelle carte dell’inchiesta Lava Jato per aver offerto ospitalità a Dario Messer, il re dei riciclatori di denaro della politica carioca.
  • I guai giudiziari non fermano il futuro politico di Cartes, che ora punta a riconquistare la Presidenza del Partido Colorado in vista delle elezioni del 2023.

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In 3 SorsiNuovi documenti dei Pandora Papers hanno portato le Autorità panamensi ad aprire un’inchiesta per riciclaggio a carico di Horacio Cartes. Nonostante i problemi giudiziari, l’ex premier paraguaiano si è candidato alla guida del Partito Colorado.

1. IL RUOLO DEI PANDORA PAPERS

La Fiscalia di Panama ha aperto un’indagine per riciclaggio di denaro a carico di Horacio Cartes, ex Presidente del Paraguay dal 2013 al 2018. A rivelarlo è l’attuale Ministro dell’Interno Arnaldo Giuzzio, il quale, durante un’intervista radiofonica, ha affermato che gli investigatori panamensi hanno chiesto informazioni sui precedenti penali di Cartes. La notizia è stata confermata anche dal giornale Abc, che ha pubblicato in esclusiva l’atto contenente le richieste della Fiscalia di Panama alle Autorità paraguaiane. L’indagine panamense è iniziata a seguito delle rivelazioni contenute nei Pandora Papers, nome della nuova inchiesta realizzata dal Consorzio internazionale di giornalismo investigativo (ICIJ) che ha portato alla pubblicazione di oltre 11 milioni di documenti inediti sul mondo delle società con sede nei paradisi fiscali. Una di queste offshore è la Dominicana Acquisition SA, creata a Panama nel 2011 e gestita da Horacio Cartes, che in quel periodo stava lanciando la sua candidatura come Presidente della Repubblica. Nel frattempo WikiLeaks, proprio in quei giorni, pubblicava un documento del Governo americano che denunciava come Cartes stesse riciclando parte del suo patrimonio negli Stati Uniti. Ed è proprio questo l’obiettivo della Fiscalia: capire se Cartes ha utilizzato questa società per riciclare o nascondere denaro all’estero.

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Fig. 1 – Manifestante protesta davanti alla casa di Horacio Cartes nell’estate del 2020 per chiedere l’arresto dell’ex Presidente del Paraguay

2. LAVA JATO CONNECTION

A gennaio del 2020, Horacio Cartes venne invischiato anche nella Lava Jato, la maxi indagine sulla corruzione scoppiata in Brasile nel 2014 e poi diramatasi in 13 paesi tra America Latina e Africa. Secondo i dati in possesso della Procura di Rio de Janeiro, Cartes avrebbe finanziato con mezzo milioni di dollari le spese giuridiche sostenute da Dario Messer, considerato il re dei riciclatori di denaro dai magistrati brasiliani (al quale anche l’ex Governatore dello Stato di Rio de Janeiro Sergio Cabral si sarebbe rivolto per nascondere all’estero 101 milioni di dollari frutto di tangenti). Il loro rapporto sarebbe nato negli anni Ottanta, epoca in cui Messer aprì l’agenzia Cambio Amambay (futuro Banco Amambay) e il padre di Cartes diventò l’azionista di maggioranza. Gli affari tra le due famiglie continuarono anche negli anni Novanta, quando Cartes e Messer unirono gli sforzi per comprare una fattoria. Poi le loro strade si divisero: il primo si dedicò alla politica e il secondo al riciclaggio di denaro. 
Per sfuggire ai mandati di cattura spiccati sia dalle Autorità paraguaiane che da quelle brasiliane, Messer sarebbe stato ospitato in Paraguay da esponenti di spicco del clan Mota, famiglia che gestisce il traffico di droga sulla frontiera brasiliana per conto del narcotrafficante “Cabeça Branca“. Secondo i magistrati della Lava Jato, Messer avrebbe mantenuto i contatti con Cartes anche durante il periodo della latitanza benché all’epoca quest’ultimo fosse ancora Presidente della Repubblica. Il re dei riciclatori di denaro avrebbe lasciato il Paraguay per ritornare in Brasile soloa settembre del 2018, un mese dopo che Cartes aveva terminato il suo mandato alla guida del Paese. 

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Fig. 2 – Horacio Cartes mostra il suo dito inchiostrato dopo aver votato durante le elezioni primarie del Partido Colorado del Paraguay ad Asuncion, Paraguay, il 17 dicembre 2017

3. IL FUTURO POLITICO DI CARTES

Nonostante la nuova inchiesta aperta a suo carico, Horacio Cartes si è candidato come nuovo Segretario del Partito Colorado, la forza politica che nell’estate 2023 tenterà di riconfermarsi alla Presidenza del Paraguay. Una mossa dettata dalla necessità di riconquistare il vertice del Partito per poter scegliere il nome del prossimo candidato al Palacio de los Lopes. Ciò consentirebbe alla corrente di Horacio Cartes di continuare a essere l’ago della bilancia della politica paraguaiana.

Mattia Fossati

PRESIDENTE DE PARAGUAY ARRIBA AL ECUADOR PARA CUMPLIR VISITA OFICIAL” by Cancillería Ecuador is licensed under CC BY-SA

Mattia Fossati
Mattia Fossati

Friulano di nascita, bolognese per meriti accademici. Mi sono laureato in Scienze Politiche per poi specializzarmi in Giornalismo. Mi occupo di mafia, corruzione e narcotraffico. Ho svolto un tirocinio in Brasile effettuando svariati video-reportage delle manifestazioni studentesche contro i tagli del Governo Bolsonaro.  In seguito sono partito per un viaggio dal Cile alla Colombia per scrivere un libro sulle nuove rotte dei narcos. Follemente innamorato delle mie due case: Venezia e l’America Latina. Non potrei mai rinunciare a un buon caffè o a bere il mate in compagnia.

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