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giovedì 7 Luglio 2022

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Il nuovo Cile di Gabriel Boric

In breve

  • Lo scorso 11 marzo Gabriel Boric si è insediato come Presidente del Cile, a capo di un Governo eterogeneo e a maggioranza femminile.
  • Nelle prime settimane dell’incarico il Presidente ha tracciato un confine netto con il precedente esecutivo.
  • La sfida per Boric sarà quella di trovare un giusto compromesso per governare stabilmente, in equilibrio con le diverse voci che compongono l’esecutivo, e realizzare le importanti riforme promesse.

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In 3 sorsiLo scorso 11 marzo Gabriel Boric si è insediato come Presidente del Cile. A capo di un Governo eterogeneo e a maggioranza femminile, Boric ha promesso cambiamenti strutturali e profondi per riformare il Paese che generano alte aspettative nei cittadini.

1. GABRIEL BORIC E I SUOI MINISTRI A ‘LA MONEDA’

Il nuovo Presidente cileno, il più giovane nella storia del Paese, è un deputato del sud che ha appena l’età minima per accedere all’incarico, un leader studentesco che si definisce ecologista, femminista e rappresenta la sinistra della coalizione Apruebo Dignidad. Il Governo di cui è a capo abbraccia un ampio spettro politico ed è composto da ventiquattro ministri, in maggioranza donne. Tra queste ci sono Izkia Siches agli Interni, la prima donna a ricoprire questo incarico, Maya Fernández, nipote di Salvador Allende, alla Difesa e Antonia Urrejola, ex Presidente della Commissione Interamericana dei Diritti Umani, agli Esteri.
Fanno parte della squadra di Governo anche Giorgio Jackson e Camilla Vallejo, entrambi leader studenteschi che insieme a Boric avevano guidato le proteste del 2011, che chiedevano un’educazione pubblica e gratuita.
Per il Tesoro è stato scelto Mario Marcel, ex Presidente della Banca centrale cilena, il favorito dei mercati, che percepiscono la sua figura come rassicurante e moderata rispetto alle riforme promesse da Boric in campo economico.

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Fig. 1 – Il Presidente Gabriel Boric con i ministri per la foto del Governo durante la cerimonia ufficiale al palazzo de La Moneda. Santiago del Cile, 12 marzo 2022

2. I PRIMI PASSI VERSO UN NUOVO CILE

I temi dell’agenda di Governo inglobano numerose riforme, tra cui quelle del sistema educativo, pensionistico, sanitario, economico e delle Forze Armate, con una maggiore attenzione alla tutela dei diritti umani, all’aumento dell’autonomia locale, alla questione della diversità culturale del Paese e a temi quali la crisi climatica e il femminismo.
Nelle prime settimane di Governo il Presidente ha tracciato un confine netto con il precedente esecutivo attraverso il ritiro di numerose querele contro i manifestanti del estallido social e con la decisione di porre fine allo stato d’emergenza, e dunque alla militarizzazione, sia nelle regioni del sud, nelle quali era in corso uno scontro con il popolo mapuche, sia in quelle del nord del Paese, colpite da problemi legati all’immigrazione proveniente soprattutto dal Venezuela.
In ambito ambientale il Governo ha firmato il nuovo Codice delle Acque, che regola l’uso di questa risorsa, e l’Acuerdo de Escazú, che coinvolge 24 Paesi dell’America Latina e dei Caraibi e ha come obiettivo quello di garantire l’accesso ai diritti ambientali e la protezione della biodiversità. Tale Trattato, promosso proprio dal Cile nel 2014, era stato in seguito bloccato dall’esecutivo Piñera.
Inoltre da metà aprile i ministri sono impegnati in visite in tutto il Paese per promuovere il piano inclusivo Chile apoya, pensato per risanare l’economia e i settori maggiormente colpiti in seguito alla crisi pandemica.

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Fig. 2 – Gabriel Boric firma simbolicamente la bozza dell’accordo per approvare il Trattato di Escazú nel Patio de Los Naranjos del Palazzo de La Moneda. Santiago del Cile, 18 marzo 2022

3. LE SFIDE DELL’ESECUTIVO

I primi problemi del Presidente si sono presentati in merito al tema che divide l’opinione pubblica e i deputati, quello del quinto ritiro di denaro dalle società che amministrano i fondi pensionistici (AFP). Per far fronte allo stato di emergenza durante la pandemia, infatti, ai cittadini era stato permesso di ritirare una parte di tali fondi. Questo, però, ha generato inflazione e per limitarla l’esecutivo di Boric ha proposto due progetti di alternativa responsabile al ritiro, ma entrambi non sono passati.
Come nel caso AFP, il Presidente avrà bisogno di tenere unite le forze alleate per realizzare le riforme promesse e risolvere le questioni di ordine pubblico presenti, anche in vista del referendum di settembre, con cui i cittadini saranno chiamati a decidere se approvare o rifiutare il nuovo testo costituzionale. Infatti il percorso del nuovo Governo si intreccia parallelamente a quello dell’Assemblea Costituente, e nonostante procedano in autonomia, entrambi sono legati alle richieste dell’estallido social. In quest’ottica il risultato del referendum rifletterà l’opinione dei cittadini anche sull’operato del Governo.
La sfida per Boric sarà quindi quella di trovare un giusto compromesso per governare stabilmente, in equilibrio con le diverse voci che compongono l’esecutivo, e realizzare le importanti riforme promesse, senza però stravolgere quegli elementi di stabilità che hanno fatto del Cile un caso di successo, in termini di crescita economica, nella regione latino-americana.

Erika Pozzuto

Presidente, Gabriel Boric, llega al palacio de La Moneda y da su primer discurso” by Vocería de Gobierno is licensed under CC BY-SA

Erika Pozzuto
Erika Pozzuto

Nata nel verde Molise nel 1995. Dalla quinta elementare avevo già una posizione politica e attendevo con impazienza il mio diritto di voto. Amo leggere i classici, il mio libro preferito è “Per la pace perpetua” di Kant.
Ho conseguito la laurea triennale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e quella magistrale in Studi Europei con una tesi sulle relazioni tra Europa ed America Latina. In Spagna e poi in Sudamerica ho finalmente sentito di aver trovato la mia casa e la sensazione di appartenere a quella cultura non mi ha più lasciata. “Yo no hablo español, mi corazón late en español.”

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