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mercoledì 17 Agosto 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Somalia, un bilancio dei primi mesi di Hassan Sheikh Mohamud

In breve

  • Il Presidente Mohamud ha promesso un approccio più inclusivo rispetto a quello del suo primo mandato per affrontare le molteplici sfide della Somalia.
  • Negli ultimi mesi gli attacchi delle milizie di al-Shabaab sono aumentati considerevolmente.
  • Le Nazioni Unite hanno avvertito dell’imminenza di una catastrofe umanitaria in Somalia.

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In 3 sorsi – Il nuovo mandato presidenziale di Hassan Sheikh Mohamud in Somalia si preannuncia più inclusivo e caratterizzato da una volontà di profonda riforma politica. Le sfide da affrontare tuttavia sono numerose, dai frequenti attacchi terroristici di al-Shabaab all’estesa siccità e alla grave crisi economica.

1. MOHAMUD, SIMILITUDINI E DIFFERENZE CON IL PRIMO MANDATO

Hassan Sheikh Mohamud non è un volto nuovo a Villa Somalia, il Palazzo Presidenziale a Mogadiscio. Il leader del Partito Per la Pace e lo Sviluppo aveva infatti già ricoperto il ruolo di Capo dello Stato tra il 2012 e 2017.  Molte delle sfide di oggi sono le medesime che aveva affrontato durante il suo primo mandato, in primis la lotta contro il gruppo terroristico al-Shabaab e la crisi economico-politica in cui versa il Paese. Mohamud è intenzionato a ristabilire il quadro giuridico che aveva delineato durante il quinquennio 2012-1017, ma questa volta vuole completare il processo di federalizzazione dell’apparato di sicurezza, rafforzare l’intelligence e terminare la stesura della nuova Costituzione al fine di garantire il suffragio universale per le prossime elezioni. Il giorno della proclamazione Mohamud ha promesso che si impegnerà a formare un Governo più inclusivo, stando attento a non commettere gli stessi errori del passato. Per quanto riguarda il fronte della politica estera, il neopresidente ha subito stretto un nuovo accordo con l’omologo statunitense Joe Biden per il ritorno delle truppe di Washington sul suolo somalo al fine di proteggere il Paese dalla minaccia di al-Shabaab. Questa alleanza segna la ripresa di una politica di cooperazione per la Difesa, che era stata interrotta durante l’Amministrazione Trump. Anche le Organizzazioni internazionali hanno espresso il proprio appoggio per la sua vittoria, come ha dimostrato lo sblocco di 400 milioni di dollari da parte del Fondo Monetario Internazionale. Infine, il rivale e Presidente uscente Mohamed Abdullahi Mohamed, detto Farmajo, ha riconosciuto la vittoria, nonostante avesse tentato di prolungare il proprio mandato con metodi anche incostituzionali nei mesi precedenti.

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Fig. 1 – Il nuovo Presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud il giorno dell’inaugurazione del proprio mandato, 9 giugno 2022

2. LA MINACCIA TERRORISTICA DI AL-SHABAAB

Negli ultimi mesi della presidenza di Farmajo il gruppo islamista al-Shabaab aveva riguadagnato terreno contro il Governo federale, mentre le forze di sicurezza si erano frammentate ulteriormente a causa di conflitti interni tra i clan. Al-Shabaab è una milizia terroristica, vicina ad al-Qaida. Nata come un’ala militante del Consiglio somalo delle Corti islamiche, nel 2006 prese il controllo della Somalia meridionale. Nonostante alcune importanti sconfitte da parte delle forze di pace dell’Unione Africana e degli eserciti alleati di Paesi terzi, al-Shabaab si è dimostrato resiliente e abile nell’adattarsi persino alla struttura amministrativa del Paese, riuscendo in certi momenti a influenzare la politica nazionale in modo così rilevante da far sospettare ad alcuni analisti di essere riuscito a comprare il sostegno di alcuni deputati. Durante le ultime elezioni non si sono registrati attacchi da parte di al-Shabaab, ma il Parlamento ha votato in un bunker protetto, proprio per prevenire eventuali attentati. Con la vittoria di Mohamud è anche tornato l’esercito americano, ma la collaborazione militare somala-statunitense non è ben vista da tutti, anche a causa degli episodi del passato, oltre al fatto che diversi osservatori ritengono che il vero motivo dell’intervento americano sia assicurarsi una base strategica nel Somaliland.

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Fig. 2 – L’ex Presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, detto Farmajo, in carica dal 2017 al 2022

3. LA SITUAZIONE SOCIO-UMANITARIA

Mohamud non eredita solo la minaccia terroristica dal predecessore, ma anche una situazione socio-umanitaria catastrofica, a causa della devastante carestia, della difficile ripresa dalla pandemia e della crisi politica che dura da oltre un anno. Negli ultimi mesi, inoltre, la Somalia, come molti altri Paesi nel mondo, è stata colpita dall’inflazione dei generi alimentari e dei carburanti provocata dalla guerra in Ucraina. Le Nazioni Unite hanno avvertito di un’imminente catastrofe umanitaria. I prossimi mesi dunque saranno decisivi per Hassam Sheikh Mohamud per riguadagnare la fiducia dei cittadini più scettici e porre rimedi concreti alle difficoltà del Paese.

Alessandra De Martini

President of the Federal Republic of Somalia” by Foreign, Commonwealth & Development Office is licensed under CC BY

Alessandra De Martini
Alessandra De Martini

Classe 1996, mi sono laureata in Investigazione, Criminalità e Sicurezza internazionale presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma. Sono appassionata di geopolitica, ma amo anche imparare nuove lingue e viaggiare. Durante il percorso universitario, ho cercato di combinare le mie passioni partecipando all’Erasmus, ad alcuni programmi di studio all’estero e ad un progetto di volontariato in Colombia. Nel tempo libero mi piace leggere thriller, fare jogging ma soprattutto giocare con il mio cagnolino!

 

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