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lunedì 3 Ottobre 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Cuba prepara il referendum sul matrimonio egualitario

In breve

  • L’adozione di un nuovo Codice della Famiglia a Cuba sarà sottoposta a un referendum che si terrà il 25 settembre.
  • Tra le proposte portate a referendum, la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’apertura alla possibilità della surrogazione di maternità.
  • Nonostante l’importanza della riforma, molti attivisti accusano il Governo di strumentalizzare il referendum.

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In 3 sorsi – Il popolo cubano avrà finalmente la possibilità di pronunciarsi sull’adozione di un nuovo Codice della Famiglia. Il referendum introdurrebbe cambiamenti significativi nella tutela dei diritti civili, anche se non sono mancate le critiche.

1. UN REFERENDUM STORICO

Come affermato dal ministro della Giustizia cubano Oscar Silvera Martínez, il 25 settembre potrebbe rappresentare per Cuba una giornata storica. Dopo un lungo processo di consultazione che ha coinvolto attivamente anche gli stessi cittadini, l’adozione di un nuovo Codice della Famiglia sarà sottoposta a giudizio tramite un referendum che, se ratificato, aprirebbe le porte a una svolta progressista, riflesso di una concezione inclusiva, plurale e finalmente egualitaria. Il nuovo diritto di famiglia andrà nei fatti a sostituire una normativa in vigore da quasi mezzo secolo. Il testo, per essere approvato, necessiterà del voto favorevole della maggioranza, ovvero il 50% più uno delle schede valide depositate dagli elettori. Se l’esito sarà positivo, la Repubblica socialista cubana diventerà il nono paese dell’America Latina a legalizzare l’unione tra persone dello stesso sesso dopo Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Uruguay, Ecuador, Costa Rica e alcuni stati del Messico.

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Fig. 1 – Cittadini cubani partecipano al gay pride durante la celebrazione della giornata contro l’omofobia e la transfobia

2. TRA SPINTA VERSO IL FUTURO E RESISTENZA AL CAMBIAMENTO

Già nel 2019 il Governo di Miguel Díaz-Canel aveva avviato un ampio percorso di riforme culminato con la stesura di una nuova Carta costituzionale. La radicata opposizione della chiesa e dei gruppi religiosi più conservatori aveva però portato a escludere dal testo qualsiasi riferimento al matrimonio egualitario. Adesso, a distanza di tre anni, le nuove proposte di modifica sembrano invece potersi spingere in una direzione ancora più progressista e liberale. Oltre alla tutela del diritto di ogni individuo a costituire una famiglia – con la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’apertura alla possibilità della surrogazione di maternità – una particolare attenzione viene rivolta anche alle esigenze delle categorie più vulnerabili ed emarginate. Nella versione modificata assumono infatti particolare rilievo i temi legati alla violenza domestica, agli abusi fisici, morali, economici e psicologici. Vengono poi ampliati i diritti dei bambini e degli adolescenti con una maggiore attenzione alla loro dignità e alla loro integrità fisica e mentale.

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Fig. 2 – Il Presidente cubano Miguel Diaz-Canel esprime il suo voto per il referendum sulla nuova Costituzione cubana. Havana, 24 febbraio 2019

3. CRITICHE AL REFERENDUM

Secondo i dati ufficiali si stima che dei 6.481.207 cubani (75,93%) che hanno preso parte alla consultazione popolare, solo il 61,96% si è espresso a favore del Codice della Famiglia, rendendo così incerto l’esito della votazione. La norma è stata per questo oggetto di numerose critiche da parte di diversi attivisti LGBTQ+, i quali, pur riconoscendo l’importanza dell’istituto giuridico del referendum quale vitale strumento di democrazia diretta, hanno evidenziato quanto decisioni politiche affrettate e valutazioni distorte possano adesso negare certi diritti a gruppi già storicamente emarginati, diritti che nei fatti dovrebbero spettare loro per natura. Nonostante poi non esista per legge alcun vincolo che impedisca al potere politico di deliberare direttamente, il regime ha comunque deciso di trasferire, in maniera orizzontale, la propria responsabilità ai cittadini e alle famiglie, facendo così dubitare ulteriormente sulla reale volontà di approvare la riforma. Inoltre, come sostenuto da alcuni attivisti, quello del Governo non sarebbe altro che un subdolo tentativo di strumentalizzare, tramite questo referendum, il nuovo Codice della famiglia per dare una parvenza di democrazia al Paese e apparire più progressisti agli occhi del mondo.

Francesco Ferraro

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Francesco Ferraro
Francesco Ferraro

Nato a Grosseto in Toscana nel 1996. Ho conseguito una laurea triennale in Storia moderna e contemporanea presso l’università di Pisa che ho poi completato con una magistrale in Scienze internazionali, curriculum studi europei, presso l’università di Torino. Sono particolarmente attratto dalla politica in generale, in tutte le sue varie forme e complesse sfaccettature.

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