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    Un ritorno storico quello dell'Honduras al prossimo mondiale sudafricano. Dopo una qualificazione ottenuta in gruppo tutt'altro che facile, gli uomini agli ordini del ct Rueda vogliono provare a sorprendere in un girone in cui potrebbe uscire più di una sorpresa.

    IL PAESE

    Nel 2009 il piccolo paese centro americano è tornato alla ribalta delle luci internazionali a causa di un colpo di stato mirato a deporre il presidente Manuel Zelaya. Nel giugno 2009 i carri armati dell'esercito entrarono nella capitale sequestrando ministri, funzionari governativi e soprattutto ponendo sotto arresto il presidente Zelaya. Nel gennaio 2010, l'ex-presidente ha lasciato il paese e si è ritirato in esilio all'estero lasciando la guida della nazione a Porfirio Lobo. Da oltre un anno il paese vive in uno stato di agitazione con un governo che fatica a ritrovare la credibilità internazionale (ad esempio il Brasile di Lula non riconosce l'attuale governo) e che altrettanto difficilmente prova a trovare una propria legittimazione sul piano interno. Le elezioni successive al golpe venogno considerate da larga parte della popolazione come illegali ed il fronte di opposizione al governo attuale cresce costantemente con il passare dei mesi.

    CAFFE' IN PILLOLE

    • Dal 2009 i giornalisti honduregni vivono in un continuo stato di assedio. I media nazionali e locali hano subito un pesante ridimensionamento nella loro libertà d'informazione. Al momento attuale i mass media si concentrano nelle mani di tre uomini: Rafael Ferrari, Jorge Canahuati e Jaime Rosentahl. Come se già questo non limitasse abbastanza l'indipendenza dell'informazione, bisogna infatti ricordare che il paese sta conoscendo una stagione di omicidi nei confronti di quei giornalisti ritenuti scomodi. Solo nel mese di aprile sono stati cinque i giornalisti uccisi.

    • L'Honduras conosce una forte presenza di popolazioni indigene di antichissima origine. In particolare i Tolupan sono fra i più conosciuti. Questo popolo pare abbia orgini addirittura antecedenti ai più famosi Maya e fa del rispetto della terra e della natura la sua ragione di vita. Per questo motivo questo antichissimo popolo è entrato in contrasto con gli interessi di alcune multinazionali che vorrebbero sfruttare le ingenti risorse che si trovano nel territorio dove attualmente essi risiedono.

    LOS CATRACHOS POSSIBILE SORPRESA?

    David Suazo (calciatore del Genoa) e Carlos Pavon (giocatore che milita nelle fila del Real España e con trascorsi poco fortunati nell'Udinese e nel Napoli) certamente rappresentano le due stelle del team allenato da Reinlado Rueda. Non a caso proprio il 37enne Carlos Pavon ha regalato il 15 ottobre scorso la qualificazione alla sua nazionale siglando il goal decisivo contro El Salvador. Durante le qualificazioni Pavon è stato anche il capocannoniere della squadra siglando ben sette reti. Anche William Palacios del Tottenham ed il centrocapista Alvarez del Bari possono essere considerati due punti di riferimento. La squadra potrebbe soffrire l'inesperienza di alcuni elementi giovani ed in generale di tutto il reparto difensivo che possiamo considerare come il vero tallone d'achille della nazionale honduregna. I bookmaker internazionali sembrano tuttavia non fornire molto credito alla squadra centroamericana, ma la sorpresa in questo caso potrebbe essere davvero dietro l'angolo.

    GEOPALLONE

    Le maggiori rivalità calcistice sono vissute nei confronti di Messico, Costarica ed El Salvador. In particolare con quest'ultima nazione l'Hounduras visse negli anni '60 un momento di fortissima rivalità politica. Una rivalità così forte che portò i due paesi a dichiararsi guerra nel 1969 in quella che molti storici ricordano come la Guerra del Fútbol proprio perchè nacque in seguito a scontri avvenuti in occasione di un confronto calcistico. Il calcio fu, ovviamente, solo il detonatore di una situazione da tempo esplosiva. I due paesi erano da tempo in disaccordo su questioni di confini ed immigrazione, in particolare i dissidi si erano acuiti dopo che l’Honduras aveva espulso più di 300.000 immigrati salvadoregni dal proprio territorio. La battaglia infuriò solo per 6 giorni ma riuscì comunque a causare quasi 6 mila morti con gravissime perdite fra i civili. Da ricordare anche che al momento del recente golpe anche il mondo sportivo scioperò in protesta al rovesciamento del governo di Zelaya.

    Marco Di Donato

    redazione@ilcaffegeopolitico.it

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    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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