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La politica estera indonesiana tra Pechino e Washington

In 3 sorsi La politica estera indonesiana è incentrata sulla preservazione degli interessi nazionali, il mantenimento degli equilibri regionali, la neutralità strategica e il non allineamento. Jakarta tenta di bilanciare la propria agenda economica e politica, il crescente peso di Pechino nella regione e la volontà di Washington di rivitalizzare i legami con il Paese.

1. LA POLITICA ESTERA INDONESIANA: NEUTRALITÀ, NON-ALLINEAMENTO, MULTILATERALISMO

Nonostante l’Indonesia sia il più grande Paese del Sud-est asiatico, nonché una media potenza nella regione, il PIL indonesiano rimane contenuto: Jakarta vuole trasformare il proprio modello economico incentrato sull’export di risorse in un’economia integrata pienamente nella catena manifatturiera globale. A tal fine mantiene un profilo politico ed economico neutro, confacente alla volontà di riposizionare l’economia nazionale e pertanto non compromettere alcun tipo di relazione diplomatica e commerciale. Regionalmente le strategie di politica estera di Jakarta sono strettamente legate alla sua membership – e dal 1° gennaio 2023, presidenza – dell’ASEAN. In linea con i principi dell’organizzazione, Jakarta promuove infatti neutralità e stabilità, necessarie per garantire la cooperazione tra Paesi e quindi la convergenza tra le economie della regione.

Suddetta tendenza è peraltro in linea con l’approccio di politica estera adottato dall’Indonesia dal 1948, espresso nella formula “indipendent and active foreign policy”: questo principio, nato dalla volontà di Jakarta di svincolarsi dalla logica bipolare della Guerra Fredda, prevede che gli interessi di politica nazionali guidino l’approccio alla politica estera. Questa volontà strategica si è tradotta, a livello internazionale, in una tendenza alla neutralità e al non-allineamento. Recentemente, coerentemente con il crescente peso economico e politico acquisito, Jakarta ha promosso inoltre la diplomazia economica per lo sviluppo, nonché l’engagement multilaterale all’interno delle piattaforme di collaborazione sia regionali che internazionali.

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Fig. 1 – I capi di Stato e di Governo dei Paesi ASEAN durante il summit dell’organizzazione a Labuan Bajo, sull’isola di East Nusa Tenggara, 11 maggio 2023. Il Presidente indonesiano Joko Widodo è il quinto da sinistra

2. INDONESIA E STATI UNITI: CRESCENTE DISTANZA E PRIORITÀ DIVERGENTI

Le relazioni tra Jakarta e Washington hanno visto un sostanziale approfondimento del rapporto bilaterale nel 2010, grazie alla firma della US–Indonesia Comprehensive Partnership. Durante la Presidenza Obama, le relazioni bilaterali sono fiorite in una serie di accordi ed iniziative negli ambiti di energia, tecnologia, educazione e sanità, parzialmente frutto della convergenza tra la strategia statunitense del Pivot to Asia e la volontà di Jakarta di divenire una potenza marittima nella regione.

La leadership politica indonesiana non ha tuttavia apprezzato la successiva Presidenza Trump: in primo luogo, gli Stati Uniti hanno segnalato un sostanziale disinteresse rispetto alle traiettorie geopolitiche regionali, svincolandosi dagli accordi commerciali – RCEP (Regional Comprehensive Economic Partnership) e CPTPP (Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership). Jakarta è stata peraltro pesantemente penalizzata dalla guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti e si è trovata in disaccordo con l’approccio apertamente anticinese adottato da Trump, ritenendo un eccessivo avvicinamento agli Stati Uniti come un vincolo politico in grado di compromettere la propria immagine.

Nonostante l’Amministrazione Biden sia attivamente impegnata nella rivitalizzazione delle relazioni, Jakarta rimane scettica nei confronti di Washington: l’approccio anticinese non è in linea con l’agenda politica ed economica indonesiana e Jakarta guarda inoltre con preoccupazione al QUAD (Quadrilateral Security Dialogue), il gruppo regionale formato da Washington con Australia, India e Giappone. Questo tipo di piattaforma è considerata un possibile detonatore di tensioni nell’Indo-Pacifico e, inoltre, l’enfasi posta sulla cooperazione in ambito della sicurezza non rispecchia le priorità del Paese, incentrate invece su sanità pubblica ed energia.

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Fig. 2 – Il Presidente indonesiano Joko Widodo insieme a quello statunitense Joe Biden durante il G7 di Hiroshima, 20 maggio 2023

3. INDONESIA E CINA:COOPERAZIONE, PRUDENZA ED EQUILIBRIO

La percezione dell’Indonesia nei confronti di Pechino oscilla tra preoccupazione, ammirazione  e volontà di beneficiare delle iniziative economiche e diplomatiche cinesi. Jakarta osserva con attenzione il crescente peso politico cinese nella regione, che teme possa divenire problematico per gli equilibri tra Paesi. Dal punto di vista delle relazioni commerciali, pur beneficiando del rapporto bilaterale, Jakarta riscontra un passivo costante nella bilancia commerciale. Inoltre, l’afflusso di lavoratori cinesi – a discapito di quelli locali – inviati per occuparsi dei progetti infrastrutturali di Pechino nell’area ha inasprito ulteriormente i sentimenti negativi dell’opinione pubblica.

Le opportunità di collaborazione paiono tuttavia fiorire: da accordi bilaterali commerciali, ad alleanze diplomatiche, ai progetti legati alla Belt and Road Iniziative (BRI), nonché ingenti investimenti in ambito tech, infrastrutturale, marittimo e sanitario l’Indonesia rimane positivamente recettiva delle proposte cinesi. Jakarta ha peraltro approfondito la cooperazione in termini di turismo, scambi culturali – tra cui apertura di numerosi Istituto Confucio ed avviamento di programmi di studio– e all’interno del Network of ASEAN-China Think Tanks (NACT). L’Indonesia percepisce inoltre la Cina come un attore in grado di stabilire dei trend di crescita positivi per i propri partner, nonché di proporre un modello di sviluppo e governance alternativo rispetto a quello occidentale. Nonostante la parziale convergenza di visioni, Jakarta mantiene la propria indipendenza strategica nello sforzo di bilanciare la necessità di preservare l’agenda politica e favorire lo sviluppo economico nazionale, al contempo prevenendo la possibilità che una potenza egemone sconvolga gli equilibri regionali.

Francesca Leva

The New Mr. President” by uyeah is licensed under CC BY

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Perchè è importante

  • La politica estera indonesiana è fondata sul riposizionamento dell’economia nazionale e il principio di “indipendent and active foreign policy”. Questa postura si traduce in neutralità strategica e non allineamento politico.
  • L’Amministrazione Biden sta tendando di approfondire i legami con l’Indonesia. Tuttavia, Jakarta non condivide né l’approccio anticinese di Washington, né l’alleanza strategica QUAD.
  • Pechino è un partner che offre plurime possibilità di collaborazione e modello di sviluppo alternativo a quello occidentale. Vi sono tuttavia delle riserve da parte di Jakarta in ambito economico e politico.

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Francesca Leva
Francesca Leva

Classe 99’, ho studiato in Italia e in Cina per un Double Degree Master in Scienze Internazionali (Università di Torino) e China Studies (Zhejiang University International Business School).  Mi troverò ad Hong Kong da ottobre presso la Camera di Commercio Italiana e a collaboro nel contempo con riviste e centri studio di geopolitica. Sono interessata alle dinamiche regionali nella regione dell’ Indo-Pacifico, all’agenda di sviluppo cinese e alle relazioni di Pechino con Paesi terzi, nonché a come le traiettorie geopolitiche influenzano le opportunità di business tra Paesi.

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