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Spagna, le proposte dei partiti in vista delle elezioni

Analisi – Il 23 luglio la Spagna va alle urne: a contendersi il Governo saranno i socialisti dell’uscente premier Sánchez e i popolari dello sfidante Feijóo, che avranno bisogno però del sostegno degli altri partiti (di sinistra o destra) per vincere. Ecco in cosa consistono i programmi elettorali.

LE FORMAZIONI IN CAMPO E I SONDAGGI

Come avevamo raccontato il mese scorso, a seguito della débacle elettorale avvenuta durante le elezioni regionali del 28 maggio, il leader del PSOE (Partido Socialista Obrero Español) e capo del Governo Pedro Sánchez ha indetto nuove elezioni generali il 23 Luglio 2023. A contendersi la presidenza a questo giro saranno lo stesso Sánchez, al vertice del principale partito di centro-sinistra, e Alberto Núñez Feijóo, leader del Partido Popular (PP) di centro-destra. È già chiaro ad oggi come nessuno dei due potrà governare in solitaria, e chiunque esca vincitore dovrà cercare alleanze a destra o a sinistra. All’estrema destra troviamo VOX, partito guidato da Santiago Abascal e probabile alleato del PP per formare il Governo, nel caso in cui vincesse le elezioni. A sinistra invece la neonata coalizione SUMAR guidata dall’attuale ministra del Lavoro Yolanda Díaz, che raggruppa 16 partiti di sinistra, tra i quali anche Podemos.

Tutti i sondaggi elettorali danno in vantaggio il partito di Feijóo su quello di Sánchez, che potrebbe ottenere la maggioranza grazie all’appoggio di VOX. Secondo l’ultima analisi demoscopica condotta per El País attualmente il PP si attesterebbe intorno al 31% delle preferenze, mentre il PSOE si fermerebbe al 29%, con VOX e SUMAR rispettivamente al 15% e al 13%. Altri sondaggi danno un distacco più ampio tra i due principali partiti confermando la vittoria della destra, anche se il punto cruciale sarà capire se PP e VOX riusciranno a ottenere la maggioranza assoluta dei seggi o meno. In caso negativo l’ampia coalizione che governa oggi (che include PSOE, SUMAR e quasi tutti i partiti minori) potrebbe riproporsi.

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Figura 1 – I due principali sfidanti alla presidenza, Pedro Sánchez (a sinistra) e Alberto Núñez Feijóo (a destra).

LO STATO DELL’ECONOMIA SPAGNOLA E LE PROPOSTE DEI PARTITI

Dal punto di vista macroeconomico la Spagna presenta dati contrastanti. Secondo l’ultima rilevazione dell’INE (Istituto Nazionale di Statistica) l’inflazione sembra essere rientrata a livelli normali, attestandosi sull’1,9% (anche se l’inflazione core resta ancora alta al 5,9%), ben al di sotto della media europea. Anche dal punto di vista della crescita economica la Spagna fa molto meglio della media europea, con il PIL in crescita del 4,2% (contro solo l’1% europeo). D’altro canto però, il tasso di disoccupazione al 12,7% resta il più alto in assoluto sia tra i Paesi UE sia OCSE.

Spulciando tra i programmi elettorali possiamo trovare diverse proposte economiche che possono essere riassunte come segue. Il PSOE propone un piano per flessibilizzare la giornata lavorativa tramite incentivi che favoriscano il lavoro da remoto (per poter conciliare il lavoro con la famiglia); incrementare il salario minimo e legarlo al salario medio in modo che non scenda mai al di sotto del 60% dello stesso; incrementare le imposte ai soggetti inquinanti; immettere 5 miliardi di euro all’anno nel sistema pensionistico e armonizzare le leggi fiscali autonomistiche per porre fine alla concorrenza sleale tra regioni. Il PP invece propone un piano nazionale di reindustrializzazione per aumentare il peso dell’industria spagnola e per promuovere l’agricoltura; la riforma delle politiche attive del lavoro migliorando la qualità della formazione e riducendo la disoccupazione femminile; la diminuzione dell’IRPEF ai redditi inferiori a 40.000 euro; l’eliminazione dell’imposta sulle grandi fortune; zero tasse per i nuovi lavoratori autonomi durante il primo anno e l’approvazione di un decreto di semplificazione amministrativa ogni anno.

Tra i partiti “minori”, sempre in ambito economico, VOX propone incentivi fiscali per le imprese che comprino prodotti agricoli spagnoli; introduzione di dazi doganali con il Marocco; introduzione di due aliquote fiscali piatte al 15% e al 25% per i redditi rispettivamente inferiori e superiori a 70.000 euro (aliquote che si ridurrebbero di 4 punti per ogni figlio); abolizione delle imposte su patrimonio, successione e plusvalenze; incentivi fiscali alle imprese che assumono lavoratori spagnoli a tempo indeterminato; riduzione progressiva dell’imposta sulle società fino ad un 15%. Dal lato opposto dello spettro politico SUMAR propone una riduzione della settimana lavorativa massima a 37,5 ore senza diminuzione del salario (aprendo un dialogo per ridurla ulteriormente fino a 32 ore); di inserire il diritto dei lavoratori a richiedere il lavoro a distanza; bonus di €20.000 a tutti i giovani che compiano 18 anni; imporre una tassazione minima per le imposte sulle grandi fortune, successioni e società che non sia derogabile dalle comunità autonome; aumentare la progressività delle aliquote IRPEF fino ad un 52% per i redditi sopra i 300.000 euro e infine la promozione di una riforma delle regole fiscale europee per abbandonare definitivamente l’austerità.

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Figura 2 – Il Congresso spagnolo a Madrid

LE ALTRE PROPOSTE 

Tra le altre principali proposte, nell’ambito della giustizia il PP propone che i membri del Consiglio Generale del Potere Giudiziario (CGPJ) siano eletti direttamente da giudici e magistrati (e non dal Parlamento), l’impossibilità di elezione per 5 anni nel Tribunale Costituzionale di magistrati vincolati alla politica, e che i direttori di organismi indipendenti dello Stato non abbiano occupato posti politici. VOX invece propone la proibizione dell’indulto per i reati relazionali con la corruzione politica o l’integrità statale e la sospensione dell’autonomia alle Comunità che utilizzino i fondi propri per attentare conto l’unità della Spagna. Entrambi poi propongono la reintroduzione dei reati di sedizione e malversazione nei confronti dello Stato, un chiaro riferimento al tentativo di indipendenza della Catalogna avvenuto nell’ottobre 2017.

Nell’ambito della sanità il PSOE propone di ridurre per legge le liste di attesa, mentre SUMAR propone di smantellare le forme di sanità privata ed inserire la ortodonzia, la nutrizione, la salute ottica, la psicoterapia e la fisioterapia tra i servizi pubblici. D’altro lato il PP propone di riformare la legge sull’aborto in modo che ritorni obbligatorio il consenso paterno per i minori di età e di rivedere la legge sull’eutanasia, mentre VOX vorrebbe garantire l’esercizio del diritto di obiezione di coscienza per le pratiche contrarie alla promozione della vita umana.

Dal punto di vista ambientale, il PSOE promuove la destinazione del 10% dei profitti generati da impianti fotovoltaici pubblici ai residenti del quartiere in cui l’impianto è installato, VOX vorrebbe revocare la legge sul cambiamento climatico ed implementare mini reattori nucleari, mentre SUMAR propone di innalzare l’obbiettivo di riduzione delle emissioni al 55% entro il 2030, di convertire milioni di edifici sostenibili e di aumentare le imposte sugli extraprofitti alle industrie fossili, della plastica e dei beni di lusso.

Un altro tema molto sentito in Spagna è quello delle abitazioni. Qui quasi tutti i partiti concordano con la costruzione di nuove case pubbliche, però mentre SUMAR si concentra sulle limitazioni per affitti turistici e sull’inclusione dell’obbligo di affitto sociale per i grandi proprietari, VOX propone una riforma del codice penale di “tolleranza zero” verso l’occupazione illegale.

Tra le altre proposte più rilevanti troviamo quella del PSOE di abolire la prostituzione e lottare contro la tratta di esseri umani, e quelle del PP di migliorare le connessioni ferroviarie (in particolare con la regione di Extremadura), di ampliare i permessi parentali di maternità e paternità, di creare una educazione universale e gratuita per i bambini tra zero e tre anni, di potenziare la polizia frontaliera e accelerare gli ordini di rimpatrio degli immigrati irregolari (e l’espulsione di coloro che hanno commesso un reato) tramite accordi con i Paesi di origine, ed infine di garantire i diritti delle persone transessuali. Tra le altre proposte di VOX invece troviamo la soppressione di quei partiti politici che minaccino l’integrità territoriale (riferimento ai vari partiti indipendentisti regionali), la promozione dell’insegnamento delle gesta e le imprese storiche degli “eroi nazionali” spagnoli, di aumentare il sostegno pubblico alla promozione della natalità, di aumentare le pene per violenze sessuali e pedofilia, e di vietare i trattamenti ormonali per il cambio di sesso ai minori d’età. Anche SUMAR prospetta una copertura pubblica gratuita per l’educazione dei bambini tra zero e tre anni, l’estensione del Bono Cultural Joven (attualmente disponibile ai soli diciottenni) a tutta la popolazione tra 16 e 30 anni, un bonus di 200 euro mensili per ogni figlio fino ai 18 anni, il diritto all’aborto per tutti e risarcimento per le vittime di violenza di genere, la garanzia del pieno accesso a tutte le forme di riproduzione assistita e di trattamenti dell’identità di genere nel sistema pubblico nazionale e gratuità di tutti i trasporti pubblici rurali (per permettere a tutti di spostarsi più facilmente).

Ora la parola passa agli spagnoli che tra meno di due settimane prenderanno in mano il destino del proprio Paese. Sarà molto interessante vedere quale strada sceglieranno i cittadini e come i loro voti trasformeranno il Paese iberico: le conseguenze saranno molto significative anche a livello UE, considerando che la Spagna ha appena iniziato la Presidenza di turno del Consiglio dell’UE.

Danilo Bianco

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  • I principali partiti in campo ed i sondaggi in vista delle elezioni in Spagna.
  • La situazione economica spagnola e le proposte in campo economico dei partiti.
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Danilo Bianco
Danilo Bianco

Nato in Puglia e laureato in Economia Internazionale, dopo un Erasmus a Santander, attualmente vivo e lavoro a Madrid. Dopo aver ricoperto ruoli di responsabilità in multinazionali private, ho deciso di intraprendere un master in “European Economic Governance” presso l’Università Carlos III di Madrid. Parallelamente, ho inziato uno stage presso il Banco de España, dove mi divido tra i dipartimenti di Relazioni Europee e di Politica Monetaria. Appassionato da sempre di geopolitica, relazioni internazionali e macroeconomia, mi piacerebbe per poter dare il mio (seppur piccolo) contributo per migliorare il mondo. La mia passione per viaggiare e scoprire nuove culture mi spinge costantemente ad esplorare nuovi luoghi. La mia innata curiosità mi porta a imparare continuamente; per questo, oltre alla passione per gli sport, spendo parecchio tempo a guardare YouTube.

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