domenica, 14 Luglio 2024

APS | Rivista di politica internazionale

domenica, 14 Luglio 2024

"L'imparzialità è un sogno, la probità è un dovere"

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Germania, Europa e Cina: ecco la strategia di Berlino verso il Dragone

In 3 sorsiBerlino ha recentemente pubblicato la propria strategia nei confronti di Pechino nel documento “Federal Government Strategy on China”. Come è cambiata la Cina e quali sono gli obiettivi della politica economica? Come si posiziona l’UE nei confronti di Pechino? Perché la dipendenza cinese preoccupa Berlino e quali sono i punti salienti riportati nel nuovo documento?

1. DE-RISKING E COOPERAZIONE

La Repubblica Popolare Cinese ricopre all’interno del contesto internazionale un ruolo di primaria importanza, attore fondamentale in tantissimi contesti grazie alla potenza economica e al peso politico. L’Unione Europea sconta, a volte, l’incapacità di parlare con una voce unica nei confronti di Pechino, lasciando ai diversi Stati membri la scelta di adottare diverse politiche e strategie. Il disallineamento è stato esplicito quando l’Italia ha firmato nel 2019 il Memorandum d’Intesa sulla Via della Seta, o meglio Belt and Road Initiative (BRI). Tornando ai giorni nostri, il Consiglio Europeo del 30 giugno scorso ha emanato la nuova strategia dell’Unione europea nei confronti della Cina. Proviamo a riportare alcuni tra i passaggi più significativi. Pechino è contemporaneamente un partner, un concorrente e un rivale sistemico. Nonostante i diversi sistemi politici ed economici, Cina e UE hanno interessi comuni, relazioni stabili basate sul rispetto dell’ordine internazionale fondato su regole e reciprocità. L’Unione Europea continuerà a cooperare con Pechino per affrontare le sfide globali, tra cui il cambiamento climatico, la sicurezza alimentare, la riduzione del debito e l’assistenza umanitaria. Tuttavia, il documento del Consiglio sottolinea che l’UE è preoccupata per le crescenti tensioni nello Stretto di Taiwan e che i mari della Cina sono di importanza strategica per la prosperità e sicurezza regionale e globale. Durante l’incontro del 6 aprile scorso a Pechino tra Ursula von der Leyen, Emmanuel Macron e Xi Jinping, la Presidente della Commissione ha affermato che l’UE intende adottare un approccio di de-risking, ovvero di riduzione delle vulnerabilità delle relazioni economiche in ambiti strategici come, ad esempio, le materie prime critiche.

Embed from Getty Images

2. BERLINO PUBBLICA LA SUA STRATEGIA VERSO LA CINA

China has changed. So, we need to change our approach to China too”. Apre così la pagina del sito del Ministero degli Esteri tedesco dedicata alla strategia nei confronti della Cina. Pechino, nel corso degli ultimi decenni, ha raggiunto una notevole crescita economica, prosperità e benessere, e ha ridotto significativamente la povertà. Nel contesto, entrambi gli attorihanno beneficiato dalle relazioni commerciali e dagli scambi internazionali, sia in termini economici che politici e sociali. Tuttavia, nell’ultimo periodo, qualcosa sembra essersi rotto. Secondo la survey intitolata “How Global Public Opinion of China Has Shifted in the Xi Era” redatta dal Pew Research Center, l’immagine internazionale di Pechino ha subito un peggioramento rilevante dalla pandemia di Covid-19 in poi, percezione aggravata dalle preoccupazione sulla politica cinese in materia di diritti umani e dalla partnership con la Federazione Russa. La crescita economica sembra rallentare, la BRI ha subito una battuta d’arresto e le esportazioni diminuire. Di conseguenza, anche l’approccio degli Stati membri UE è cambiato. L’Europa guarda con diffidenza e preoccupazione anche la politica economica cinese, che si pone l’obiettivo, tra i vari, di aumentare la dipendenza dei Paesi terzi verso la Cina e di rendere maggiormente indipendente la Cina dai Paesi terzi. Ciò nonostante, il ruolo della potenza asiatica è centrale nello scacchiere internazionale, e i Paesi europei dovrebbero continuare a cooperare sia in termini di sviluppo economico – il mercato cinese è troppo importante per troppe realtà economiche, – sia per i temi chiave del futuro, tra cui il cambiamento climatico, la stabilità globale e la risoluzione del conflitto in Ucraina.

Embed from Getty Images

3. I PUNTI CHIAVE DELLA STRATEGIA TEDESCA

Il paragrafo seguente approfondisce nel dettaglio i punti salienti della Federal Government Strategy on China. Anzitutto, Berlino pone molta attenzione alla politica economica cinese, che mira a rendere Pechino meno dipendente dagli altri Paesi e, allo stesso tempo, cerca di rendere gli altri Paesi più dipendenti da Pechino. Ciò si traduce in diverse politiche di controllo che impattano moltissimi ambiti e settori, primo fra tutti lo sviluppo tecnologico e la BRI.

In particolare, riportiamo in questa sede qualche passaggio del paragrafo 4.7 “Export controls”, in cui la Germania pone l’attenzione sui rischi legati alla violazione dei diritti umani (e relativi strumenti di repressione interna), alla “Military-Civil Fusion policy” e al trasferimento di tecnologie sensibili e infrastrutture critiche (come nel caso delle infrastrutture 5G). Berlino afferma che il successo dell’approccio nei confronti di Pechino richiede un’unità d’intenti e di capacità di influenza europea nel suo complesso, con principi comuni e basato sulla cooperazione. Inoltre, manda un messaggio indiretto anche ai Paesi che vorrebbero entrare nell’Unione Europea, ovvero che il loro posizionamento nei confronti della Cina non sia contrario agli interessi paneuropei ed al diritto europeo.

Concludendo, per i Paesi occidentali potrebbe configurarsi il rischio di valutare i rapporti con Pechino attraverso parametri di giudizio strettamente valoriali, dividendo il mondo tra “buoni” e “cattivi”, e di ridurre i tentativi di dialogo e cooperazione. Ciò potrebbe ulteriormente allontanare Pechino dalla possibile influenza occidentale ed europea e dividere il mondo in aree di influenza geograficamente circoscritte. A riguardo, sarà fondamentale capire in che misura e con che strumenti verrà gestita la politica di de-coupling tra USA e Cina, in quanto l’UE rischia di trovarsi nel mezzo dello scontro tra le due superpotenze.

Riccardo Cima

Olaf Scholz: “We need a geopolitical, larger, reformed EU, open to the future”” by European Parliament is licensed under CC BY

Dove si trova

Perchè è importante

  • L’Unione Europea ha pubblicato la strategia di sicurezza economica improntata al “de-risking“.
  • La Germania, all’insegna dello stesso principio, ha pubblicato la propria strategia nei confronti della Cina.
  • Pechino non viene negata come partner economico, ma gli interessi e la sicurezza europei devono avere precedenza.

Vuoi di più? Iscriviti!

Scopri che cosa puoi avere in più iscrivendoti

Ti potrebbe interessare