sabato, 9 Dicembre 2023

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Democrazia e disinformazione: il pericolo dell’Intelligenza Artificiale

In breve

  • Con le elezioni presidenziali statunitensi sempre più vicine il pericolo di ingerenze nel sistema democratico da parte di processi di disinformazione diventa ancora più concreto a causa del continuo ricorso all’Intelligenza Artificiale.
  • Cittadini e istituzioni governative denunciano preoccupazioni crescenti per la possibilità che i meccanismi di influenza perpetrati con le nuove tecnologie IA condizionino i sentimenti politici e i risultati elettorali.
  • Nonostante la corsa alla regolamentazione dell’IA da parte del Congresso il futuro del processo elettorale USA non sembra pendere verso regolarità e stabilità.

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In 3 sorsi Il palcoscenico per la campagna elettorale USA 2024 è quasi pronto, e mentre spettatori e critici cercano di prevedere quali saranno gli attori principali, un nuovo ruolo continua ad assumere importanza e a confondere le parti: l’intelligenza artificiale.

1. IA E LA PRASSI DI INFLUENZA CONSOLIDATA NELLA POLITICA USA

Fin dalla turnata elettorale del 2016, ancora di più in quella del 2020 e nel pieno della pandemia Covid-19, è emersa la consapevolezza di quanto la disinformazione sia ormai da considerarsi la principale ed onnipresente minaccia per le democrazie contemporanee.
Il minimo comune denominatore in queste circostanze è stato il ricorso a strumenti informatici veicolati attraverso i principali canali di comunicazione, aggregazione sociale e diffusione delle notizie (partendo dai social network fino a rimbalzare sui mezzi di informazione di massa), in particolare sfruttando i meccanismi dell’Intelligenza Artificiale generativa. Con IA generativa (“generative AI”) si intendono, quindi, le tecniche informatiche in grado di riprodurre virtualmente e automaticamente il comportamento umano (tramite video, audio, testo, spesso noti come “deep fake”). La continua evoluzione e soprattutto diffusione di questa tecnologia, ormai accessibile a chiunque dotato di connessione Internet senza necessità di particolari conoscenze tecniche, solleva nuove tensioni con l’avvicinarsi dell’esercizio del pilastro fondamentale del processo democratico negli Stati Uniti.

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Fig. 1 – La propaganda del Governatore della Florida Ron DeSantis ha destato scalpore per l’utilizzo di deep fake dell’avversario Donald Trump

2. LE PREOCCUPAZIONI PER LE ELEZIONI 2024

D’altro canto, l’emergere delle prime campagne pubblicitarie a supporto di alcuni candidati basate su deep fake come strumento di forza (in particolare audio che simulano la voce di Trump in dichiarazioni compromettenti) possono giustificare i primi segnali di allarme.
Non deve sorprendere, dunque, la preoccupazione dei cittadini statunitensi, di cui una buona porzione teme appunto le influenze dell’IA per le prossime elezioni, e di numerosi esponenti di governo, tra cui spiccano per rilevanza le dichiarazioni in merito alla necessità di maggior tutela di fronte a questa tecnologia del Comandante capo del Cyber Command USA, Timothy Haugh.
Queste preoccupazioni hanno anche trovato un eco importante al Congresso: proprio in questi giorni si stanno tenendo udienze al Senato con i principali leader dell’industria tecnologica al fine di arrivare ad una comprensione condivisa del fenomeno che porti quanto prima alla legiferazione di linee guida per regolamentare il ricorso all’IA.

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Fig. 2 – Dal 13 settembre il Senato sta tenendo un forum per approfondire le tematiche relative all’IA e le possibilità di regolamentazione

3. VERSO UN FUTURO INCERTO PER LA DEMOCRAZIA

Il timore principale è di trovarsi di fronte a un contesto in cui sia impossibile distinguere la verità dall’inganno, in cui la simulazione del consenso, la manipolazione dell’informazione, l’influenza psicologica siano all’ordine del giorno. Considerando, inoltre, la prassi consolidata dei tentativi di ingerenza da parte di potenze esterne nel processo elettorale è evidente come un simile scenario possa portare non solo a considerazioni sul piano della stabilità politica interna, ma anche a implicazioni sugli equilibri internazionali.
La disinformazione, le operazioni di influenza psicologica, sia a livello interno sia come obiettivi geopolitici, non sono una novità di questi ultimi anni (e neppure del secolo), così come è altrettanto noto quanto una campagna elettorale ne fornisca terreno fertile per la crescita ed espansione. Tuttavia, nonostante le tattiche e la pratica siano ben conosciute, la novità generata dalla pervasività dei mezzi e la capacità con cui riescono ad infiltrarsi in ogni angolo della società civile non possono essere sottovalutate, soprattutto nel contesto statunitense attuale, sempre più polarizzato verso estremi opposti e condizionato da un clima di generale sfiducia e sospetto nelle istituzioni che rende buona parte della popolazione particolarmente ricettiva al condizionamento.
Del resto, se nel mondo della “post-verità” la percezione della realtà assume sempre più valore della realtà stessa, la potenzialità dell’IA generativa di intorbidire la distinzione tra verità e menzogna non può che destare perlomeno dubbi sulla futura regolarità e stabilità del processo democratico.

Daria Vernon De Mars

Immagine di copertina: “Hand placing dice reading I VOTED” by wuestenigel is licensed under CC BY

Daria Vernon De Mars
Daria Vernon De Mars

Fiorentina, dal 1994. Laureata in Scienze Politiche alla triennale e in Relazioni Internazionali alla magistrale, attualmente consulente di cyber security per il settore pubblico. Da sempre appassionata di geopolitica, intelligence e sicurezza nazionale e internazionale, sono sempre profondamente curiosa di scoprire le cause culturali e sociali di dinamiche politiche contemporanee e passate.

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